CAMPANIA: IL VALLO DI DIANO

 

Un altopiano di oltre 130 Kmq, situato a 450 metri di altitudine nel cuore del Cilento. Questo è il Vallo di Diano, una splendida vallata circondata da monti verdissimi, in una spettacolare e salubre posizione geografica. Il territorio, situato in provincia di Salerno, al confine con la Basilicata, fu un antichissimo lago pleistocenico, e per secoli restò un’immensa palude. Furono i Romani ad iniziarne la bonifica, che continuò fino ai giorni nostri, con la costituzione, nel 1936, del Consorzio di bonifica del Vallo di Diano, che rese finalmente quest’area un’oasi di splendida natura.

Oggi la Comunità Montana del Vallo di Diano comprende 15 Comuni, diversi per grandezza e offerte turistiche e ambientali, ma tutte accomunate da una storia importante.

Soprattutto in epoca romana la zona, per la sua posizione strategica di passaggio verso il sud, fu considerata di vitale importanza, e fu spesso teatro di grandi eventi storici. Vi passò Annibale, con i suoi elefanti e vi fu persino combattuta una delle battaglie fra Cornelio Silla e Spartaco, al comando del suo esercito di schiavi ribelli. (controllare se occorre davvero eliminare la notizia)

Testimonianza di ciò sono numerosi reperti di grande interesse, come questo splendido ponte romano, alle porte di Sanza, nel sud del Vallo.

Qui invece siamo a Polla, sull’estremità opposta, dove si possono visitare i resti del Mausoleo di Caio Uziano Rufo, magistrato di Volcei, detto volgarmente il Tempio. Il monumento, eretto dalla vedova all’epoca di Nerone, è il resto romano più importante del Vallo di Diano. Consiste di un basamento quadrangolare, sormontato da un corpo cilindrico, con copertura a cupola. Intorno sono conservati numerosi massi riccamente scolpiti.

Splendido esempio di architettura paleocristiana è poi il Battistero di San Giovanni in Fonti. Risalente al IV-V secolo, l’edificio, immerso in una quieta e verdissima campagna, è un edificio molto singolare, in quanto la vasca battesimale è perennemente riempita dall’acqua di una sorgente che sgorga nei suoi pressi. Su una parete si possono ancora osservare tracce di affreschi dei sec. XI-XII.

Un interessante museo si potrà infine visitare all’interno della Certosa di Padula, quello Archeologico della Lucania Occidentale, che conserva vasi, bronzi, suppellettile di grande bellezza e valore, provenienti dagli scavi effettuati nel Vallo e dalla Necropoli di Padula, risalenti fino al VII sec. a.C.

Terra fertilissima, grazie alle numerose sorgenti che la rinfrescano (su cui spicca il fiume Tanàgro, che la percorre per tutta la lunghezza), il Vallo fa parte del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, il secondo per estensione in Italia ed è un’immensa oasi di verde, che permette, grazie anche all’altezza, soggiorni freschi e piacevolissimi, oltre che bellissime passeggiate nella natura

L’escursione più interessante parte da Sanza, all’estremità sud della vallata. Come la maggior parte dei paesi della zona, l’abitato è arroccato su una collina, in una suggestiva posizione panoramica, e presenta la classica conformazione urbana del periodo tardo medievale. Storicamente, infine, il paese è direttamente collegato, in tempi più moderni, alla tragica vicenda dei 300 di Carlo Pisacane.

Caratteristica del paese è una bella Torre medievale, con alla sommità un elegante orologio.

Numerosi, raffinati portali, ricordano lo sviluppo artistico avuto dal paese nel XVIII secolo, quando tutto l’abitato fu “ammodernato” in senso barocco, una tendenza che influenzò buona parte degli abitati del Vallo.

Interessante, al centro del paese, è la chiesa di S. Maria Assunta, direttamente connessa al Palazzo Baronale.

Da Sanza inizia l’itinerario classico per un’escursione al Monte Cervàti, che, con i suoi 1.899 mt., è la seconda vetta  della Campania.

