ALTA VAL D’AGRI (Basilicata)

Una passeggiata in una splendida parte della Basilicata, l’Alta Val d’Agri.



Cinquecentomila anni fa, nel cuore di quella che sarebbe diventata una meravigliosa terra del sud d’Italia non esisteva nulla. Solo tanta acqua, a formare un grande lago attorno al quale si aggiravano preistorici animali, di cui sono giunti fino a noi resti di zanne e ossa.

Poi, le inevitabili mutazioni climatiche che seguirono fecero scomparire quel lago, lasciando la scena ad una terra fertile e bellissima, dai colori ampi e suggestivi: l’Alta Valle dell’Agri.

Anche oggi protagonista è sempre lei: l’acqua. Sgorga ancora copiosa da antichissime sorgenti, fra rivoli e torrenti, defluendo nel fiume che dà proprio il nome alla vallata, l’Agri,

Siamo in Basilicata, nella provincia di Potenza, un’area rimasta miracolosamente intatta nel patrimonio paesaggistico italiano, ancorata a riti lenti e antichi e a tradizioni che hanno costruito con pazienza e tenacia la sua bella storia. Una storia ricca e tormentata, fatta di conquiste e di conquistatori, di genti che distruggevano e genti che, con caparbietà, ricostruivano, modellando la vita sulle loro antiche origini contadine, per cui la terra è sacra, e conservarne la bellezza e la fertilità equivale a preservarla in eterno.

Oggi questa storia si può ancora ammirare nella vasta area archeologica di Grumentum, l’antica colonia romana situata sullo strategico percorso della vecchia Via Herculia.

Livio ci ricorda che in questa zona si svolsero sanguinosi scontri fra Romani e Cartaginesi, in particolare una sanguinosa sconfitta  di Annibale nel 207 a.C. Con la diffusione del Cristianesimo Grumentum divenne sede vescovile e conobbe momenti di grande splendore fino all’anno 1000, quando, per sfuggire ai continui saccheggi saraceni, gli abitanti furono costretti a spostarsi sulle alture circostanti, fondando, come vedremo, innumerevoli paesi esistenti ancor oggi.

La valle è circondata da dolci colline appenniniche: i Monti del Volturino, il Sacro Monte di Viggiano, il Massiccio del Sirino, dall’alto dei quali il paesaggio si distendo in visioni serene e spettacolari.

Ma occorrerà percorrerla dal basso, fin dentro il suo cuore per apprezzarne i colori e i profumi, scoprendo un mondo rurale antico e orgoglioso. Ecco quindi campi e boschi di ogni forma e colore, animali in libertà che rievocano immagini di quadri antichi, parchi attrezzati che permettono di conoscere la natura rispettandola e amandola. Come il faggeto “Fontana delle Brecce”, esteso per 2000 ettari nel territorio di Marsiconuovo, o il parco di Calvello,  con percorsi botanici perfettamente attrezzati che illustrano tutte le principali caratteristiche dell’ambiente.

E non mancano sorprese, nuove e suggestive. Come questo piccolo ma interessantissimo Museo del Lupo, allestito sui monti che circondano Viggiano e che, in inverno, si trasformano in attrezzate piste da sci.

Il piccolo museo è dedicato ad uno degli animali simbolo del territorio, ma permette anche di conoscere i segreti di altri animali rari e preziosi.

Percorrendo la valle, lo sguardo si solleva inevitabilmente a scoprire i tanti paesi che si aggrappano ai fianchi delle colline che ci scorrono accanto. Iniziamo allora a conoscerli, partendo da Viggiano. Posizionata sulla cima del monte Enoc, a 1.023 metri di quota, la cittadina, dalla quale si lancia uno sguardo infinito su tutta la vallata, è moderna e attiva, pur mostrando un antico cuore medievale, con le antiche stradine percorse da scale e archi.

Il paese raggiunse nel X sec. una grande fama culturale e commerciale e oggi conserva una prerogativa che ne fa un luogo ricercatissimo, non solo nella zona, ma in tutta la Basilicata. E’ qui, infatti, che viene venerata la Madonna Nera, una statua lignea di Madonna col Bambino del XIII sec., dorata nel ‘600, che viene festeggiata per due volte l’anno con una partecipazione di fedeli in grado di provocare le più forti suggestioni.

