CIOCIARIA


Terra di grandissima storia, la Ciociaria occupa una parte del Lazio nord-orientale, e offre innumerevoli occasioni di visite. Il paesaggio è ampio e splendido, le comunicazioni agevoli, la popolazione cordiale e simpatica. L’autostrada del Sole permette da tempo collegamenti molto rapidi da Roma e Napoli, ma l’ideale è sicuramente quello di raggiungere la regione lungo la Via Casilina, una delle antiche, importanti strade romane, che offrirà certo occasioni superiori d’interesse. Qui entriamo a Ferentino, una bellissima cittadina affacciata sulla valle del Sacco, la cui illustre storia trasuda da ogni angolo. Fu infatti il principale centro degli Ernici, una popolazione fiera che lottò a lungo con Roma, prima di essere definitivamente sottomessa solo nel IV secolo d.C. Divenuta comune dopo l’anno 1000, ospitò spesso pontefici, come Onorio III, che nel 1223 vi incontrò Federico II, che gli promise (senza mantenere in seguito la parola) la sua partecipazione alla V Crociata. La città, come quasi tutte le località della regione, è ancora splendidamente circondata da possenti mura poligonali su cui si aprono numerose porte. La più famosa è la porta Sanguinaria, così chiamata, si dice, perché da essa uscivano i condannati per essere condotti al patibolo. Fra gli immensi massi sono ancora evidenti le cerniere che reggevano i battenti del portone. Qui possiamo notare la perfezione di costruzione delle antichissime mura. Si tratta di una costruzione davvero mastodontica, realizzata fra il V e il II sec. a.C., sovrapponendo immensi massi squadrati, su cui si notano le aggiunte medievali.

Altra bella porta e Porta Montana, anch’essa ricca di motivi ornamentali e aperta attraverso immense mura perfettamente conservate.

Da qui si sale all’antica Acropoli, percorrendo il cuore della città romana e medievale.

Lungo il percorso scopriamo l’alta mole di S. Maria Gaudenti, una chiesa d’origine duecentesca, sorta sull’area di un tempio pagano e ristrutturata nelle forme attuali nel XVIII secolo. Accanto alla chiesa è il Palazzo dei Cavalieri Gaudenti, della seconda metà del XIII sec., a portico gotico murato e adornato da un piano di bifore. Proseguendo la salita scopriamo poi un altro bell’edificio medievale cui si accede tramite un portico ogivale gotico. Si tratta di Palazzo Montelongo, più conosciuto come Palazzo di Innocenzo III, un papa che certamente transitò di qui.

Altra preziosa testimonianza del dominio romano la scopriamo poco sotto l’Acropoli. Si tratta di un mercato di epoca repubblicana, consistente in una vasta aula, accanto alla quale si aprono cinque botteghe, tutte ricoperte da volte a botte.

Altra testimonianza della presenza romana in città sono i resti di un bell’anfiteatro, risalente probabilmente al II secolo d.C. e che presenta una cavea di oltre 50 metri.

Testimonianza dell’epoca medievale è invece il Palazzo consolare, situato nella centralissima Piazza Mazzini. Risale al XIII secolo, e della costruzione originaria rimane solo l’elegante torre e la loggetta al piano nobile ornata di numerose bifore. Sull’altro lato della piazza nuovi cimeli romani, fra cui una colonna miliaria, ci parlano ancora di storia.

Riprendiamo a vagare per le antiche strade, attraverso cui, all’improvviso, si aprono splendidi scorci panoramici sulla vallata sottostante.

Giungiamo quindi a S. Maria Maggiore, una delle chiese più imponenti e splendide della città. Si tratta della prima chiesa costruita in Italia nello stile gotico-circestense, che tanta parte avrà nello sviluppo della grande architettura medievale, e ricorda lo schema della celebre abbazia di Fossanova, che sarà eretta mezzo secolo più tardi. La chiesa fu iniziata nel 1150 e ampliata il secolo successivo, ed è sicuramente una delle più splendide e meglio conservate della regione.. La facciata è semplice e austera, e decorata con un bel portale mediano della prima metà del ‘200, realizzato utilizzando i marmi delle antiche terme romane.

Lo splendido interno è a tre slanciate navate con arcate gotiche che danno all’ambiente uno slancio e una luminosità straordinarie.

Al lato dell’ingresso troviamo un delizioso affresco duecentesco, raffigurante la Madonna delle Grazie.

Per capire l’importanza dell’ordine cistercense, sarà utile ricordare che esso nacque in Francia all’inizio dell’anno 1000, dall’esigenza di un gruppo di monaci dell’Abbazia di Molesme di rinnovare la regola benedettina che aveva perso l’originaria austerità e carica ideale. Sotto la guida di Roberto di Molesme, quindi, questi monaci si stabilirono a Citeaux, in Borgogna, e fondarono un nuovo ordine (chiamato appunto cistercense da quel luogo) che si basava su principi severi e applicati con grande rigore: rifiuto di ogni privilegio feudale, lavoro manuale per tutti, semplificazione delle regole liturgiche, austerità nelle vesti e nelle costruzioni. Oltre all’assoluto obbligo per tutti i conventi di adeguarsi puntigliosamente alle regole base dell’ordine. Questi principi, e la lenta e vastissima opera di penetrazione che l’ordine ottenne in Europa, permette ancor oggi di ammirare innumerevoli costruzioni improntate ad uno stile semplice ed unitario, che ne definisce immediatamente l’origine. Lo stile è un gotico severo e asciutto, di straordinaria ampiezza ed eleganza, e l’interno di S. Maria Maggiore di Ferentino, la prima chiesa italiana ad essere stata costruita in questo stile, costituisce uno spettacolo straordinariamente importante e suggestivo per comprendere un’intera epoca storica.

