ABBAZIA DI MONTECASSINO (Lazio)

Il 15 febbraio 1944 un violentissimo bombardamento alleato rase praticamente al suolo quella che fino ad allora era stata una delle più celebri e splendenti chiese della Cristianità: l’Abbazia di Montecassino. Gli americani erano convinti che i tedeschi avessero utilizzato il tempio come deposito di munizioni, ma l’informazione risultò errata e l’azione militare servì solo a cancellare in poche ore una testimonianza unica di fede, bellezza e cultura.

Per fortuna i monaci erano riusciti a salvare gran parte dell’immensa biblioteca che nei secoli l’ordine aveva creato, un patrimonio letterario e culturale assolutamente unico, che aveva fatto dei benedettini i massimi tramandatori della cultura e del sapere antico. Oggi l’Abbazia è risorta come un tempo. Come per miracolo è stato in pochissimo anni ricostruita molto simile all’originale e può continuare a lanciare il suo messaggio di bellezza e cultura a migliaia di fedeli che la visitano senza sosta. Fondata nel 529, era stata la casa madre del vastissimo gruppo di abbazie che San Benedetto aveva creato in tutta Europa e per tutto il medioevo (e specialmente nei secoli IX e XI) fu un importantissimo centro di cultura, tanto che, come abbiamo detto, proprio ai suoi monaci si deve la salvezza stessa di gran parte del pensiero e della letteratura dell’antichità classica.

L’Abbazia, affacciata sulla valle con un panorama spettacoloso, è composta di vari edifici, collegati fra loro da una serie di splendidi chiostri.

La Basilica, la cui prima nascita si deve al XIII secolo, ha un interno ricco di stucchi e marmi policromi, che non fanno certo immaginare la devastazione subita mezzo secolo fa. Dappertutto ricchissimi quadri e affreschi, di pittori antichi e moderni, come Pietro Annigoni che nel 1978 le regalò un grande affresco dedicato alla Gloria di San Benedetto e situato sulla parete d’ingresso.

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