CAMPANIA

NAPOLI

Pochi luoghi al mondo racchiudono in uno spazio così limitato tante località celebri nel mondo come il golfo di Napoli, una terra dove la storia, l’arte, la cultura, unite alla straordinaria bellezza ambientale, si uniscono in un connubio unico e forse irripetibile.

Il nostro viaggio inizia a NAPOLI, una città dai mille volti, conosciuta e cantata da sempre in ogni parte del mondo. Un luogo che continua a sorprendere e in un certo senso disorientare il turista di ogni nazionalità che si appresti ad entrare nel suo mondo. E’ in effetti una città particolare, con quel suo variare continuo di immagini urbane, ora rumorosa e caotica, ora ampia e solare, apparentemente così superba ma pure così disponibile verso chi sappia amarla. Il panorama più celebre è quello che si ammira da Via Orazio. Sotto di noi il porticciolo di Mergellina, animato da centinaia di imbarcazioni e dal traffico ininterrotto degli aliscafi che portano i visitatori in ogni angolo del golfo. Più in là un altro porticciolo, Santa Lucia, circondato dagli alberghi più celebri, che si affacciano su via Caracciolo.

A chiudere il piccolo porto uno dei simboli stessi del panorama e della storia della città, il Castel dell’Ovo, splendida rocca medievale perfettamente conservata come tanti altri monumenti cittadini.

Ed eccoci a Piazza Trieste e Trento, il cuore della città. Da qui partono le strade più celebri del centro storico, come Via Chiaia, al cui ingresso troviamo il Gambrinus, il più celebre dei caffè napoletani, da sempre ritrovo preferito di artisti e intellettuali.

A due passi si potrà riscoprire l’altra Napoli, quella più vera, quella dei vicoli della città antica, un caleidoscopio di emozioni e immagini, il vero palcoscenico vivente di una città che sembra non voler mai smettere di esibirsi e di recitare. Ed ecco la Galleria Umberto I, una sosta obbligata per i napoletani. Un ambiente maestoso, solenne, che rivaleggia, senza certo sfigurare in quanto a sfarzo ed eleganza, con la Galleria di Milano.

E proprio di fronte il celeberrimo teatro San Carlo, inaugurato nel 1737 e ancor oggi una delle più importanti platee del mondo.

Piazza del Plebiscito è una delle più grandi e maestose d’Italia, ed è dominata dalla splendida mole del secentesco Palazzo Reale, reggia dei Borboni fino al 1860. Spettacolare e maestosa la facciata, sontuosi e splendidi gli interni, arricchiti di innumerevoli affreschi e opere d’arte.

Ma tanti altri sono i luoghi artistici da visitare in questa magica città, come il Museo Nazionale, al cui interno è conservata una delle più importanti collezioni di opere antiche del mondo. Molte delle opere esposte provengono dagli scavi di Ercolano e Pompei e molte altre appartengono alla collezione che fu della famiglia Farnese.

Un altro grande castello domina il centro della città, affacciandosi proprio sul porto. Eretto da Carlo I D’Angiò e ricostruito nel 1442 da Alfonso d’Aragona, il Castel Nuovo, detto comunemente “Maschio Angioino“, è ancor oggi uno dei simboli della città, imponente e perfetto nella sua possente struttura medievale. A due passi dal Maschio Angioino possiamo passeggiare per la grande Piazza del Municipio, dominata dalla Certosa di San Martino.

Un’imponente colonna istoriata domina Piazza del Gesù Nuovo, accanto alla quale si potrà visitare una delle chiese più care ai napoletani, la basilica di Santa Chiara, col suo splendido interno romanico e il celebre chiostro maiolicato.

Altra perla monumentale della città è la settecentesca Reggia di Capodimonte, con annessa la celeberrima fabbrica di ceramiche note in tutto il mondo. E concludiamo la visita a questa meravigliosa città in uno dei luoghi più intimi, ma forse più incantati del golfo, la spiaggetta di Marechiaro, dove la celeberrima immagine del golfo e del Vesuvio non finirà di stupirci.

Un luogo dove la celeberrima “fenestella”, cantata da uno dei suoi più celebri poeti, Salvatore Di Giacomo, simboleggia un altro aspetto mitico di Napoli, la sua musica.

