CYBEROMA: Foro di Traiano.

Regia: Gigi Olivero


Il filmato è tratto da “CYBEROMA” scritto e diretto da Gigi Oliviero, un grande documentario archeologico sulla Roma Antica, che vita la zona archeologica centrale di Roma (Foro Romano, Fori Imperiali, Palatino e Colosseo) con spettacolari ricostruzioni grafiche in 3D dei principali monumenti. Il filmato è presentato e commentato (anche in video) da Claudio Capone, celeberrima voce televisiva di Quark.


 Quando il grande imperatore Traiano decise di edificare un complesso che oscurasse in grandiosità tutti i precedenti, il primo problema fu quello di trovare lo spazio adatto. Tenendo fede al suo carattere di ferro (col quale aveva portato l’Impero al massimo della sua espansione), Traiano non esitò per questo a far sbancare un’intera collina, quella che divideva il Campidoglio dal Quirinale.

L’opera fu immensa, considerando che il livello del colle spianato (come riporta un’iscrizione posta alla sua base) corrisponde all’altezza della celebre Colonna che svetta ancor oggi sui resti del Foro: ben 30 metri! La spesa dovette essere enorme, ma fu pagata, sembra, con i proventi del bottino ricavato dalle vittoriose campagne militari dell’imperatore. Il foro di Traiano, concepito in modo da somigliare a un accampamento militare romano, è costruito intorno ad un’immensa piazza, lunga 300 metri e larga 185. Per la sua imponenza, esso divenne subito uno dei principali centri amministrativi della città. Vi si promulgavano leggi, vi si accoglievano delegazioni straniere, vi si svolgevano conferenze, cerimonie imperiali e religiose.


Gioiello del Foro è la celebre COLONNA (detta appunto Traiana), che era destinata a conservare, in un’urna d’oro, le spoglie del grande imperatore. All’interno è cava e una scala a chiocciola permette di raggiungerne la sommità, che oggi è adornata da una statua di San Pietro, mentre all’epoca, era naturalmente occupata da una statua raffigurante l’imperatore. La colonna è completamente avvolta da un fregio in rilievo lungo oltre 200 metri, lungo il quale si snoda una straordinaria rappresentazione di scene delle due guerre combattute vittoriosamente da Traiano contro i Daci, un fiero popolo che abitava l’attuale Romania. Davvero un “film di marmo”, come fu definita da Italo Calvino, un vero capolavoro della scultura di ogni tempo che ci permette di rivivere, come in un meraviglioso documentario antico, le varie fasi della campagna. All’epoca la colonna era circondata da alcuni edifici, un grande tempio dedicato a Traiano e due biblioteche, dalle cui finestre sarà stato certo possibile ammirare più da vicino le scene istoriate.


  

Ma l’edificio più importante che chiudeva la piazzetta era la BASILICA ULPIA, opera del grande architetto Apollodoro di Damasco. La Basilica era la più grande di Roma. Misurava infatti ben 170 metri per 60. La costruzione era divisa in tre parti, la superiore delle quali era decorata da un immenso fregio a rilievo che rappresentava i trionfi di Traiano.


    

L’interno, davvero grandioso, era diviso in cinque navate e ritmato da quattro ranghi di colonne: quelle della navata centrale erano in granito… mentre le altre erano di cipollino. In alto, un grande fregio scolpito rappresentava Vittorie in atto di sacrificare tori o di adornare candelabri con ghirlande. Il pavimento era splendido e alternava armoniosamente dischi e rombi di marmo verde e rosso. Il soffitto, invece, era ricoperto da lamine di bronzo.

Anche questa basilica non aveva funzioni religiose. Le cerimonie religiose di massa, nella Roma pagana, si tenevano all’aperto, mentre, come abbiamo già visto, edifici come questo erano luoghi d’incontro e rappresentanza, destinati soprattutto a funzioni giudiziarie, ma anche a cerimonie d’altro tipo, come quella destinata all’affrancazione (cioè la liberazione) degli schiavi, che veniva per l’appunto svolta in un ambiente adiacente alla Basilica.


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