Da settembre a maggio la Madonna è custodita nella Chiesa di S. Maria del Deposito, consacrata nel 1735 ed elevata, da Paolo VI, nel 1965, a Basilica Pontificia Minore. All’ingresso, un recente, maestoso portone bronzeo, ricorda, nelle sue formelle, la storia della città, della sua Madonna e del viaggio lucano di papa Giovanni Paolo II quando incoronò la sacra reliquia come “Regina e patrona della Lucania”.

L’interno conserva preziose opere d’arte, che ne fanno una delle più splendide chiese della regione.

A maggio la statua della Madonna viene traportata, con una suggestiva e affollatissima processione, nel Santuario del Sacro Monte, ricostruito dopo il terremoto del 1857 a un’altitudine di 1725 mt. e raggiungibile soltanto tramite una stretta, ripida e lunga salita, in grado di dare il senso forte di ascensione verso luoghi di altre essenze.

Ma altri luoghi di fede della vallata permettono suggestive immersioni nella natura e nella preghiera. Come questo Santuario, intitolato al Ss. Crocifisso, anch’esso meta di pellegrinaggi in uno scenario naturale di incomparabile bellezza.

Dall’alto di questo luogo sereno lo sguardo vola lontano, affacciandosi su Satriano di Lucania e su Brienza, un’elegante cittadina, dominata dal castello che fu della famiglia Caracciolo, la quale , nella metà del ‘500, lo ricostruì sui resti di un precedente edificio angioino.

Sulla piazza del comune spicca la statua di Mario Pagano, il giurista brienzano, eroe della rivoluzione napoletana, giustiziato a Napoli nel 1799.

Suggestivo è poi il chiostro dell’ex Convento dell’Annunziata, oggi sede del municipio cittadino, finemente affrescato ad opera di Pietro di Giampietro.

Nelle sere d’estate, poi, il castello diventa lo sfondo per uno straordinario spettacolo di luci e suoni, uno dei Grandi Eventi della Regione.

Una suggestiva gita, partendo da Brienza, è quella alle celebri Grotte dell’Angelo, nei pressi di Pertosa, nella confinante Campania.

Un immenso e straordinario insieme di cunicoli e gallerie sotterranee, che seguono il percorso di un antico fiume, e che oggi è possibile percorrere e ammirare con grande comodità, attraverso un percorso attrezzato e illuminato con grande suggestione.

Abitate sin dall’età del bronzo e del ferro le grotte mostrano oggi una collezione incredibile di stalattiti, stalagmiti, immense caverne, immagini surreali e fantastiche, ad ognuna delle quali è stato dato il nome dell’immagine che essa suggerisce

Riprendiamo a percorrere la nostra valle, con lo sguardo che inevitabilmente viene attratto da un grande lago, che interrompe lo sgranarsi infinito di campi e boschi che la percorrono.

Siamo sul lago Pietra del Pertusillo, un grande bacino artificiale creato sbarrando il fiume Agri con una possente diga.

Un ambiente che, magicamente, è sfuggito alle polemiche e alle devastazioni che tante opere simili hanno apportato in altre zone italiane, e che viceversa ha creato un habitat splendido e perfettamente inserito nel già straordinario ambiente che lo circonda.

Il lago è circondato da altri paesini arroccati sulle cime dei monti, splendidi osservatori naturali del territorio.

Qui voliamo su Spinoso, ricca di interessanti palazzi medievali. E qui scendiamo su uno dei centri più importanti, Moliterno che, con i suoi 879 metri domina tutta la Val D’Agri. Anch’esso sorse all’epoca dei saccheggi di Grumentum da parte dei Saraceni, intorno al X secolo, e, soprattutto nel 1700, divenne particolarmente vivace sul piano delle arti e delle scienze, acquistando la fama di capitale culturale della Val D’Agri.

La cittadina è dominata dal Castello medievale e dalla possente mole della Chiesa Matrice dell’Assunta. La chiesa presenta una bella facciata settecentesca ed è dominata da una bellissima cupola, opera di Ignazio De Jullis, allievo del Vanvitelli. Il suo ampio interno è arricchito dovunque da affreschi e preziose opere d’arte.

Altra preziosa chiesa cittadina è quella di Santa Croce, del 1613, con pregevoli altari lignei, sculture barocche e una tela del Pietrafesa dedicata alla Deposizione di Gesù dalla Croce.