La passeggiata si svolge lungo una strada che si inerpica lungo le pendici del monte, scoprendo angoli di natura intatta, rotti qua e là da piccoli insediamenti che garantiscono una piacevole sosta.

Sulla sommità il panorama è davvero grandioso, e lo sguardo arriva sino al mare.

Il monte è celebre, nella zona, per un particolarissimo Santuario, una grotta dove, racconta la leggenda, apparve la Madonna, che è conservata ancor oggi in un piccolo altare, ed è venerata ogni anno da una spettacolare processione.

Ma altri angoli del Vallo sono particolarmente legati alla natura.

SASSANO. Eccoci allora a Sassano, un paese tranquillo e antico, dove si possono ancora ritrovare tradizioni antiche, come quelle dei lavatoi pubblici, che qui, per un’antichissima usanza, sono utilizzati spesso anche dagli uomini

MONTE SAN GIACOMO. Le origini di Monte San Giacomo risalgono all’epoca della dominazione normanna, cioè intorno all’anno 1000.  Lo sviluppo del paese, comunque, si ebbe nei secoli XV e XVI, epoche di cui ci rimangono preziose testimonianze, come un’elegante fontana cinquecentesca e vari palazzetti nobiliari.

SALA CONSILINA. Il centro agricolo più importante del Vallo è Sala Consilina, situata, in una bellissima posizione, al centro della vallata. Le origini della cittadina sono state poste addirittura al IX sec. a.C.,  quando, per la prima volta nel vallo di Diano, si affermò un fiorente insediamento di carattere villanoviano. La città, alla fine del 1400, fu, con Capaccio, l’ultima difesa dei baroni ribelli a Federico d’Aragona (di cui vedremo più ampie testimonianze in altri luoghi della zona), e fu per questo distrutta da Ferrante d’Aragona. Oggi Sala è una città pittoresca e animata e, oltre che operoso centro commerciale e industriale, è un ameno luogo di villeggiatura e una dei centri principali da cui partire alla scoperta della zona.

PERTOSA. Continuiamo a parlare di natura e giungiamo a Pertosa, il piccolo paese situato all’imboccatura nord del Vallo di Diano, che, proprio per il suo straordinario habitat naturale, è divenuta da tempo un ricercato luogo di vacanze. La cittadina conta solo 600 abitanti, ma è ricca di fermenti sociali e culturali, come dimostra una modernissima costruzione che domina la piazza centrale. Si tratta del Mida, un attrezzato museo multimediale destinato, tramite una fondazione, ad essere anche centro congressi e sede di concerti e di prestigiose manifestazioni.

GROTTE DI PERTOSA. La grande notorietà, comunque, il paese l’ha raggiunta da quando è stata aperta al pubblico la grotta che dal paese prende il nome, ma che è anche conosciuta come Grotta dell’Angelo. Si tratta di un immenso e straordinario insieme di cunicoli e gallerie sotterranee, che seguono il percorso di un antico fiume, e che oggi è possibile percorrere e ammirare con grande comodità.

Conosciuta fin dall’antichità, le prime vere ricerche scientifiche del misterioso antro che si apre a circa 70 metri sopra il corso del Tanagro, ai piedi del monte Intagliata, furono effettuate nel 1897 e accertarono che l’immenso antro fu abitato sin dall’età del bronzo e del ferro. La notorietà del luogo scoppiò dopo l’apertura al pubblico, negli anni ’50. Oggi l’ingresso è di nuovo allagato come un tempo, dopo la costruzione di deviazioni dell’acqua destinata ad alimentare una centrale idroelettrica, e, per iniziare la visita, occorre traghettare su grandi e suggestivi barconi.

La visita, agevolata da un percorso attrezzato e illuminato con grande suggestione, permette di ammirare una collezione incredibile di stalattiti, stalagmiti, immense caverne, immagini surreali e fantastiche, ad ognuna delle quali è stato dato il nome dell’immagine che essa suggerisce.

