ASSISI: Basilica Superiore di S. Francesco

Regia: Gigi Oliviero


Pochi luoghi, crediamo, possiedono il fascino, la bellezza e la mistica perfezione dell’interno della Basilica Superiore di Assisi. L’immagine che accoglie il visitatore stimola subito una profonda emozione.


 

L’interno è costituito da un’unica, immensa navata, di splendore e luminosità abbaglianti, che contrastano nettamente con la penombra della chiesa sottostante. Ogni angolo dello sguardo e riempito da immagini, figure, colori splendenti, che avvolgono le pareti, la volta, ogni angolo delle strutture architettoniche.


 

Le colonne, gli archi, le volte a crociera perdono quindi la loro fredda funzione di sostentamento statico, per “entrare” letteralmente nel racconto visivo. Il tutto risulta un’immagine immensa, che dilata a dismisura le dimensioni pur ragguardevoli del tempio, permettendo di affacciarci in maniera straordinariamente realistica su paesaggi e personaggi che parlano direttamente al cuore e alla mente.


  Qui lavorarono i più grandi artisti del ‘200 e su queste pareti è rappresentata l’opera che costituisce la più grande mutazione che la pittura occidentale abbia avuto: quella apportata da Giotto. Il grande pittore toscano, appena trentenne, lavorò ai 28 quadri che compongono il ciclo della vita di San Francesco dal 1297 al 1299, attuando una vera rivoluzione rispetto alla vecchia tradizione pittorica, e realizzando un’opera miracolosa, certo una delle testimonianze artistiche più grandiose e meravigliose dell’arte di tutti i tempi.


 

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