CANTO DELLE LAVANDAIE DEL VOMERO (Ciccio Capasso)

E’ sicuramente uno dei canti napoletani più antichi di sempre. E’ infatti un canto d’amore risalente al Duecento (secondo altri, al XIV secolo) divenuto canto di protesta contro la dominazione aragonese, in cui il fazzoletto (moccafora) assume il significato di terra.
​Fu fatto conoscere dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare nel loro momento di massima popolarità all’inizio degli anni ’70, con l’arrangiamento dovuto al rigore filologico di Roberto De Simone.


L’interprete:  CICCIO CAPASSO

​Ciccio Capasso è stato uno dei pochi interpreti che abbia saputo affrontare il repertorio tradizionale napoletano con una chiave interpretativa unica e originale, priva di orpelli e retorica e senza ricalcare schemi già collaudati.
La sua attività artistica inizia nel 1973 con Leo de Berardinis e Perla Peragallo, nomi tra i più importanti nel panorama del teatro sperimentale italiano. 

Picture


​Con Leo e Perla, Ciccio Capasso lavora al Teatro Regio di Parma, al Carignano di Torino, al San Ferdinando di Napoli, al Verdi di Salerno, al Morlacchi di Perugia, al Giacosa di Ivrea, al Comunale di Città di Castello ed ancora in moltissimi teatri d’Italia ed in Europa. 

Picture


​​Dopo qualche anno, sempre con Leo e Perla, a Parigi riscuote un enorme successo di critica e di pubblico, ed infatti a Parigi la Compagnia è invitata per la seconda volta a rappresentare l’Italia al Teatro Mondiale delle Nazioni 1976-1977. Nel 1980 si dedica esclusivamente alla Canzone Classica Napoletana d’autore, di cui è un attento cultore e studioso oltre che un raffinato interprete. 

Ciccio Capasso è stato anche compositore di canzoni, con versi quasi sempre in dialetto, forma a lui più congeniale ed espressiva.
Nel 1988 è stato uno dei maggiori protagonisti nelle “Serate allo storico Caffè Gambrinus di Napoli”, ideate e condotte da Giuliana Cesarini.
Nei suoi concerti-recital ha interpretato i brani di autori ignoti che hanno segnato nell’Ottocento l’epoca d’oro della canzone napoletana. Il suo repertorio è stato vastissimo. Gli autori che ha presentato sono, tra gli altri, Mercadante, Di Lasso, Vinci, F. P. Tosti, Di Giacomo, Viviani, Bovio, Nicolardi, Russo E.A. Mario, Murolo, Gambardella, Staffelli, Cannio, Denza, G.B. De Curtis, Galdieri, Falvo, Totò.
​E’ scomparso, dopo una lunga malattia, nel 2014.

Canto delle lavandaie
del Vomero (1200)

Tu h’haje prommise quatto moccatore
oi moccatore
io so’ venuto se, io so’ venuto
se mme le vuo’ dare
mme le vuo’ dare
mme le vuo’ dare.
E se no quatto, embé,
dammene ddoje
oi moccatore
chillo ch’è ‘n cuollo a te,
chillo ch’è ‘n cuollo a te
n’è robba toja
n’è robba toja
n’è robba toja.

You might be interested in