Ma le attrattive del Vallo di Diano non si fermano alle bellezze naturali. Tutta la zona, dicevamo, è ricchissima di ricordi storici, che spesso si manifestano in monumenti di grandissimo valore e interesse.

PADULA. Qui voliamo su Padula, un altro splendido paese a mezza costa, che dette i natali a un celebre poliziotto italo americano, Joe Petrosino, cui è dedicata una bella statua su uno degli spettacolari belvedere che si affacciano sulla pianura sottostante.


CERTOSA DI PADULA. Da qui è possibile avere la prima, emozionante visione generale del monumento più importante della zona, la Certosa di San Lorenzo, iscritta dall’Unesco fra i beni mondiali da tutelare come Patrimonio dell’Umanità.

In effetti si tratta di uno dei più maestosi e importanti edifici religiosi dell’Italia meridionale, il cui recente restauro le ha restituito la solenne e splendida immagine che fu concepita dal suo ideatore, Tommaso Sanseverino, conte di Marsico, nel 1306. Occorsero altri cinquecento anni per completarla, ma oggi la sua visita è davvero un’emozione per gli occhi e per lo spirito.

La Certosa, che nei secoli, per la sua ricchezza, assunse un’importanza fondamentale nella storia della regione, vide momenti molto bui, quando fu soppressa e invasa dalle truppe francesi, o quando fu adibita a campo di concentramento, ma oggi, riportata all’antico splendore, costituisce un meraviglioso esempio di museo naturale.

La sua visita inizia dall’immenso atrio, che dà subito un’idea delle dimensioni e fa apprezzare lo stile barocco che la impronta sin dalla solenne facciata.

L’interno si dipana tra chiostri, luoghi di preghiera e gli ambienti, del convento dove dimoravano i monaci. Il tutto disposto intorno al chiostro centrale, uno spiazzo immenso, che fa del monumento la più grande certosa d’Europa.

Splendida è la chiesa, anch’essa di chiara ispirazione barocca, e ricchissima di decorazioni e opere d’arte, malgrado la feroce spoliazione che ne fece Napoleone, depredandola di innumerevoli tesori.

Bellissimo è l’altare centrale, di stucco lucido, con sofisticate incrostazioni di madreperla. Notevoli anche i due cori, riccamente intarsiati, risalenti agli inizi del ‘500.

Molto interessante, poi, la visita alla cucina, dominata da un immenso camino e anch’essa decorata con affreschi.

Spettacolare è poi la visione del Refettorio, col bel pavimento maiolicato e affreschi del ‘700 alle pareti.

Un celebre ambiente del monumento è l’elegantissima scala a chiocciola che porta nei locali dell’antica biblioteca, che recenti studi vogliono addirittura datare al XV secolo.

Un’altra solenne scalinata la troviamo in una torre ottagona all’estremità opposta dell’edificio. Fu costruita da Gaetano Barba intorno al 1760 e risente chiaramente dello stile del grande Luigi Vanvitelli.

Anche se, naturalmente, la Certosa di Padula può considerarsi uno dei poli principali d’attrazione della zona, il visitatore che segua l’istinto di percorrere il periplo del grande vallo che continua ad essere ammirato, con prospettive sempre diverse, da ogni luogo si attraversi, non cesserà di restare stupito dalla quantità di attrattive storiche, artistiche e culturali che sapranno fornirgli i vari paesi che fanno parte della Comunità Montana.

TEGGIANO. Qui voliamo su un altro splendido belvedere della vallata, Teggiano, la cittadina il cui antico nome, Dianum, ha dato il nome a tutta la vallata.

Splendido luogo di villeggiatura, a 635 metri di altitudine, l’abitato è dominato da uno splendido castello, del 1285, che fu teatro, nel 1485, della mitica “Congiura dei baroni” che si ribellarono a Federico D’Aragona, di cui abbiamo parlato nella visita di Sala Consilina. Il castello è spesso sede di mostre di ogni tipo, come questa fiera della gastronomia locale, che ci permette di conoscere gli straordinari sapori della regione, con cibi e ingredienti assolutamente genuini, proposti, in tutte le forme, dai numerosi e attrezzatissimi agriturismo, che offrono, a prezzi molto contenuti, vacanze nella natura e nella salute davvero da ricordare.

