IRAN: Shiraz (Moschea degli Specchi)

Regia: Gigi Oliviero – Stefano Carbone


    Siamo in Iran per visitare una delle sue città più belle, Shiraz. E’ una città viva e gradevole, e sarà piacevole vagare per le sue piazze e i suoi giardini. A differenza di quel che comunemente si pensa in Occidente, lo straniero è accolto sempre con rispetto e dignità, e persino il tanto sbandierato integralismo spesso si rivela solo il desiderio di conservare intatte tradizioni millenarie, che allo straniero si richiede di rispettare quasi sottovoce. Chi continua a pensare ad un viaggio in Iran come un’esperienza ad alto rischio, è sicuramente molto lontano dalla realtà. In pochi luoghi, infatti, gli abitanti sono così tolleranti verso lo straniero, controllando sempre l’istintiva ed umana curiosità, con una fierezza di comportamento ed un’educazione nel rapporto che non possono non lasciare il segno.


    

Esempio di ciò lo troviamo visitando uno dei luoghi più sacri della città, che ci permetterà di visitare uno degli spettacoli più strabilianti del nostro viaggio: la Moschea degli Specchi. Il grande tempio fu costruito sopra la tomba di Sayyed Mir Ahmad, fratello dell’imam Reza, morto (o forse ucciso) a Shiraz nell’835. Verso la metà del XIV secolo fu eretto sopra la sua tomba un mausoleo, e da allora la cripta è diventata un vero e proprio santuario per gli sciiti, meta di un pellegrinaggio pressoché infinito. I fedeli recano omaggio alla tomba (il cui interno è tappezzato del denaro delle offerte) con religiosa devozione, addirittura allontanandosi dalla stessa all’indietro, per non volgerle mai le spalle.


   

Quello che però abbaglia il visitatore sono le migliaia di vetri a specchio che ricoprono ogni angolo delle pareti e dei soffitti, e che illuminano l’ambiente di una luce spettacolare e sempre diversa, dando la netta impressione di viaggiare all’interno di uno straordinario e immenso diamante, in un’esperienza magica e irripetibile.


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