Ancona (Documentario)

Regia: Jessica Giaconi


LA CITTA’. La parte storica di Ancona è affacciata su un grande e operoso porto, mentre la parte più moderna della città si è, fin dal ‘700, sviluppata verso la riviera di levante, espandendosi con lunghi viali verso il mare, che si presenta subito splendido e invitante, come possiamo ammirare nella zona detta del Passetto, dove una grande scalinata, che parte dall’imponente Monumento ai Caduti, conduce a un litorale frequentato dai bagnanti buona parte dell’anno.



 IL PORTO. Per respirare l’aria vera di Ancona, bisogna passeggiare per il suo porto. Porto che è nel contempo cuore commerciale, turistico, ma anche storico e artistico della città. Un porto che fu voluto addirittura dal grande Traiano, di ritorno dalle sue vittoriose campagne in Dacia. L’imperatore lo commissionò al più grande architetto del tempo, Apollodoro di Damasco gli anconetani gliene furono così riconoscenti da erigere, in suo onore, uno splendido Arco trionfale.


In effetti il porto di Ancona oggi rappresenta il punto centrale di traffico turistico di tutto l’Adriatico centrale, ed è punto di partenza e arrivo per milioni di passeggeri l’anno. Ma è anche sede di prestigiosi cantieri navali e importantissimo scalo commerciale, naturale erede di una posizione geografica che l’ha reso per secoli luogo ambito dalle tante dominazioni che hanno costruito la sua storia. Una storia possente e tormentata, conclusa con i devastanti bombardamenti dell’ultima guerra, che misero in ginocchio la città. La quale, però, seppe reagire ancora una volta e ricostruire, oltre a moli e palazzi, quell’antica identità che l’aveva orgogliosamente fatta emergere fra i territori dell’importante mare Adriatico.


 

Molti dei più importanti monumenti della città sono situati proprio all’interno dell’area portuale, a cominciare dallo spettacolare Lazzaretto, un’imponente costruzione pentagonale costruita, come tante altre opere della città dal grande architetto napoletano Luigi Vanvitelli, il costruttore della mitica Reggia di Caserta. L’edificio fu iniziato intorno al 1733 e spicca all’estremità più interna del porto. E’ completamente circondato dall’acqua, dal momento che nacque come luogo di cura e quarantena, anche se, nel tempo, assunse sempre più una funzione commerciale. Nel grande cortile interno, al cui centro spicca il tempietto di San Rocco, si affacciavano antichi magazzini che oggi, riportati al vecchio splendore, sono diventati un affascinante ambiente cittadino per ospitare prestigiose mostre e rassegne d’arte di livello internazionale. Accanto al Lazzaretto un altro grande arco ci ricorda antiche dominazioni. E’ la Porta Pia, realizzata sul finire del ‘700 da Filippo Marchionni. Di stile tardo barocco fu dedicato a papa Pio VI e costituiva uno sfarzoso ingresso cittadino. Sull’altro lato del porto due grandi archi ricordano ancora grandi personaggi. L’Arco di Traiano, eretto, come dicevamo dagli abitanti  in onore dell’imperatore che aveva donato il porto alla città e un altro, detto Clementino, dedicato a papa Clemente XII e realizzato sempre su disegno di Luigi Vanvitelli.


     


Sempre sul porto, poi, si affaccia la Loggia dei Mercanti, il più insigne monumento civile della città e simbolo stesso della sua antica vitalità commerciale. Nacque fin dal 1392 per volere del Consiglio degli Anziani come luogo di esposizione e contrattazione delle merci che affluivano copiose in città via mare. Solo nella metà del ‘400, però, venne commissionata a Giorgio da Sebenico (con un compenso, sembra, molto alto) una nuova facciata. L’artista progettò un’iconografia laica, in cui spiccano le Virtù del buon mercante cristiano: la Speranza, la Fortezza, la Giustizia e la Carità. La facciata, dopo un grave incendio, fu poi arricchita, nel 1556, da Pellegrino Tibaldi, che aggiunse i tipici mascheroni manieristi che si ammirano ancor oggi.


  

IL DUOMO. Spostiamoci ora sulla scenografica acropoli della città dorica, dove lo sguardo si lancia sullo splendido panorama del porto e della città e su uno dei maggiori monumenti del romanico italiano: il Duomo, dedicato a San Ciriaco. Eretto nei secc. XI-XIII sulle fondazioni del tempio di Venere Euplea risalente al IV sec. a.C., la chiesa, che presenta forme romaniche con influssi bizantini ed elementi gotici, è il vero simbolo della mediazione artistica adriatica con gli influssi orientali. Costruito a croce greca e sormontato da una cupola duecentesca, la cattedrale presenta un bellissimo portale gotico a rilievi, del XIII secolo, preceduto da un protiro adorno di colonne poggianti su leoni stilofori. Separato dalla chiesa si erge il campanile, eretto sulla base di una torre militare tardo duecentesca.


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