CYBEROMA: Palatino

Regia: Gigi Oliviero


Il filmato è tratto da “CYBEROMA” scritto e diretto da Gigi Oliviero, un grande documentario archeologico sulla Roma Antica, che vita la zona archeologica centrale di Roma (Foro Romano, Fori Imperiali, Palatino e Colosseo) con spettacolari ricostruzioni grafiche in 3D dei principali monumenti. Il filmato è presentato e commentato (anche in video) da Claudio Capone, celeberrima voce televisiva di Quark.


     


Fu dopo la violenta fine di Nerone che la nuova dinastia degli imperatori Flavi decise di ridare ordine a Roma e all’Impero. In questo periodo, quindi (cioè la seconda metà del I secolo d.C.), Vespasiano iniziò, sul colle PALATINO, la costruzione di quella che doveva diventare la più grandiosa reggia della romanità. Già esisteva, in quel luogo, la casa abitata da Augusto, che proprio sul Palatino era nato, ma la costruzione che venne alla luce dovette risultare una delle dimore più splendide di tutta la romanità. Il grandioso complesso fu progettato da un architetto celebre del tempo, Rabirio, e comprendeva due parti distinte: la DOMUS FLAVIA, che era destinata alla rappresentanza, e la DOMUS AUGUSTANA, la vera residenza dell’imperatore e del suo seguito.


  

Si trattava di una costruzione immensa e di spettacolosa ricchezza, che fece dire allo scrittore satirico Marziale (che pure non risparmiava velenose frecciate alla società romana) che la sua vista costituiva “una delle cose più belle del mondo, una mole colossale composta di sette monti uno sull’altro, che giungevano a toccare il cielo”! Qui per quasi quattro secoli, vissero gli imperatori, anche quando la capitale fu spostata altrove. Questo era la facciata della Domus Flavia, l’ala del palazzo destinata alla rappresentanza, dove l’imperatore accoglieva ospiti e delegazioni. Gli ospiti entravano attraverso un ambiente adibito a corpo di guardia dei pretoriani, la guardia privata dell’imperatore.

Era poi in questa splendida sala che l’imperatore accoglieva gli omaggi dei salutatores: amici, cortigiani, ospiti vari (fra cui gli ambasciatori). Era la cosiddetta “aula regia“, un edificio a forma di tempio, che evocava un’architettura sacra e arredata, possiamo bene immaginarlo, con una sfarzo senza pari. Gli ospiti particolari, poi, passavano in un vasto peristilio, circondato da un colonnato in marmo numidico, cioè giallo con venature rosse. Questo grande salone all’aperto era abbellito al centro da una vasca ottagonale, nella quale un labirinto di muretti creava un bell’effetto geometrico.


         

Dal peristilio, infine, gli ospiti di riguardo accedevano ad un’altra sala,, che si identifica con il triclinio, cioè la sala da pranzo, denominata “Cenatio Jovis“. Tutto l’ambiente era di uno sfarzo che è facile immaginare. Il pavimento era costituito da splendidi marmi policromi sotto il quale (come molti altri ambienti del palazzo), scorreva, in un’apposita intercapedine, dell’aria calda, che garantiva un perfetto riscaldamento. E qui appunto i sovrani, che di solito si sistemavano in una loggia soprelevata, per poter dominare tutto il consesso, offrivano sontuose cene agli ospiti di riguardo.


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