Ma non si può dimenticare che anche Teggiano è paese di antiche tradizioni contadine. Ecco allora due inconsueti e suggestivi musei. Quello delle erbe, dove scoprire la millenaria scienza popolare di utilizzare ogni tipo di erba per curare qualsiasi malanno, in un’inconsueta farmacia della storia, che utilizza solo medicine e ricette assolutamente naturali…

E poi il museo delle tradizioni contadine, in cui si può ripercorrere l’affascinante storia di un popolo umile e alacre…

Di grande importanza è poi il Museo diocesano, allestito nell’antica chiesa di San Pietro, che conserva sculture, capitelli e suppellettili d’età romana, oltre a sculture lignee, affreschi, stemmi e tombe medievali di grande valore e interesse artistico.

Fra le tante chiese ricche di storia e arte, spicca la Cattedrale, S. Maria Maggiore, aperta al culto nel 1274, ma forse esistente fin dai primi tempi cristiani.

L’elegante interno conserva pregevoli opere di scultura e uno splendido pulpito scolpito, risalente al 1279, opera di Melchiorre da Montalbano.

Riprendiamo a volare su questa meravigliosa terra, giungendo nel comune più alto della zona, Montesano sulla Marcellana, situato a 850 metri di altitudine. Il paese, da cui si può ammirare uno dei più spettacolari panorami del Vallo di Diano, è dominato da un solenne Duomo, eretto in forme vistosamente barocche.

 Per la sua posizione, la cittadina è un ricercato luogo di vacanza estiva, che può essere completata dall’utilizzo di un  modernissimo centro termale, in cui si potranno effettuare, in un clima particolarmente rilassante, efficaci cure per le più svariate affezioni.

 Ma tutta la zona offre al turista, oltre che grandi attrattive culturali, innumerevoli possibilità di svago e divertimento. Gli amanti dello sport troveranno allora interessanti le offerte di passeggiate a cavallo, oLa cittadina, suggestivi passeggiate in montain bike, la pesca nei laghetti sportivi, fino, per i più audaci, alle arrampicate in free-climbing su panorami mozzafiato, mentre le correnti termiche generate dalla particolare conformazione della valle, permetteranno, ai più audaci, di cimentarsi negli sport dell’aria.

 POLLA. Ma le sorprese e le attrattive di questa zona non sono ancora finite. Torniamo allora a Polla, la porta d’ingresso nord alla vallata, dove abbiamo già ammirato il monumento romano più importante del Vallo, quello a Caio Uziano Rufo.

La cittadina, distesa sulle rive del Tanagro, ha origini antichissime, e sorse addirittura su un insediamento preistorico dell’età del bronzo, intorno ai secc. XII-XI a.C.

Oggi è un florido centro agricolo e industriale e conserva uno dei più splendidi edifici religiosi della zona, il Convento di S. Antonio, risalente ai secc. XVI-XVII.

Situato in una splendida posizione panoramica, il complesso esplode di bellezza nell’interno della chiesa, le cui pareti completamente affrescate con opere della fine del ‘500.

Colossale è poi l’affresco seicentesco della cupola, la “Gloria del Paradiso” di Domenico Sorrentino, ispirato al modello napoletani della cappella di San Gennaro, nel Duomo di Napoli.

Pregevoli anche l’organo e il pulpito, adornato di bassorilievi policromi del sec. XVII. Splendido, infine il soffitto, adornato di 40 tele della metà del ‘600.


ATENA LUCANA. Altra bella passeggiata è poi quella ad Atena Lucana, uno degli insediamenti più antichi e prestigiosi del Vallo, e che oggi si presenta come un florido centro agricolo. L’attuale paese sorge, probabilmente, sull’Acropoli dell’antico municipio romano, di cui restano antichissime mura megalitiche, iscrizioni e statue.  Interessanti palazzetti medievali, spesso arricchiti di suggestive decorazioni, completano la visita del borgo.

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