BRASILE: Peruibe

Regia: Gigi Oliviero


   

Ci spostiamo da San Paolo del Brasile verso il mare. La città dista pochi chilometri da Santos e le sue stupende coste sull’Atlantico. Un habitat naturale lussureggiante e splendido, dove una grande foresta pluviale digrada lentamente su una costa dalle spiagge infinite. Questa è una piccola e deliziosa cittadina, Peruibe, anch’essa di remotissime origini (risale, infatti, ai primi del ‘500) che ci accoglie con un litorale immenso e animato.

A Peruibe esiste (come d’altronde in tutto il paese) una simpatica comunità italiana, che può contare su un efficientissimo consolato. Esistono addirittura scuole di lingua italiana, dimostrazione di come sia sentito il rapporto col nostro paese, che ha contribuito non poco allo sviluppo economico e sociale del Brasile con milioni di immigrati.


La cittadina è serena e tranquilla. E’ famosa nella regione come ottimo centro termale, dispone di una piccola flotta peschereccia, e registra un ottimo turismo estivo, oltre che naturalmente nel periodo di carnevale (che anche qui è una vera istituzione). 


    

Come tutto il litorale di San Paolo, la cittadina è circondata da una meravigliosa foresta tropicale, tutelata in molte zone con splendidi parchi naturali. In uno di questo abbiamo visitato un’inconsueta fattoria immersa nella foresta, che ha rispettato in maniera assoluta l’ambiente che la circonda.


 

Oltre a un piccolo e suggestivo ristorante, il proprietario ci ha mostrato la sua piccola fabbrica artigianale, legata a prodotti locali ed esposti come in un museo naturale. Oggetti spesso strani e inconsueti, ma sempre dettati da buon gusto e voglia di bello.


 

Un’altra inconsueta fabbrica la troviamo poco distante. E’ stata aperta da un italiano, che ha trasferito qui l’arte e la bellezza della sua città, Venezia. Utilizzando meravigliosi rami di vetro di Murano, vengono creati monili di grande bellezza, che ben si accoppiano alla gradevolezza e simpatia delle ragazze locali.

 


   

Ragazze che, terminato il lavoro, continuano ad essere fiere di mostrarci in ogni occasione l’inarrestabile voglia di vivere (e soprattutto di ballare) che sembra riempire ogni attimo della vita di questo popolo. E’ un ballo trascinante e sensuale, dove però è esclusa qualsiasi immagine di volgarità e di peccato, tanto che esso è trasmesso ed insegnato (con l’orgoglio dei genitori) anche ai bambini e alle bambine più piccole, che imparano ad esibirlo con gioiosa spontaneità e assoluta innocenza.odo dell’anno. Noi vi siamo capitati in inverno, ma la dolcezza generale del clima non impedisce di godere dell’alito benefico del grande oceano. Sulla spiaggia incontriamo una piccola scolaresca, che naturalmente ci accoglie a ritmo di musica. Bambini bellissimi e cordiali, ognuno diverso dall’altro, esempio lampante di una razza nata da popoli diversissimi, eppure oggi amalgamata in una totale identità 


 

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