BOMARZO (Lazio)

Regia: Gigi Oliviero


Si chiamava “Polimartium” all’epoca degli etruschi questo pittoresco paese aggrappato a una collina, e Bomarzo, come oggi si chiama, ricorda ancora splendori passati.

L’abitato è dominato dalla mole di Palazzo Orsini, un grande complesso architettonico eretto tra il 1525 e il 1583.

 


 

In una suggestiva piazzetta affacciata tra le mura medievali, sorge il Duomo, del XVI secolo, il cui altare è costituito da un sarcofago paleocristiano, già sepolcro di S. Anselmo vescovo.


     

La cittadina è diventata famosa, anche all’estero, per uno straordinario parco, che non ha eguali nel mondo, il cosiddetto “Parco dei mostri”. Si tratta di un immenso giardino, creato nella metà del ‘500 dal principe Pier Francesco Orsini, detto Vicino, “sol per sfogare il core”, come soleva ripetere. Il parco è adagiato su un grande anfiteatro naturale e addobbato in maniera stupefacente con un’infinita serie di statue, scavate direttamente nelle rocce, e raffiguranti animali mostruosi e fantastici, figure mitologiche, colossi favolistici e grotteschi.

Orsini chiamò ad edificarlo un grande architetto del tempo, Pirro Ligorio, che già era stato chiamato a lavorare in San Pietro a Roma dopo la morte di Michelangelo. Ligorio interpretò alla lettera i sogni e le fantasie del suo ricco committente, dando luogo ad un’opera unica e di assoluta esplosione di fantasia. Tutte le figure hanno simbolismi ora chiari, ora ambigui, in un contrasto di visioni e suggestioni che lasciano davvero il visitatore senza fiato. Un luogo davvero unico e inconsueto che mai, come in questo caso, giustifica la deviazione.


 

You might be interested in