VESUVIO E POMPEI

La fama planetaria del golfo di Napoli non si esaurisce certo nella visita alla città. Sono infatti innumerevoli i luoghi famosi e splendidi che accolgono ikl visitatore di ogni lingua. Una delle escursioni più celebri è quella al Vesuvio, e soprattutto alla città antica che una terribile eruzione di 2000 anni fa rese celebre in eterno, Pompei. Fermata per sempre nel tempo dalla spaventosa eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo, la città, che era una delle più splendide e fiorenti del meridione, ha conservato un’immagine miracolosamente intatta nei secoli, e oggi, dopo un’epoca di eccezionali restauri, ci presenta, in un susseguirsi di continue emozioni, tutto lo splendore, l’arte, la tecnologia di un mondo che sembrava perso per sempre. Ecco allora il tempio di Apollo… la Basilica… l’immenso Foro, dominato dal Tempio di Giove. E ancora le terme, luogo molto frequentato al tempo… I templi, dedicati alle più svariate divinità… i due splendidi teatri, dove si rappresentavano commedie, balletti, spettacoli musicali… l’immenso anfiteatro, dove i pompeiani manifestavano tutto il loro “tifo”. E soprattutto le mitiche case che, dopo secoli di restauri, ci presentano uno spaccato unico e meraviglioso di un mondo lontano e irripetibile.

La Casa del Fauno, rappresentata da una celebre statuetta di fauno danzante, era una delle dimore più grandi e lussuose della città. La dimora era adornata da straordinarie opere d’arte, come un celebre mosaico, che occupava un intero pavimento, e rappresenta una delle battaglie con le quali Alessandro Magno sbaragliò il re persiano Dario. Un vero capolavoro, eseguito con un milione e mezzo di piccole tessere colorate.

Bellissimi poi gli immensi giardini, circondati da porticati a colonne, su cui si affacciavano le stanze di rappresentanza, tutte addobbate di straordinarie opere d’arte.

Altra casa celebre la Casa dei Vettii, che apparteneva a due ricchissimi liberti, cioè schiavi liberati, diventati ricchissimi col commercio.

La casa è in splendido stato di conservazione, e mostra alcuni fra i più splendidi affreschi della città.

Su un lato del vasto peristilio si apre il grande triclinio, uno dei più raffinati ambienti che l’antichità ci abbia tramandato. Le pareti sono attraversate da fasce nere, su cui  si snoda il celebre fregio degli amorini dediti al lavoro e allo sport: ci sono gli amorini fiorai, quelli profumieri, quelli che corrono su bighe tirate da antilopi. poi gli amorini fiorai, gli orefici, i tessitori, e tanti altri, che compongono una scena di incredibile perizia artistica e di straordinario buon gusto. E infine l’angolo più famoso. Siamo nella Villa dei Misteri, una grande dimora suburbana, situata a nord della città, in una splendida posizione panoramica, che, all’epoca della catastrofe, era stata trasformata in una grande azienda agricola.

Quello che però ha meritato fama universale alla villa sono i suoi affreschi, i più celebri dei quali appaiono in una delle stanze, e consistono in uno dei più straordinari dipinti murali dell’antichità: un vero spettacolo, che copre tre pareti e, sembra, rappresentano i momenti essenziali di una cerimonia sacra, relativa ai culti in onore di Dioniso.

Il complesso fa dell’opera una delle più straordinarie rappresentazioni artistiche della storia dell’arte, un capolavoro assoluto di forma e contenuti, in un’immagine indimenticabile, che meriterebbe da sola una visita.

SORRENTO

Riprendiamo il nostro viaggio spostandoci a SORRENTO, un’altra località fra le più celebri nel mondo. Affacciata su un mare azzurrissimo, la cittadina è circondata da ulivi e aranceti e dispone di un’attrezzatura turistico alberghiera fra le più importanti d’Italia. La città, che la leggenda vuole fosse sede delle mitiche sirene, conserva ancora interessanti ricordi della sua storia millenaria, ma quel che colpisce il viaggiatore, è la straordinaria “aria” che vi si respira, in un clima di pace e bellezza che ben fanno meritare a questo luogo il soprannome di “gentile”.

COSTIERA AMALFITANA

Proseguendo la nostra passeggiata entriamo in un’altra costiera mitica, quella amalfitana. Cinquanta chilometri di strada piccola e tortuosa, il cui primitivo tracciato fu voluto, come tante altre opere importanti del golfo di Napoli, dagli illuminati re borbonici che governarono Napoli per oltre un secolo.

Il primo sguardo è per uno dei luoghi più celebrati, POSITANO. Una manciata di case colorate aggrappate ad un’alta rupe che precipita verso il mare. Le stradine tappezzate di negozi che hanno inventato una moda esportata in tutto il mondo… locali per ogni gusto… una spiaggia dove riposare il corpo e lo sguardo a contatto con un mare azzurrissimo e profondo.

