Storie in blu: CESARE CANTAGALLI (Windsurf)

Regia: Gigi Oliviero


Abbiamo incontrato Cesare Cantagalli in un luogo bellissimo della Puglia, Vieste, in occasione del più importante meeting italiano dedicato al suo sport: il wind-surf. Uno sport giovane ed entusiasmante, fatto di una tavola, una vela e il mare, in un rapporto assolutamente puro con la natura, dove l’atleta riesce a compire evoluzioni che, grazie proprio al vento e alle onde, sfidano la forza di gravità. Cesare è un vero mito per gli appassionati di questo sport e, nonostante sia nato a Faenza, vicino ad un mare che non potrà mai vedere le onde dei campioni delle Hawaii, con un talento e una grinta fuori del comune, è riuscito ad inserirsi per anni fra i primissimi atleti mondiali in questo sport. Ci ha voluto incontrare accanto alla sua bellissima famiglia, una moglie dolce e due bambini meravigliosi, che, giocando con le sue celebri vele, sembravano in ogni momento dimostrarci di aver compreso istintivamente la bellezza di uno sport spesso demonizzato, ma che racchiude come pochi la purezza dell’incontro fra l’uomo e la natura.

   


Uno sport che ha bisogno di infiniti allenamenti, sacrifici, attese, unite spesso al freddo e alle delusioni di lunghi viaggi spenti da una calma beffarda, che vanifica interi fine settimana, se non intere vacanze. Eppure i ragazzi che lo praticano non rinnegano mai i viaggi, la fatica di preparare le attrezzature in attesa di un vento capriccioso e traditore. Guardano sempre l’orizzonte con l’inconscio desiderio di vederlo increspato, ma non si pentiranno mai di aver atteso un momento che, se raggiunto, li ripagherà di ogni fatica, con un’esplosione incontenibile di adrenalina.


  

Siamo ripartiti da Vieste con un’esperienza in più. Giudicavamo anche noi questa disciplina, come tanti, uno sport superficiale e strano, uno dei tanti destinati ad un puro gioco acquatico. Le esperienze e le imprese di Cesare Cantagalli, viceversa, ci hanno permesso di capire come il wind-surf, se praticato a livelli agonistici, è uno sport vero e duro, in cui la prestanza fisica e l’allenamento non bastano a far emergere, se non sono accompagnati da una grande serenità interiore. E in questo è stato bello osservare come i giovani partecipanti alla manifestazione guardassero Cesare con ammirazione e stima. Il nostro giovane, vecchio campione, infatti, al di là delle vittorie e delle imprese straordinarie, ha vinto oggi la sua gara più importante, quella di aver saputo trasmettere ai suoi successori la pulizia e la gioia di uno sport che come pochi può diventare una meravigliosa lezione di vita.


 

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