Giungiamo ora sul sommo del colle, dove si erge poderosa l’antica Acropoli, sorretta da immense mura preromane. Il luogo fu ristrutturato da Silla ed è dominato da un bellissimo Duomo romanico, del XII secolo, trasformato nel 1600 e rimaneggiato fino al ‘900. La facciata è molto semplice, con le lunette dei portali adornate da piccoli affreschi.

L’interno è ampio e solenne, diviso in tre navate sorrette da antiche colonne con capitelli corinzi. Domina l’altare maggiore un ciborio duecentesco, opera di Drudus de Trivio. È sostenuto da quattro colonne che reggono una trabeazione che ricorda le decorazione del Tempio della Concordia di Roma.

Splendido e di grande effetto è poi il pavimento cosmatesco, del 1116.

Numerose opere artistiche abbelliscono la chiesa, fra cui uno splendido candelabro tortile, con decorazione cosmatesca, attribuito al Vassalletto.

Dal Duomo sarà obbligatorio scendere alla base della Rocca, per ammirare la straordinaria perfezione delle immense mura poligonali che sfidano ancora i secoli. Da qui lo sguardo si lancia lontano verso la piana del Sacco, in un panorama senza fine.

Riprendiamo allora la nostra passeggiata e spostiamoci a Fumone, uno dei borghi più celebri della zona. Il borgo è anch’esso piccolo e antico, anche se le solite, immense mura che ci accolgono all’ingresso farebbero prevedere un’ampiezza ben maggiore. Il borgo è splendidamente conservato ed è di una straordinaria suggestione: un angolo di medioevo reale ed attuale, spesso animato da bellissime rievocazioni storiche in costume.

Di là delle sue dimensioni, comunque, anche Fumone vanta una storia nobile e tormentata. Proprio nella sua Rocca, infatti, fu rinchiuso, nel 1125, l’antipapa Maurizio Bourdin (Gregorio VIII), che era stato vinto e catturato a Sutri da Callisto II. Sempre qui morì nel 1294 un altro papa celebre, Celestino V, imprigionato da Bonifacio VIII dopo il celebre “gran rifiuto”.

Ecco allora le piccole chiese… gli infiniti scorci… la Parrocchiale (S. Maria Annunziata), ricordata fin dall’XI secolo e rifatta nel ‘700… e la possente Rocca, testimone di grandi eventi storici.

Raggiungiamo ora l’ultima tappa del nostro viaggio, Veroli. Altro antico centro degli Ernici, la città è posta su un colle che domina la pianura sottostante con panorami sconfinati. Di chiaro aspetto medievale, è splendidamente conservata e conserva monumenti di eccezionale valore storico e artistico. La basilica di S. Erasmo, come altre della città, si apre improvvisa fra le stradine antiche che salgono verso la Rocca. La chiesa fu eretta sul luogo di un monastero fondato dallo stesso San Benedetto e, nonostante i rimaneggiamenti del 1700, conserva ancora, della costruzione originaria il bel portico a tre arcate.

Cuore della città è la bellissima Piazza Mazzoli, dominata dal Palazzo Comunale che si contrappone alla mole del Duomo. Proprio qui nacque un grande archeologo, Amedeo Maiuri, lo scopritore della mitica Pompei.

Sempre nei pressi scopriamo casa Reali, la più celebre tra le antiche case che costeggiano il corso centrale. Proprio in un bel cortiletto medievale, adornato di loggiato e bifore, si può poi ammirare un raro frammento marmoreo romano, i cosiddetti Fasti Verulani, uno splendido calendario di età augustea ricomposto nel 1922.

La Cattedrale è dedicata a S. Andrea Apostolo. Di fondazione romanica, sorse sul luogo del Foro dell’antica Verulae, fu distrutta da un terremoto nel 1350 e ricostruita nel ‘700. L’interno è a tre navate ed è arricchito da numerose opere d’arte e da un importante tesoro.

Alle spalle di Piazza Mazzoli un altro, suggestivo spiazzo, ci permette di ammirare altri luoghi di grande bellezza. La piazzola, adornata con reperti romani, si apre su un panorama meraviglioso e ci permette di visitare la chiesa forse più affascinante della città, Santa Maria Sàlome. Fu eretta sul luogo dove, secondo la tradizione, fu rinvenuto il corpo della Santa (che oggi è patrona della città), la madre degli apostoli Giovanni e Giacomo maggiore, qui giunta a predicare il Vangelo. Anche questa primitiva chiesa fu distrutta dal terremoto del 0350 e successivamente ricostruita nelle forme attuali. L’interno, di grande bellezza, è diviso in tre navate e arricchito da numerose opere d’arte, fra cui tele e affreschi dei sec. XIV e XV.

Importante è l’albero della vita…

Nella cappella al termine della navata troviamo preziosi affreschi quattrocenteschi, raffiguranti Santi.

Altri begli affreschi si possono ammirare nella sottostante cripta, del sec. XIII.

L’attrattiva maggiore della chiesa è data dalla una cappella di destra, dove appare una scala considerata una delle tre scale sante esistenti al mondo, dopo quelle di Roma e Gerusalemme. Ennesima, affascinante testimonianza di una città e una regione dai tesori inesauribili.

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