ERICE (Sicilia)


Regia: Gigi Oliviero


Saliamo, con una splendida passeggiata panoramica, ad Erice, arroccata a 800 metri di quota. Per capire l’antichissima storia di Erice bisogna rifarsi ad un celebre Santuario che vi sorgeva già dal IV secolo a.C. ed era dedicato alla dea mediterranea della fecondità (protettrice dei naviganti), che i Fenici chiamavano Astarte, i Greci Afrodite e i Romani Venere Ericina, ma per tutti era la protettrice dei naviganti. L’antica città era sacra agli Elimi, un’antichissima popolazione della Sicilia, che fu sterminata dai Cartaginesi nel IV sec. a.C.


Il luogo divenne famoso per un tempio dedicato alla dea dell’amore in cui delle fanciulle lavoravano come vere e proprie prostitute religiose fino ai 20 anni, riuscendo, anche in poco tempo, a ricevere regali così preziosi da potere continuare a vivere di rendita per tutta la vita.


     

La cittadina conserva interessanti testimonianze storiche legate a varie epoche. La più importante chiesa della cittadina è la Chiesa Matrice, di origini trecentesche, accompagnata da una poderosa torre merlata, risalente anch’essa al 1312, che doveva servire anche di avvistamento e difesa. L’ampio e luminoso interno è stato rifatto in un ibrido stile barocco nella metà dell’800, e conserva dipinti e sculture di pregio.


   

Sempre normanne sono le costruzioni che occupano la sommità del monte, cioè il Castello di Venere, che risale ai secc. 12 e XIII e conserva scarsi resti dell’antico Santuario, e il Castello Pepoli, già residenza del “baiulo”, cioè il governatore, circondato dal magnifico Giardino del Balio, disposto ai piedi dell’antica acropoli, da dove lo sguardo spazia lontano, nell’ammirazione di meravigliosi panorami su Trapani e Castellammare del Golfo.Dell’antico tempio, invece, restano pochi resti, inglobati in una fortezza normanna, il Castello di Venere, appunto, che insieme a un’altra rocca medievale, il Castello Pepoli, domina la sommità del monte.


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