REGINELLA (Elena Bonelli)

Una delle canzoni mito della storia della musica napoletana. Fu composta nel 1917 da un grande musicista del primo novecento, Gaetano Lama, uomo dolce e amabile, adorato dai suoi contemporanei. Fu lui a fondare una casa editrice (la “Bottega dei 4″) che radunò alcuni fra i grandi artisti del tempo, i musicisti Ernesto Tagliaferri (l’autore di “Mandulinata a Napule” e “Piscatore ‘e Pusilleco“), Nicola Valente (altro mitico autore di “Simmo ‘e Napule, paisà“, “‘A casciaforte” e “Signorinella“) e il grandissimo Libero Bovio, uno dei più grandi poeti della storia di Napoli (che, oltre a questa bellissima canzone, scrisse, fra l’altro i versi di “Silenzio cantatore“, “‘A canaria”, “‘O paese d’o sole”, “Zappatore” e cento altre canzoni indimenticabili).


Il video della canzone è tratto dal film “NAPOLI.NA’!, diretto da Gigi Oliviero e interpretato da Elena Bonelli.
Una splendida carrellata sulla musica napoletana, con tutte le più celebri canzoni napoletane interpretate da Elena nei luoghi del golfo dove nacquero e sono ambientate.
Completa il cast Egidio del Giudice e un bellissimo gruppo di giovanissimi ballerini napoletani.


Il poeta: LIBERO BOVIO
(Napoli, 1883 – 1942)

Quando Libero Bovio passava per le tumultuose strade di Napoli, in carrozzella, era fatto segno a dimostrazioni di affetto e di ammirazione. Pochi erano quelli che non si accorgevano del suo passaggio. Con l’immancabile sigaro tra le labbra e le grosse mani appoggiate al pomo bianco del bastone, lo si vedeva assorto nei suoi pensieri a tirar su mentalmente, quartine, ritornelli, sonetti, scene teatrali, novelle Un amore infinito per Napoli, un continuo sospirare per l’amata Maria, una pena per l’umanità depressa ed avvilita, una gioia per l’infinito dono della vita, erano le corde più toccate dal suo genio. E come l’ispirazione affluiva limpida alla sua anima, così la battuta di spirito affluiva spontanea alle sue labbra. Dalla canzone al teatro, e viceversa, al un comune filo ispiratore, Libero Bovio si muove in un continuo stato di grazia che gli consente di dar vita a figure palpitanti di umanità, siano esse scolpite a tutto sesto o soltanto abbozzate. Sono figure tratte da una dolente, piccola borghesia; sono i protagonisti di avvenimenti che si srotolano tra vichi e piazzette dei quartieri più popolosi della città. E questa folla di figure, emergenti in un desiderio di riscatto oppure tuffate nell’accettazione di una abiezione ancestrale, trova in Libero Bovio una dimensione nuova, cioè quella dimensione che soltanto la poesia può dare. Figura indimenticabile la sua. Produsse centinaia di canzoni e animò con la sua genialità case editrici e compagnie di prosa che portavano in giro per l’Italia i suoi lavori teatrali e quelli di altri autori, quali Di Giacomo, Russo, Murolo, Netti, ecc. Per oltre trentacinque anni combattè e vinse le più belle battaglie d’arte. Poi, un male imperdonabile lo confinò in casa, fino a quando, presàgo del proprio destino, non lesse alla sua dolce compagna – la buona signora Maria – il suo ultimo canto: Addio a Maria.


Il musicista: GAETANO LAMA
(Napoli, 1886 – 1950)

E’ stato fra i maggiori e più popolari compositori napoletani. Frequentatore assiduo di periodiche, ne divenne il beniamino per l’eleganza della sua musica da ballo, ch’egli stesso eseguiva al pianoforte, durante interminabili serate. La sua prima partitura, pubblicata dalla Canzonetta nel 1908, fu proprio un ballabile, un valzer, dal titolo “Amor che passa”, che ebbe un clamoroso successo. Scrisse la prima canzone con E. A. Mario nel 1910: “Stornello al vento” (in italiano) e il successo – benchè in maniera meno strepitosa gli arrise ancora una volta. 
Da quell’anno La Canzonetta si arricchì di un elemento preziosissimo e fedele: il M° Gaetano Lama, che diede ad essa il meglio del suo cuore, passando di trionfo in trionfo, con canzoni appassionate o frivole, sentimentali o allegre, ma sempre saporose e ricche di fantasia; tante canzoni da poter formare, da sole, il vanto di un’intera generazione di compositori. Lama era, e sempre tale rimase, versatile, completo, fresco, armonioso, con una fisionomia che era tutta sua. I suoi poeti preferiti furono: Libero Bovio e Francesco Fiore. 
Era modesto fino all’inverosimile, e per la sua correttezza ed onestà godeva di un’immensa fiducia da parte del suo editore, il quale, oltre alla scuola di canto della casa editrice, gli affidò anche la cassa e l’amministrazione dell’azienda. Rimase alla Canzonetta per oltre trent’anni, e ad ogni Piedigrotta, puntualmente, trionfavano le sue canzoni. Nel 1934, fondò con Bovio, Tagliaferri e Valente la Casa editrice “Bottega dei 4”. Ma i trionfi della Canzonetta non si ripetettero.


REGINELLA
(di  Lama-Bovio, 1917)

Te si’ fatta na vesta scullata,
nu cappiello cu ‘e nastre e cu ‘e rrose
stive ‘mmiez’a tre o quatto sciantose
e parlave francese… è accussí?
Fuje ll’autriere ca t’aggio ‘ncuntrata
fuje ll’autriere a Tuleto, ‘gnorsí.

T’aggio vuluto bene a te!
Tu mm’hê vuluto bene a me!
Mo nun ce amammo cchiù,
ma ê vvote tu,
distrattamente pienze a me!

Reginè’, quanno stive cu mico,
nun magnave ca pane e cerase
.Nuje campávamo ‘e vase, e che vase!
Tu cantave e chiagnive pe’ me!
E ‘o cardillo cantava cu tico:
“Reginella ‘o vò’ bene a stu rre!”

T’aggio vuluto bene a te!
Tu mm’hê vuluto bene a me!
Mo nun ce amammo cchiù,
ma ê vvote tu,
distrattamente,pienze a me!…

Oje cardillo, a chi aspiette stasera?
Nun ‘o vvide? Aggio aperta ‘a cajóla!
Reginella è vulata? E tu vola!
Vola e canta… nun chiagnere ccá:
T’hê ‘a truvá na padrona sincera
ch’è cchiù degna ‘e sentirte ‘e cantá.

T’aggio vuluto bene a te!
Tu mm’hê vuluto bene a me!
Mo nun ce amammo cchiù,
ma ê vvote tu,
​distrattamente,pienze a me!

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