E prima di proseguire non sarà male concedersi una sosta per gustare alcuni dei più celebri piatti della cucina napoletana.

Ma eccoci ora ad AMALFI, la cittadina che dà il nome a tutta la costiera. Fondata, sembra, dai Romani nel IV sec. a.C., fu la più antica Repubblica Marinara d’Italia, e andò lentamente assumendo un’importanza fondamentale nel commercio marittimo, fino a diventare grande potenza marinara intorno all’anno 1000. Non per niente la città poté emanare una serie di leggi (le tavole amalfitane) che per secoli codificarono i commerci marittimi in tutto il Mediterraneo. Ad un suo figlio illustre, Flavio Gioia, inoltre, la tradizione attribuisce l’invenzione della bussola. L’opera artistica più importante della città è il Duomo, risalente all’XI secolo e costruito in un ibrido ma bellissimo incrocio di stile arabo e normanno.

Saliamo infine a RAVELLO, un minuscolo e spettacolare paese, fondato probabilmente nel VI secolo, ma che raggiunse il suo massimo splendore nel 1200. Il luogo merita davvero la sua fama. La stupenda posizione, a 350 metri di altezza, gli garantisce un clima fresco e salubre, unita ad un’atmosfera particolarissima, fatta di pace e tranquillità. Le sue chiese (come il Duomo, dell’XI secolo) gli danno un tocco di arte e antichità, le sue straordinarie ville, testimonianza dell’importanza e ricchezza raggiunta dal luogo, concedono ai visitatori uno dei più straordinari panorami d’Italia.

Qui siamo a Villa Rufolo, risalente al tardo duecento e ornata di torri e chiostri di stile arabo-siculo. Villa che ci offrirà l’immagine più esaltante: un giardino pensile meraviglioso, affacciato sul mare con un panorama mozzafiato, che ammaliò perfino il grande Richard Wagner (a cui è dedicato uno splendido festival musicale), che in questo luogo trovò l’ispirazione per completare alcune delle sue musiche immortali.

CAMPI FLEGREI

Ci spostiamo ora sul versante opposto del grande golfo che stiamo visitando e giungiamo nella misteriosa area dei Campi Flegrei, un vasto territorio a carattere vulcanico che comprende innumerevoli occasioni di visita.

Qui siamo a Pozzuoli, una cittadina resa purtroppo celebre dai frequenti fenomeni di bradisismo, che fanno variare (spesso con conseguenze catastrofiche) il suo livello sul mare. Fenomeno certo antichissimo, se si osservano le conchiglie di molluschi presenti sino a 3 metri d’altezza sulle basi delle colonne del Serapèo romano, che spicca al centro della cittadina ed era destinato all’antico mercato.

Nei pressi della città si può visitare l’Anfiteatro romano, uno dei più grandi e meglio conservati di quelli giunti fino a noi, fatto costruire dall’imperatore Vespasiano. Particolarmente ben conservati i sotterranei, che costituiscono una testimonianza fondamentale per lo studio dell’architettura romana e per la conoscenza dell’ organizzazione degli spettacoli nel mondo antico.

Altro luogo celebre di Pozzuoli è la Solfatara, un’area il cui aspetto fumoso e selvaggio fa ben immaginare quale debba essere la vita vulcanica del sottosuolo campano. Le solfatare sono emanazione ad altissima temperatura di vapore acqueo frammisto ad anidride carbonica e zolfo.

Quella di Pozzuoli occupa un antico cratere spento che ha una circonferenza di circa 2 Km. Qui l’ambiente è dantesco, col terreno nero che ribolle di fango e vapori, indice di una terra viva e minacciosa.

Non deve quindi meravigliare che gli antichi si convincessero che proprio questa zona fosse quella che dava accesso agli Inferi, Più precisamente il mitico ingresso era posto all’interno del lago d’Averno, che in effetti si presenta come un cupo e affascinante bacino d’acqua. Anche se il lago fu usato a lungo dai romani per altri scopi, più terreni. Esso infatti fu messo in comunicazione con il mare, e divenne un importantissimo e sicuro porto per la flotta imperiale del Tirreno.

E infine eccoci a Cuma, una delle più antiche colonie greche in Italia, fondata dai Calcidesi nell’VIII secolo a.C. Oggi l’area archeologica è ricca di antichi monumenti, come i templi di Giove e Apollo sull’acropoli, ma la sua fama è dovuta alla presenza del più famoso Santuario dell’antichità: l’Antro della Sibilla Cumana, ricordato da Virgilio nell’Eneide, e considerato uno degli oracoli più rispettati e temuti dell’antichità. In quest’antro (scavato nel tufo con una galleria di oltre 130 metri) convergevano pellegrini da tutto il mondo del tempo, per chiedere vaticini alla Sibilla, una sacerdotessa le cui predizioni erano considerate leggi assolute.

