PREZZETELLA ‘A SEMENTARA (dal musical “Ritorna Piedigrotta”)

Il Café chantant, cioè il classico caffè di un tempo che presentava spettacoli di varietà, ballerine, cantanti e attrazioni varie (italianizzato in caffè-concerto), apparve per la prima volta a Londra nel 17° secolo, a scopo pubblicitario, con spettacoli di canto, musica e ballo improvvisati, allestiti su pedane di fortuna. In seguito la voga si diffuse in Frnacia  e soprattutto a Parigi, dove vennero costruiti molti locali con attrezzature teatrali stabili. Qui conobbe il suo massimo splendore durante la belle époque.

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​Sul finire del XIX secolo, quando Parigi divenne il simbolo del divertimento e della vita spensierata, i café-chantant valicarono le Alpi per essere importati anche in Italia.. La novità esplose soprattutto a Napoli, dove l’epoca d’oro del caffè-concerto coincise con quella della canzone napoletana. Nel 1890 venne infatti inaugurato l’elegante Salone Margherita, situato nella centralissima Galleria Umberto I, per merito dei fratelli Marino, che capirono l’importanza di un’attività commerciale redditizia da unire al fascino della rappresentazione del vivo.
L’idea fu vincente e ricalcò totalmente il modello francese, persino nella lingua utilizzata: non solo i cartelloni erano scritti in francese, ma anche i contratti degli artisti e il menu. I camerieri in livrea parlavano sempre in francese, così come gli spettatori: gli artisti, poi, fintamente stranieri, ricalcavano i nomi d’arte in onore ai divi e alle  vedettes
 parigine.

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 Fra i tanti artisti che proprio in quei luoghi raggiunsero grande popolarità, c’era Ria Rosa, una straordinaria artista che, oltre a cantare e ballare, componeva divertenti canzoni che divennero, all’epoca, molto famose.
Cosa ha di particolare Ria Rosa?
Soprattutto i testi delle sue canzoni che le sono valsi il titolo di “diva eccentrica” e “nonna del femminismo”, perché l’artista cantava 100 anni fa la libertà della donna, la libertà di farsi la Permanente di portare il rimmel e “u ross n’copp au ‘mss
“, la libertà di scegliersi il fidanzato e anche di poter fare apprezzamenti su un uomo qualsiasi per strada!
Questa divertente “Prezzetella ‘a Semmentara” è proprio una di quelle canzoni ed è naturalmente dedicata a uno straordinario personaggio femminile.

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la canzone è tratta da u
no splendido spettacolo musicale, “RITORNA PIEDIGROTTA”, interpretato da un gruppo di giovani artisti napoletani, “I Girovaghi dell’Arte“.
Il lavoro, scritto e diretto da un geniale autore napoletano,  Egidio del Giudice, ripropone, in chiave musicale, una delle più antiche e sentite feste di Napoli, quella, appunto, di “Piedigrotta”, che risale addirittura al 1200, anche se, da secoli, ha perso lentamente Il valore “popolare” da cui nasceva, per spegnersi inevitabilmente con l’avvento del progresso.
Un progresso che, nella rappresentazione, diventa il nemico di Pulcinella, la classica maschera napoletana, che si rifiuta di uscire dal suo sogno, nel nomo di un avanzare dei costumi e delle mode che non appartengono più all’anima vera della vecchia Napoli.
  
​​‘O spassatiempo!…
Me chiammo Prezzetella ‘a Semmentara
E venno fave nove e spassatiempo.
So’ conosciuta miezo Santa Chiara
E ogni jorno i’ passo sempe llà.
Nun pozzo sta’ in eterno
C’a faccia brucculosa
Ca co’ furnac’e cicere
C’azzecca ‘o vino bbuono.
Ca garba viecche, giuvane e guagliune
Me fermo e dongo voce a tutt’o munno.
‘O spassatiempo!.…
Tengo ‘e nucelle ‘a nfur
nà!


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