ARCIPELAGO PONTINO (Lazio)

Regia: Gigi Oliviero


Una passeggiata nello splendido Arcipelago Pontino, nel basso Lazio.


         


PONZA.

22 miglia marine a sud di capo Circeo è situata una delle isole più affascinanti dei nostri mari, Ponza. Celebre un tempo per le sue cernie e il mare limpidissimo (che ne avevano fatto una delle capitali dei subacquei), l’isola vive ancor oggi intorno al suo antico porto, costruito addirittura alla fine del ‘700 dai due tecnici borbonici, Antonio Winspeare e Francesco Carpi. Oggi il porto offre ben poco riparo ai numerosi natanti che vi affluiscono nei mesi estivi, i quali potranno, viceversa trovare riparo a qualsiasi traversia in una delle mille insenature e calette dell’isola, la cui scoperta presenta infinite sorprese sempre nuove. E’ un’isola che va vissuta dal mare, percorrendo i suoi 20 Km di costa con barche anche piccole, noleggiate un po’ da tutti sull’isola. E allora ognuno potrà scegliersi la sua spiaggetta privata, o scoprire infinite grotte e calette che hanno reso questo luogo una delle isole più belle di tutto il Mediterraneo.

L’isola fu abitata già in epoche preistoriche, ed ebbe un certo splendore durante l’occupazione romana. Ne sono ancora testimonianza le grotte di Pilato, scavate nel tufo nei pressi del porto per allevare le murene, un piatto di cui i Romani andavano molto ghiotti.

L’unica vera grande spiaggia dell’isola è Chiaia di Luna, caratterizzata da una parete di cento metri a picco sul mare che offre, nelle notti di luna piena, un magnifico effetto visivo grazie alla composizione della sua roccia di colore bianco. Questa famosa spiaggia è raggiungibile comodamente anche da terra, grazie ad una galleria scavata nel tufo in epoca romana, che attraversa l’isola da un versante all’altro.


 

ZANNONE.

A due passi da Ponza, al largo della costa di Terracina, l’isola di Zannone rappresenta una bella eccezione al tragico problema del disboscamento e dell’urbanizzazione selvaggia che ha devastato tante isole italiane. Per anni l’isola è stata proprietà privata, e oggi fa parte del piccolo e importante Parco nazionale del Circeo. Il luogo, poi, ricoperto da macchia mediterranea e un grande bosco di lecci, è meta di passaggio stagionale per circa 160 varietà di uccelli, che ne fanno una splendida oasi di osservazione per lo studio di queste specie. L’isola, selvaggia e splendida, ha un solo punto d’approdo, a Punta del Varo. Da qui un sentiero sale verso la sommità del monte, a 192 metri, dove si gode un panorama incantevole sulle isole pontine. In cima rimangono i resti del convento benedettino del Santo Spirito, abbandonato dai monaci nel XIII secolo, che si trasferirono a Gaeta. Nell’occasione si potrà visitare anche il piccolo centro di documentazione allestito dal Parco del Circeo nel quale si potranno ottenere, dai custodi, preziose spiegazioni sulla flora e la fauna di tutta la zona.


   

VENTOTENE.

Fra le tante isole che costellano i mari italiani, Ventotene presenta alcune caratteristiche che ne fanno un posto davvero speciale. Posta a metà strada fra Ponza e Ischia, l’isola, che fa parte del piccolo arcipelago pontino, ha un’estensione di poco più di un chilometro quadrato, eppure possiede una storia che ben poche isole italiane possono vantare: Ad essa è legata una storia bellissima, anche se molto triste. Tutto comincia all’epoca del regno di Augusto, il primo imperatore romano, incoronato nel 27 a.C. Fu un grandissimo imperatore, saggio e munifico che riuscì, dopo un periodo tempestoso, a riportare Roma al centro del mondo. Per porre un freno alla corruzione (anche morale), che stava avvelenando l’urbe, Augusto aveva proclamato una legge per combattere la prostituzione e l’immoralità dilagante, legge che condannava all’esilio chi si macchiasse di reati contro la morale. Il destino volle che anche la sua unica, amatissima figlia, Giulia, avesse un carattere dissoluto e libertino come non mai, tanto da essere additata in tutta Roma come esempio di cattiva condotta. Il grande genitore, non riuscendo a redimerla come padre, fu costretto ad applicare anche per lei quella legge da lui tanto voluta e, con la morte nel cuore, dovette esiliare anche lei. Era però sempre un potente monarca, e l’esilio risultò meno duro del solito. Augusto, infatti, decise di inviare Giulia a Ventotene, che era appunto un’isola imperiale e, per adeguare l’ambiente al suo rango (che era pur sempre elevato), provvide a fornire l’isola di alcune…”comodità”. Per cominciare fu costruito un porto, scavando nella montagna più di 60.000 metri quadrati di tufo. Un porto ingegnosissimo che ancor oggi, dopo 2000 anni, è l’unico porto romano rimasto al mondo perfettamente funzionante.

Per l’alloggio della ragazza e dell’immensa schiera di servitù e corte che la seguì sull’isola, fu poi edificata una villa di oltre 2 ettari, dotata di ogni comfort. Dall’acqua (che arrivava tramite cisterne e un apposito acquedotto) sino a ninfei e terme, tutti affacciati affacciate sul mare. Un piccolo paradiso, insomma, dove la fanciulla, secondo i più maligni storici, continuò a vivere la sua vita “spensierata” fino alla sua morte, avvenuta nel 14 d.C. Oggi un piccolo, suggestivo museo, ricorda ancora i fasti della colonizzazione romana, insieme a bellissimi reperti rinvenuti nei fondali dell’isola.

Altre belle testimonianze romane sono le cisterne, grandi serbatoi d’acqua sulla cima dell’isola, che non possiede sorgenti proprie, e che riuscivano ad approvvigionare d’acqua il porto e Villa Giulia. E infine le ingegnose peschiere, ricavate dallo scavo del porto, in cui i romani allevavano ogni specie di pesce, comprese le murene, di cui andavano letteralmente pazzi.

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