COURMAYEUR (Valle d’Aosta)

Solo nove Km separano il campanile della Parrocchiale dalla cima del monte Bianco. Si capisce perciò facilmente perché Courmayeur si senta parte integrante della grande montagna. La bella conca alpina, ai piedi dei ghiacciai di una dei massicci montuosi più alti d’Europa, vide i primi forestieri salire quassù nel ‘600, alla ricerca della salute data dalle acque termali della zona, anche se timorosi per l’immensa montagna che incombeva su di loro.

        

Gli alpinisti cominciarono ad arrivare nella seconda metà del ‘700, e così la “Curia Major”, cioè la sede di giurisdizione della Valdigne medievale, si avviò così ad essere il più antico luogo di villeggiatura montana, alpinismo e sci del nostro paese. Una fama che crebbe quando la zona divenne luogo di vacanze preferito della famiglia reale sabauda e dalla nobiltà piemontese. E che dura tutt’oggi, dal momento che Courmayeur è sicuramente una dei più mondani e attrezzati luoghi di villeggiatura d’Italia.

   


Anche i meno appassionati della neve potranno provare emozioni indimenticabili d’alta montagna. La celebre funivia, poi, che, con vari tronchi, scavalca completamente la barriera alpina, unendo la cittadina con Chamonix, permette la più spettacolare passeggiata aerea del mondo.

 

 

      

Il monte Bianco, in effetti, è un immenso massiccio montuoso, composto di varie punte, la più alta delle quali, con i suoi 4807 metri, è la più alta d’Europa. La vista più affascinante è quella alla fine del terzo tratto di funivia. Una terrazza mozzafiato posta sulla punta Helbronner, a 3452 metri di quota, permette una visione perfetta della cima, avvolta perennemente da un pennacchio di nubi. A differenza di altre montagne, pure più basse, la cima del Bianco appare, agli occhi del turista inesperto, estremamente facile da raggiungere, circondata com’è da pendii che proprio irresistibili non sembrano. Eppure la vetta fu raggiunta nel 1786, partendo da Chamonix, mentre la prima scalata vittoriosa dal versante italiano fu compiuta da Felice Giordano solo nel 1864. Oggi raggiungere la vetta, se preparati e guidati dalle esperte guide alpine locali, non è un’impresa impossibile, sempre che si rispettino quelle regole di prudenza che, soprattutto a queste quote, possono portare, se sottovalutate, anche a disgrazie molto serie.


 

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