CUBA: il marinaio di Hemingway

Regia: Gigi Oliviero


      


Gregorio Fuentes aveva 20 anni quando incontrò Ernest Hemingway. Il grande scrittore americano era capitato quasi per caso a Cuba nel 1928 e si era immediatamente innamorato della sua terra, del suo mare, della sua musica. Da allora non seppe più farne a meno e trascorse circa 22 anni della sua vita a tornarci e viverci a lungo. Qui lavorava, componendo alcuni fra i suoi maggiori romanzi, frequentava gli amati bar (il Floridita e la Boteguita del Medio), bevendo i suoi celebri daquiri. E qui, col fedele Gregorio, diventato oramai il suo nostromo, partiva per lunghe e emozionanti battute di pesca, a bordo del suo brigantino, il Pilar. Gregorio ha superato da tempo i novanta, ma continua a uscire in mare, e il suo sguardo è ancora vivo, come i suoi ricordi, che ama trasferire con emozione ed orgoglio. Fu lui, ci racconta, che presentò allo scrittore un vecchissimo pescatore, che aveva vissuto la terribile esperienza di vedersi divorata dagli squali una preda immensa, che avrebbe rappresentato la sua ricchezza.

E’ la famosa storia raccontata ne “Il vecchio e il mare”, che fruttò allo scrittore il premio Nobel e fu portata sugli schermi da Spencer Tracy. Ed era ancora con lui quando, nel 1960, Hemingway incontrò finalmente Castro. Lo scrittore aveva invitato il comandante per fargli consegnare una coppa al vincitore di una gara di pesca al marlin (di cui l’isola è uno dei paradisi mondiali), e la sua sorpresa fu davvero grande quando si rese conto che la preda più grande era stata catturata proprio dal Lider Maximo, che, per tener fede alla sua fama di combattente, aveva partecipato anch’egli alla gara. Forse tutta questa storia è solo frutto della fantasia e dell’età di un vecchio pescatore. Ma noi, lasciando la nostra isola dolce, preferiamo considerarla vera, come dovrebbero essere, in fondo, tutte le leggende più belle.


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