Molto interessante è anche la Chiesa del Rosario, risalente al 1510 e in cui una delicata opera di restauro ha permesso di riportare alla luce innumerevoli affreschi nascosti per secoli.

Possente, infine, il castello normanno-angioino che domina l’abitato con un mastio forse di origine longobarda, e che è stato più volte ristrutturato nei secoli.

Moliterno, grazie anche alla sua spettacolare posizione, non si sottrae al fascino ambientale che domina tutta la valle. Ne è un esempio la riserva del Faggeto, un millenario bosco di faggi con lembi di cerreta, che si estende, a soli 7 km dall’abitato, per circa 350 ettari di territorio, ed è stato recentemente valorizzato e protetto per offrire al pubblico una passeggiata di grande bellezza e cultura ambientale.

E le tracce di una storia di fasti e gloria ci invita a una nuova visita, Marsico Nuovo, situato anch’esso in una bellissima posizione panoramica e circondato da una danza vertiginosa di boschi, da cui nasce lo stesso fiume Agri.

Al di là delle sue origini di epoca pre-ellenica, Marsico è uno dei paesi della Basilicata che ha saputo meglio conservare, al suo interno, la ricchezza artistica ed il pregio delle sue costruzioni, risalenti al periodo medievale, momento del suo massimo splendore.

Al lato della cittadina, dove sorge Capo Agri, che dà i natali all’omonimo fiume, un altro invaso artificiale nutre l’agricoltura di questa fertile terra.

Ma è il centro storico che attira l’attenzione del visitatore, a cominciare dai bellissimi palazzi. Tra questi spicca il Palazzo Pignatelli, di origine seicentesca e oggi sede del municipio

Fra le tante chiese cittadine, merita una visita quella di San Michele,  di stile romanico e con un campanile del settecento.

Ecco poi la Cattedrale del XIII sec., dedicata a San Giorgio.

E ancora San Gianuario, edificata nell’XI sec. come abbazia di S. Stefano, e che sorge sul luogo di un antichissimo tempio pagano dedicato al dio orientale Serapide. La chiesa presenta un bellissimo portale in pietra del XIII sec., opera di Melchiorre da Montalbano, oggi chiuso da una moderna porta bronzea decorata in rilievo.

Per la sua preziosa storia, la chiesa, che offre interessanti immagini culturali anche al suo interno, è stata dichiarata monumento nazionale.

La cittadina si distingue, inoltre, per una ricca vita culturale, che comprende interessanti manifestazioni folcloristiche in cui sono invitati gruppi di altre città italiane e persino di altre nazioni.

Ma tutta la zona, pur promettendo, se si desidera, una vacanza all’insegna della serenità  e della natura, sa offrire infiniti motivi di interessi per giovani e meno giovani. Ecco allora le numerose serate all’aperto, come questa che abbiamo scoperto a Paterno, dove la socialità è stimolata dalla musica e dalla semplice e gustosa gastronomia locale.

E ancora i moderni pub, come questo di Brienza, dove l’ambiente invita particolarmente i giovani a riunirsi per trascorrere una serata diversa.

Per non parlare delle infinite e giornaliere proposte di attività culturali organizzate da tutti i comuni, come questo delizioso concerto per flauti offerto nella chiesa di S. Antonio a Viggiano. Un luogo, Viggiano, che d’altronde è celebre anche per i suoi ricordi musicali, quando la cittadina era abitata da innumerevoli, straordinari liutai che costruivano arpe e violini di grandissimo pregio internazionale.

E naturalmente non mancano le classiche discoteche per giovanissimi, talvolta offerte anche in alcuni degli ottimi alberghi che completano l’offerta turistica della zona.

* Marsicovetere.

Ma torniamo a scoprire l’anima vera di questa bellissima terra. Dimentichiamo i ritmi assordanti e riscopriamo gli antichi rumori che percorrono le stradine di un altro centro storico, quello di Marsicovetere, dove la storia sembra essere stata assorbita dalle stesse pietre della sue antiche case. Con i suoi 1.037 metri, il paese è uno dei più alti della Basilicata e oggi è un luogo di serena pace e aria purissima.

Eppure il suo stesso nome, che deriva dal latino “Mariscus”, e significa “luogo paludoso e malsano”, ci ricorda come doveva essere questa terra molti secoli fa. Una terra dura e ostile che, proprio partendo da qui, si è trasformata, anche grazie al Consorzio di Bonifica (nato proprio in questo territorio), in un meraviglioso e salubre angolo di vacanza, affrancando tutta la valle dalla secolare piaga della malaria.

