ABBAZIA DI FOLLINA (Veneto)

A Follina, adagiata in un’ampia vallata ai piedi delle Prealpi Bellunesi, sorse, ancor prima dell’anno Mille, il primo insediamento benedettino, alle dipendenze dell’Abbazia di San Fermo Maggiore di Verona. Nel 1146 ai benedettini successero i cistercensi, che provenivano dalle abbazie milanesi di Chiaravalle e Cerreto di Lodi. Fu nella metà del 1100 che il complesso acquistò sempre più prestigio, raggiungendo quell’ampiezza che ancor oggi ne fa uno dei più insigni e meglio conservati del nostro Paese.

La basilica, in stile romanico-gotico, è di origine trecentesca. Come tutte le chiese cistercensi ha la facciata orientata esattamente ad ovest, tanto che al tramonto sono gli ultimi raggi di sole ad illuminare il bellissimo altare maggiore.

La facciata, semplice e austera, è dominata da un elegante rosone e lunghe finestre trilobate. Sopra il portone d’ingresso una lunetta affrescata del XV secolo.

L’interno è a tre navate e cinque campate. Sull’altare maggiore spicca una moderna, ma preziosa ancona gotica di legno intagliato e dorato, imitazione di quella più antica che si trova a San Zaccaria a Venezia. In una nicchia in alto si trova l’immagine della Beata Vergine di Follìna, in pietra grigia, oggetto di venerazione popolare già prima dell’anno Mille.
Si tratta di una scultura di arte popolare, ma molto interessante, probabilmente risalente all’VIII secolo, la cui probabile attribuzione la riporta alle scuole longobarde di Aquileia e Verona. Altre pregevoli opere d’arte arricchiscono la chiesa, fra cui affreschi di Francesco da Milano e Tommaso da Modena.

Particolarmente suggestivo è l’annesso chiostro romanico, sicuramente uno dei più belli e ricchi che i Cistercensi abbiano costruito nelle loro abbazie italiane. Il chiostro è una splendida ed equilibrata opera, edificata (come ci ricorda una lapide) nel 1268 dall’abate Tarino.

E’ a pianta quadrata ed ha, al centro, la tradizionale fontana. Bellissima la fuga di colonne, tutte diverse una dall’altra. Binate, tortili, semplici o annodate, e arricchite da capitelli di altrettanto variato disegno e molteplicità di fregi: mascherone, aquila, gallo, palma, croce greca.

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