REGGIA DI CASERTA

Abbiamo più volte ricordato il mecenatismo dei re borbonici. In effetti i re che governarono Napoli dagli inizi del ‘700 all’Unità d’Italia si distinsero per il loro amore per l’arte e le cose belle. Non può quindi meravigliare che, quando Carlo III decise di costruirsi una dimora, non esitò a lanciarsi in un’impresa titanica e ambiziosissima. Scelto il luogo (Caserta, vicino Napoli, luogo ameno e adattissimo alla diletta caccia) il re affidò al grande architetto Luigi Vanvitelli, l’incarico di costruire una reggia che non sfigurasse con la mitica Versailles.

L’arte dell’architetto, unita alle immense possibilità economiche, permisero la costruzione di una delle più grandiose e spettacolari costruzioni di tutti i tempi. Il palazzo (che conta 1200 stanze e 1800 finestre!) è alto 5 piani ed è immerso in un parco spettacoloso, lungo oltre 3 chilometri.

Il parco è abbellito da una colossale fontana, (adornata a sua volta da splendidi gruppi marmorei) che nasce da una cascata artificiale, alimentata da un acquedotto costruito per l’occasione, lungo 40 Km.!

Lo spettacolo prosegue con la visita agli appartamenti reali. Qui, sembra di rivivere i fasti e la ricchezza di un’epoca mitica. La sala delle udienze, i grandi affreschi, gli immensi lampadari, i preziosissimi mobili, le suppellettili, le camere da letto, addirittura bagni dotati di acqua calda e fredda!. Una ricchezza e un fasto magicamente costruiti in un equilibrio artistico e di buon gusto che lasciano di stucco.

CAPRI

Non si può certo concludere una visita al golfo di Napoli senza sbarcare sulle sue celebri isole, che lo chiudono a cerchio. Qui voliamo sulla più celebre, Capri, un luogo piccolo, ma di un tale splendore che da decenni è stata visitata e amata dai più celebri personaggi della Terra. Iniziamo la nostra passeggiata nel suo luogo più celebre, la grotta Azzurra.

Tornati in porto, saliamo poi con una comoda funicolare in un altro luogo di .mitica mondanità, Piazza Umberto I, la celeberrima “Piazzetta” che fu definita “teatrino del mondo”.

Ma l’isola va vissuta sfuggendo al serpente di turisti che la percorre senza sosta, immergendosi a piedi nelle deliziose viuzze che portano alla scoperta di angoli sempre nuovi: il castello del CastiglioneVilla Jovis, l’antica residenza imperiale dell’imperatore Tiberio, che lasciò i fasti di Roma per trascorrere sull’isola gli ultimi dieci anni di regno. E ancora la Certosa di San Giacomo… l’incredibile villa che il celebre scrittore Curzio Malaparte si fece costruire sugli scogli di Punta Massello.

Potremo poi trovare un momento di pace nell’incanto dei giardini di Augusto, affacciandoci sul belvedere che si affaccia sull’audacissima stradina fatta costruire dal barone Krupp per raggiungere Marina Piccola.

E magari concludere la passeggiata con una splendida escursione in seggiovia sulla cima più alta dell’isola, monte Solaro, dove ci accoglierà una vista spettacolare dell’isola e di un altro dei suoi simboli, i Faraglioni.

PROCIDA

Considerata da sempre la cenerentola delle isole partenopee, Procida sembra far di tutto per restare al di fuori del caotico e internazionale flusso turistico che ha reso celebri nel mondo le sue consorelle maggiori.

E in effetti da sempre l’isola vive un’esistenza discreta, quasi pudica, come insofferente a mostrare le sue bellezze naturali, che pure sono tante, e davvero affascinanti.

Sfruttando l’anima marinara che da sempre ha fatto dei procidani grandi uomini di mare, sono partiti da qui i più grandi “capitani di lungo corso” che abbia mai avuto l’Italia. Una vera e propria flotta di uomini di mare di prim’ordine, che hanno solcato i mari di tutto il mondo.

e’ un’isola quindi anomala, che odia e rifugge la mondanità e sa offrire angoli incantati e momenti di grande relax a chi voglia sfuggire alla folla e allo stress.

