ASSISI: Porziuncola

 

La vita di San Francesco d’Assisi si concluse in un luogo particolarmente caro al Santo. Stremato dalle privazioni, dalle penitenze, dai continui pellegrinaggi oltre che dalle ferite delle stimmate, il santo si ritirò, infatti sempre più spesso nella misera e quieta chiesetta della Porziuncola, divenuta col tempo il luogo di culto del piccolo ordine. Dal ‘500 la cappella è stata inglobata in una monumentale chiesa, Santa Maria degli Angeli, una delle più grandi basiliche del mondo.

All’epoca di Francesco la chiesa era circondata da una porzione di bosco (da cui forse deriva il suo nome) e per la pace e la quiete che ispirava fu amata in modo totale dal santo: qui, nel 1208, ascoltando il vangelo, egli comprese più chiaramente la sua vocazione” qui Chiara ricevette l’abito religioso della penitenza” sempre nei suoi pressi, in una visione, Francesco ottenne da Gesù stesso l’indulgenza plenaria del “Perdono di Assisi” per tutti coloro che, confessati e comunicati, avessero visitato la chiesa. Sempre qui il santo stabilì i principi del suo ordine, cercando sempre di tenerlo unito in base ai principi di amore, povertà, obbedienza e castità che erano stati i cardini della sua nascita.

L’interno della cappellina è rimasto com’era tanti secoli fa. Entrarvi provoca una commozione intensa, come se la visione delle povere pietre, più volte risistemate dai frati stessi, ci riportasse, in un magico volare indietro nel tempo, in una dimensione di misticismo e pace totale.

E fu qui, la notte del 3 ottobre 1226, che il santo spirò, inneggiando a “sora Morte”, dopo essersi fatto deporre sulla nuda terra e aver raccomandato ai suoi seguaci di non abbandonare mai quel luogo, ritenuto il cuore e la vita del suo messaggio.

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