CAMPI FLEGREI (Campania)

Circondata da alcuni dei luoghi più celebri del mondo, la zona dei Campi Flegrei, a nord di Napoli, si presenta come una passeggiata di straordinario interesse ambientale e storico. La zona è situata in un vasto territorio a carattere vulcanico, che, al di là degli sconvolgimenti che ha provocato nei secoli, permette di ammirare spettacolari e inquietanti fenomeni naturali.

Già Pozzuoli racchiude notevoli vestigia. Di antichissima origine la città, come dicevamo, sorge in una zona molto vulcanica e soggetta a notevoli fenomeni di bradisismo. Il livello del suolo, quindi, ha subìto nei secoli un continuo mutamento, com’è dimostrato dalle conchiglie di molluschi presenti sino a 3 metri d’altezza sulle basi delle colonne del Serapèo romano, che spicca al centro della cittadina ed era destinato all’antico Macello.

Altro luogo celebre di Pozzuoli è la Solfatara, un’area il cui aspetto fumoso e selvaggio fa ben immaginare quale debba essere la vita vulcanica del sottosuolo campano. Le solfatare sono emanazione ad altissima temperatura di vapore acqueo frammisto ad anidride carbonica e zolfo. Quella di Pozzuoli occupa un antico cratere spento che ha una circonferenza di circa 2 Km. Qui l’ambiente è dantesco, col terreno nero che ribolle di fango e vapori, indice di una terra viva e minacciosa.

Non deve quindi meravigliare che gli antichi pensassero che proprio questa zona fosse quella che dava accesso agli Inferi,

Più precisamente il mitico ingresso era posto all’interno del lago d’Averno, che in effetti si presenta come un cupo e affascinante bacino d’acqua, anche se esso fu usato a lungo dai romani per altri scopi, più terreni. Messo infatti in comunicazione con il mare, divenne un importantissimo e sicuro porto per la flotta imperiale del Tirreno.

Completiamo il nostro giro nei Campi Flegrei con la visita all’antichissima Cuma, una delle più antiche colonie greche in Italia, fondata dai Calcidesi nell’VIII secolo a.C. Oggi l’area archeologica è ricca di antichi monumenti, come i templi di Giove e Apollo sull’acropoli, ma la sua fama è dovuta alla presenza del più famoso Santuario dell’antichità: l’Antro della Sibilla Cumana, ricordato da Virgilio nell’Eneide, e considerato uno degli oracoli più rispettati e temuti dell’antichità. In quest’antro (scavato nel tufo con una galleria di oltre 130 metri) convergevano pellegrini da tutto il mondo del tempo, per chiedere vaticini alla Sibilla, una sacerdotessa le cui predizioni erano considerate leggi assolute.

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