ISCHIA

Vogliamo concludere il nostro viaggio nel golfo di Napoli sull’ultima delle tre isole che lo completano, Ischia. Dotata di un’attrezzatura turistico alberghiera eccezionale (circa 300 alberghi di ogni categoria), la celebre “isola verde” saprà davvero offrire tutto ciò che può desiderare il turista più esigente.

Coste e spiagge straordinarie, pinete e parchi, dolci colline e perfino una piccola montagna, l’Epomeo, la mondanità più esclusiva e angoli di quiete totale anche a ferragosto. E naturalmente le celeberrime terme, che ne hanno fatto uno dei luoghi di cura più gradevoli ed efficienti d’Europa.

La visita sarà comunque affascinante, a cominciare da Ischia Porto, il centro più dinamico dell’isola. Più tranquilla è Ischia Ponte, con la celebre immagine del castello aragonese, sorto dove già Gerone di Siracusa aveva edificato una formidabile rocca.

Proseguiamo la nostra visita raggiungendo Casamicciola. La cittadina, considerata la più antica stazione termale dell’isola, è un luogo tranquillo e salutare, adatta a soggiorni senza fretta nè stress. Eppure questo luogo subì, alla fine dell’800, un terribile terremoto, tanto ricordato dai napoletani che un detto popolare attribuisce allo stesso nome della cittadina un significato di ineluttabile catastrofe. Oggi il terremoto di Casamicciola è solo un ricordo e il centro è molto rinomato per i suoi alberghi, un bellissimo porto (commerciale e turistico) e celebri fabbriche di ceramiche artistiche, un’attività secolare che rende onore all’artigianato dell’isola.

Abbiamo già accennato all’aspetto termale di Ischia. Il calore sotterraneo che la riscalda da millenni permette di curare le affezioni più disparate. E in questo campo questa antica località si pone come uno dei più importanti centri termali a livello internazionale. E il tutto, per di più, in un clima di bellezza e allegria che non ricorda certo il classico luogo di cura, ma che anzi rende un soggiorno terapeutico un vero bagno di salute fisica e mentale.

Proseguendo la nostra passeggiata lungo una splendida litoranea, giungiamo a Lacco Ameno, quello che, dopo la guerra era poco più che un villaggio di pescatori, e che l’arrivo di Angelo Rizzoli, il grande editore che fu uno dei mecenati dell’isola, rese uno dei centri della mondanità italiana.

A due passi da Lacco la natura ci riprende la mano. Siamo a San Montano, un altro degli angoli celebri dell’isola: una piccola, splendida insenatura, chiusa da una spiaggia ricca di piscine, tanto verde e tanta voglia di mare.

E giungiamo a Forìo, la cittadina forse più amata dagli stranieri in cerca di vera pace. Qui gli ospiti non vogliono sentir parlare di alberghi di lusso o di piscine. Chiedono che sia rispettata l’armonia dei luoghi e che la stessa indole semplice degli abitanti abbia modo di esprimersi in tutta la sua bonomia.

Quindi Forio è sempre uguale a com’era un tempo. Un grande porto, una vita che scorre uguale e tranquilla, alberghi semplici e puliti, locali per giovani e meno giovani. E una vita di mare totale, vissuta su spiagge ampie e solari: San Francesco, Citara.

Un luogo che possiede inoltre uno dei più straordinari centri termali del mondo, i Giardini Poseidon, un insieme di de cine di piscine termali di ogni temperatura adagiate, in una spettacolare posizione, sulla bellissima spiaggia di Citàra.

E infine a S. Angelo, uno straordinario borgo marinaro che ha pochi eguali in Italia e all’estero.

Un minuscolo e accogliente porticciolo circondato da un grappolo di case colorate, un microcosmo di pace e tranquillità, di una bellezza struggente, dove il tempo sembra essersi fermato, e dove si circola senza fretta, a piedi o con i vecchi muli di un tempo.

Il nostro viaggio attraverso il pianeta Ischia termina a Ischia Ponte, la notte di S. Anna, la festa più famosa dell’isola. Stasera tutta l’isola è in festa, in attesa degli spettacolari carri galleggianti che sfileranno solenni sotto la maestosa sagoma del castello, ognuno addobbato in maniera diversa e sfarzosa, con incredibili ricostruzioni di scene di vita partenopea.

Lo spettacolo è suggestivo, e l’odore del mare, sia pur contaminato per un attimo dai fuochi sparati a festa, è sempre forte, come il richiamo di questo meraviglioso angolo d’Italia, che sa far ripensare a serate come questa sempre con un pizzico di nostalgia.

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