CUBA: l’isola

Regia: Gigi Oliviero


         


Una musica ritmata e il sorriso delle ragazze sono la prima immagine che colpisce chi sbarchi oggi a Cuba, la più celebre delle isole caraibiche. Passeggiando per l’Avana si entrerà subito nel particolare clima che avvolge l’isola da decenni, da quando l’avvento di Castro ha ricacciato quell’invasione americana che vi aveva portato dollari e trasgressione. La città è il simbolo di tutte le contraddizioni che vive il paese. Costruita dalla schiavitù e dal colonialismo, è paradossalmente diventata la culla della rivoluzione più radicale del nostro secolo.


Negli anni 50 alberghi mitici, come l’Abana Riviera e il Nacional, erano frequentati da miliardari e gangster, che animavano le serate con belle donne e gioco d’azzardo. Tutto questo finì di colpo il 1 gennaio 1959, quando il vecchio dittatore Batista scappò in gran furia, lasciando l’isola in mano di un giovane comandante che aveva capeggiato una coraggiosa e incredibile rivoluzione. Quel giovane, destinato a diventare il padrone assoluto del paeseper i successivi 40 anni, è ancor oggi uno dei personaggi più affascinanti e contraddittori della politica mondiale, e nel bene e nel male è riuscito ad attirare su di sé critiche feroci e consensi assoluti, Comunque sia la vita di questa meravigliosa isola non può ancora prescindere da Fidel Castro, dal suo ostinato (e spesso incosciente) coraggio nel proseguire per la sua strada, imponendo un regime comunista ad un popolo che, per indole e tradizione, era destinato ad una vita spensierata e ribelle.


      

Oggi l’Avana è una città bellissima e antica, povera e splendente, “la città delle colonne”, come la definì lo scrittore cubano Alejo Carpentier, o ancora “la vecchia dama dei Caraibi”, come era conosciuta nel periodo del suo splendore. E’ una città in restauro, dove ogni angolo testimonia una lunga storia, ma dove la gente continua paziente a fare la fila anche per comprare un chilo di patate. E’ un popolo bellissimo e simpatico, quello cubano, che trasuda la gioia di vivere propria del mondo tropicale, dove è facile socializzare, dove la delinquenza è ridottissima e la rassegnazione alle difficoltà della vita totale. Ogni cubano continua a vivere solo per l’oggi. Tanto a domani si potrà sempre pensare più tardi…  


L’Avana è il cuore di Cuba e da sola conta oltre 3 milioni degli 11 che popolano l’isola. E’ il centro amministrativo ed economico dello stato, è un importante centro universitario dell’area caraibica, possiede importanti strutture teatrali e musei di fama internazionale.


    

La città è affacciata sull’oceano e circondata da un celebre lungomare, il Malecon, Uno dei simboli della città è la fortezza El Morro, che si erge poderosa su un’altura al di là dell’ingresso alla baia che forma il porto naturale della città. Questa poderosa struttura difensiva fu costruita tra il 1589e il 1630 ma, malgrado la sua imponenza, non riuscì a fermare, nel 1762, la conquista inglese. Numerose e affascinanti sono le chiese. La più importante è naturalmente la Cattedrale, costruita nella seconda metà del ‘700, con una magnifica facciata in calcare corallino e due belle torri asimmetriche. L’anima della città trasuda dal bellissimo centro storico, un aggrovigliarsi di stili e costruzioni che pur nella loro varietà, ne fanno un’immagine straordinariamente personalizzata, non per niente protetta dall’Unesco come patrimonio dell’Umanità.


    

Un bell’edificio tardobarocco è il Palacio de los Capitanes Generales, ex palazzo del governatore generale. Costruito alla fine del ‘700 è oggi la sede del bellissimo museo civico. Al suo interno campeggia una statua di Cristoforo Colombo, che fu il primo europeo a sbarcare nell’isola il 27 ottobre 1492, restando letteralmente sbalordito per la sua bellezza. Ancor oggi i cubani giurano che per un certo tempo proprio qui furono conservate le spoglie del grande navigatore.


    

Sempre in pieno centro storico scopriamo uno dei luoghi mitici della città, quella Boteguita del Medio che fu, negli anni ’50, uno dei locali preferiti da Ernest Hemingway e gli altri intellettuali che animarono le notti della città. Ancor oggi il locale è come allora, piccolo, colorato e eternamente pieno di vita e musica. Un’occasione da non perdere per vivere momenti di autentica vita locale.


  

Un’altra visita da non mancare è quella in una delle mitiche fabbriche di sigari. Fu proprio Cristoforo Colombo a scoprire per primo l’usanza degli indios locali di fumare grandi foglie seccate al sole, e ad importare in Europa l’usanza, che fu fonte di grandi guadagni per la corona spagnola.

Ancor oggi l’industria del tabacco è una delle principali fonti di reddito dello Stato, ed una delle principali al mondo. Esistono ben 140 qualità di sigari diverse e la produzione supera i 300 milioni di pezzi annui. Ci vogliono ben 80 operazioni diverse per creare un sigaro cubano, e ogni passaggio ha il suo specialista. Una vecchia tradizione vuole che gli operai addetti alla fabbricazione possono, durante il lavoro, fumarsi tutti i sigari che vogliono. Dopo, devono pagarli e, considerato che ce ne sono alcuni che costano anche venti dollari l’uno (più di uno stipendio medio mensile…) nessuno di loro potrà mai godersene uno seduto dopo cena davanti alla TV…


      

Lasciamo la capitale per inoltrarci nell’interno dell’isola. Vagare per Cuba è il modo più giusto per assaporarne l’anima e la straordinaria bellezza. Accarezzata da un clima benevolo come non mai, rigogliosa di verde e inondata da infiniti profumi, l’isola è un vero paradiso turistico per chi ami il mare e la natura e merita davvero la sua fama. Infinite spiagge accolgono visitatori di ogni categoria e buone attrezzature ricettive sono sparse un po’ dovunque, soprattutto da quando Castro, schiacciato dai debiti provocati dalla perdita delle sovvenzioni sovietiche, si è rassegnato ad ampliare l’offerta turistica. L’ambiente varia in continuazione, la natura è ancora intatta e protetta e non mancano, un po’ dovunque, straordinari angoli di pace e bellezza. Accanto ad alberghi internazionali si potrà usufruire di camping e residence adatti a tutte le tasche, e sempre situati in luoghi splendidi. Questa è una casa un po’ particolare: è infatti la villetta usata a lungo proprio da Fidel Castro per le sue vacanze: una costruzione certo molto lussuosa rispetto agli standard del paese.


       

I migliori alberghi sorgono soprattutto sulla costa settentrionale, e sono dotati di ogni comfort. Le spiagge, poi, sono bellissime e candide. Uno dei luoghi più celebri è l’Isola della Gioventù (un tempo nota come Isla de los Pinos), situata a 100 Km al largo della costa sud. Proprio ad essa si ispirò il celebre romanziere Stevenson per il suo romanzo “L’Isola del tesoro”. In effetti, in tempi antichissimi, l’isola era rifugio di pirati. Quindi divenne un penitenziario, per trasformarsi, poi, nella metà degli anni ’50, in zona di libero scambio.

Fu dopo un terribile ciclone, che la devastò completamente, nel 1966, che Fidel decise di farla rinascere. Lanciò un appello ai giovani cubani che in pochissimi anni la fecero tornare un vero paradiso. E oggi l’isola è considerata una delle maggiori aree di coltivazioni degli agrumi di tutti i  Caraibi, soprattutto per i pompelmi.


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