* Paterno.

Da Marsicovetere lo spazio corre ancora lontano sui mille paesaggi di questa zona, così come si può fare da Paterno, un’altra amena cittadina della valle ricca di sorgenti d’acqua.

* Certosa di Padula.

Proprio da Paterno, poi, sarà obbligatoria una gita in un’altra attrattiva culturale poco distante, nell’adiacente Vallo di Diano: la Certosa di San Lorenzo, più nota come Certosa di Padula.

Iscritta dall’Unesco fra i beni mondiali da tutelare come Patrimonio dell’Umanità, la Certosa è uno dei più maestosi e importanti edifici religiosi d’Italia, il cui recente restauro le ha restituito la solenne e splendida immagine che fu concepita dal suo ideatore, Tommaso Sanseverino, conte di Marsico, nel 1306. Occorsero oltre cinquecento anni per completarla, ma oggi la sua visita è davvero un’emozione per gli occhi e per lo spirito.

Celebre il chiostro centrale, uno spiazzo immenso, che fa del monumento la più grande certosa d’Europa.

Splendida è la chiesa, anch’essa di chiara ispirazione barocca, e ricchissima di decorazioni e opere d’arte, malgrado la feroce spoliazione che ne fece Napoleone, depredandola di innumerevoli tesori.

Un celebre ambiente del monumento è l’elegantissima scala a chiocciola che porta nei locali dell’antica biblioteca, e che recenti studi vogliono addirittura datare al XV secolo.

* Tramutola.

Abbracciata ad uno dei tanti colli che caratterizzano l’Alta Valle dell’Agri, sorge Tramutola, paese che nel suo stesso nome (terra imbevuta d’acqua) porta i segni di quell’elemento che, come abbiamo più volte ricordato, più fortemente caratterizza l’intero territorio, e che qui si manifesta particolarmente in sorgenti e fontane che sembrano sgorgare dalla sua stessa anima.

Molto importante, nella storia del paese, fu la presenza dei frati Benedettini, che contribuirono al rilancio di Tramutola dopo le distruzioni operate dai Saraceni.

Nel repertorio artistico della cittadina vanno allora segnalate la Chiesa Madre, dove si trova la Madonna dei Miracoli, insieme ad una ricca collezione d’opere d’arte

Particolarmente importante è un polittico del 1569, opera di Antonio Stabile .

Di fronte, molto interessante è anche la visita alla Chiesa del Rosario, fondata nel 1577 e che si presenta con un bel portale in pietra e una porta in legno ultimata del 1771. L’interno conserva un maestoso altare ligneo seicentesco, raffigurante i 15 misteri del Rosario.

La ricchezza d’acqua che contraddistingue il paese, si è trasformata, per la gioia di piccoli e grandi, in un modernissimo acquapark, perfettamente attrezzato e inserito in un paesaggio montano di grande bellezza e suggestione.

D’altronde anche le offerte più classiche, come una piscina comunale, diventano luogo di vero splendore paesaggistico, quando sono inserite in un contorno di panorami e verde come questo, nei pressi di Moliterno.

Una natura che, per i più sportivi, potrà essere goduta in pieno anche grazie a ecologiche e salutari passeggiate a cavallo, organizzate, anche per i meno esperti, da attrezzati maneggi locali.

Nel nostro raccontare l’Alta Val D’Agri, abbiamo lasciato per ultimo uno dei suoi aspetti più interessanti per il visitatore, quello gastronomico.

La maniacale ricerca della genuinità, operata da sempre dalla gente del posto, e derivante dalla schietta vocazione contadina, fa sì che proprio in questa zona si possa godere di una delle più saporite gastronomie del nostro sud.

Ecco allora la lavorazione antica e sapiente del latte e dei suoi derivati… il Canestrato di Moliterno, un particolare tipo di formaggio pecorino che ha raggiunto una fama non solo nazionale… e infine uno splendido vino, oggi premiato con l’etichetta doc, e prodotto con uve naturali e biologiche.

Questa è l’Alta Valle dell’Agri, un angolo d’Italia piccolo eppure grandissimo, dove, dimenticando la mondanità e i veleni della nostra società, potremo riscoprire sapori ed umori antichi, vivendo serenamente, tutto l’anno, una vacanza unica e sicuramente diversa.

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