BAHREIN (Documentario)

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Regia: Gigi Oliviero – Stefano Carbone


             

Lo stato di Bahrein (grande solo tre volte l’isola d’Elba) è composto di due gruppi di isole: in totale 36, di cui solo 13 abitate e si presenta come un paese ricco e modernissimo, forse il più avanzato e spregiudicato fra quelli della penisola arabica. 

La sua storia moderna del Bahrein inizia praticamente nel 1932. Fu proprio nel suo deserto che in quell’anno, infatti, fu scoperto il bene che doveva fare della penisola arabica una delle zone più ricche del pianeta: il petrolio. La scoperta del prezioso liquido, che già dal ’36 si iniziò a raffinare, permise al piccolo arcipelago di passare dal medioevo al futuro, e con una progressione impressionante. Fu infatti il primo paese della zona a costruire, già negli anni ’30, un aeroporto, cui seguirono a ruota il telefono, i cinema, la radio e persino i giornali, iniziati a uscire dal ‘39. A lungo soggetto a innumerevoli dominazioni (grazie alla sua posizione strategica che ne faceva una tappa obbligata per l’importantissimo commercio fra Mesopotamia e oriente), il paese, che oggi è un emirato, ottenne l’indipendenza nel 1971, emanò la costituzione nel dicembre ‘73 e fa parte delle Nazioni Unite.


     

Chi lo visiti oggi resterà stupito dalla sua modernità e dalla straordinaria integrazione che, a differenza di tanti altri paesi arabi, è riuscito a realizzare fra antiche tradizioni e inarrestabile voglia di modernità. I centri commerciali di Manama, la capitale, sono quanto di meglio possa offrire oggi il consumismo occidentale: negozi d’autore vantano le firme più prestigiose del mondo, e persino i prodotti che sembrerebbero tabù in una società pur sempre musulmana, vengono esibiti senza alcun imbarazzo.


 

Pur essendo aperto da poco al grande turismo, il paese si è dotato da tempo di attrezzature ricettive di assoluto prestigio. Manama, la capitale, vanta alberghi di straordinario lusso e confort, per di più inseriti in una natura dal clima estremamente gradevole tutto l’anno. Una meta quindi inconsueta e suggestiva di vacanza, che non finirà di stupire anche il viaggiatore più esigente. I voli di linea della Gulf Air permettono di raggiungerlo in poche ore con grande confort, mentre modernissime strutture turistiche sono in grado di organizzare qualsiasi soggiorno. Il tutto in un paese piccolo e vivibile. Gli abitanti infatti superano di poco il mezzo milione e, com’è consuetudine per il mondo arabo, l’ospite è sempre considerato il benvenuto, ed un sorriso e un atto di cortesia non mancheranno mai. Qui la delinquenza è un fenomeno praticamente sconosciuto, e girare la sera non costituirà mai un problema, anzi, permetterà di avvicinarsi maggiormente alle suggestive usanze e tradizioni del paese.

 

Innumerevoli locali di ogni categoria accolgono il visitatore, offrendo le atmosfere più antiche e tradizionali, ma anche proposte più moderne e apparentemente tras

gressive, soprattutto per una società di religione così conservatrice. Si potrà quindi assistere ai film più recenti, fumare il narghilè in un affollato bar, partecipare al semplice e magico rito della fabbricazione del pane, scegliere fra le variate e saporite cucine proposte da decine di ristorantini, divertirsi in una sala giochi, oppure girovagare semplicemente fra botteghe di ogni tipo, dove la serenità sociale permette di vivere gradevoli momenti di rilassamento. Per i più esigenti non mancano, caso forse unico fra i paesi arabi, locali notturni alla moda, in cui, accanto a spettacoli tradizionali, sono offerte anche attrazioni di pieno gusto occidentale.


    

A Manama, la capitale del Bahrein, scopriamo un bellissimo museo, dedicato alla cultura e all’arte islamica, un’altra occasione per conoscere l’anima più intima del paese. In un ambiente di grande bellezza e fascino, il visitatore viene accompagnato alla scoperta di un mondo misterioso e non facilmente comprensibile, ma che emana una profonda e antica saggezza, unita ad una profonda suggestione.

Il museo comprende pezzi artistici risalenti a svariate epoche, e tutti legati al mondo arabo: Vasi, coppe, oggetti artistici preziosi ed unici, testimonianza di gusto e grande cultura. Reparto unico è poi una straordinaria raccolta di corani antichi, una collezione di straordinaria bellezza e importanza storica, in cui spiccano pezzi di valore unico, dal più grande corano conosciuto, fino ad esemplari unici al mondo per le microscopiche dimensioni, autentici capolavori di tecnica libraria.


  

Apparizione certo sconcertante, ma realizzata con incredibile perfezione e classe, è persino uno splendido circolo del golf, che è stato letteralmente rubato al deserto che avvolge le città, realizzando una visione che ha dell’incredibile. Anche se alle soglie dei verdissimi green non manca mai il ritmico e ossessivo rumore dei pozzi petroliferi che hanno permesso miracoli come questo.


    

E’ nel souk, però, che, come sempre, si manifesta la vera indole del popolo. Un grande labirinto di stradine tappezzate di infinite botteghe, che offrono di tutto, dalle spezie e le merci più esotiche, a beni molto più esclusivi. E’ questa infatti una delle zone più celebri del golfo per il commercio dell’oro e soprattutto delle perle naturali, un bene di grande lusso e che proprio in Bahrein trova una delle sue più ricche tradizioni.



Un modo interessante di capire la storia di questo paese è visitare alcuni dei suoi magnifici castelli e forti.

Questo è l’Arad Fort, costruito verso la fine del XVI sec., perfetto esempio di architettura militare medievale, a lungo posseduto dai portoghesi, che furono grandi dominatori dell’isola. 


      

Molto suggestivo è anche per la sua bellissima posizione, è poi il Riffa Fort, anch’esso splendidamente restaurato e oggi sede di un bellissimo museo e di innumerevoli mostre e spettacoli molto importanti.


    

Il più importante forte del paese è però il Bahrein Fort, risalente al sec. XIV e ingrandito nel ‘500 e all’epoca della dominazione portoghese, quando vi furono aggiunte tre torri. Ai lati del forte sono interessanti i resti di un antichissimo borgo, testimonianza ancora dell’antichità di questa terra.


 

 

Un modo per rivivere le antiche atmosfere del Bahrein è quello di visitare una delle antiche case padronali, spesso risalenti a secoli fa, la cui perfetta conservazione  fa rivivere atmosfere di un realismo totale. Quella che visitiamo è un perfetto esempio di come viveva un piccola, ricca comunità all’incirca nel 1700. Un grande cortile dominato da una pedana adatta al riposo, circondato da una decina di camere, ognuna perfettamente funzionale all’uso cui era destinata e oggi perfettamente ricostruita in ogni dettaglio. Troviamo allora la stanza natale dell’emiro, quella destinata alle donne, agli ospiti. E ancora la dispensa, con gli antichi sacchi in cui venivano macinati i datteri con sistemi assolutamente naturali, e infine le cucine, ancora addobbate con i loro piccoli e suggestivi utensili.


      

Un’abitazione ancora più grande e ricca ci accoglie. La Shaik Isa House fu costruita nel 1830 e rappresenta uno dei più perfetti esempi di palazzo ricco e funzionale dell’epoca. Anche in questo caso gli ambienti, perfettamente conservati, svelano la loro intimità, facendoci sognare epoche di sceicchi e re favolosi.


 

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