FELTRE (Emilia)

Ritornati nelle città che per due volte le soldataglie imperiali di Massimiliano d’Austria avevano rovinosamente saccheggiata, all’inizio del ‘500, i provveditori veneti iniziarono a datare i loro editti “ex cineribus Feltri”, dalle ceneri di Feltre. E ancor oggi, in questa deliziosa cittadina veneta, tutto quello che appare agli occhi parla veneziano: il leone di San Marco, i tetti fortemente spioventi che sembrano voler sostituire i portici, i continui affreschi che abbelliscono le fiancate dei palazzetti, i portali intarsiati.

La città, aggrappata a uno sperone di roccia e chiusa dalla severa cerchia delle Prealpi, fu infatti salvata e ricostruita dalla città madre proprio per la fedeltà che le aveva dimostrato, anche nella sventura.

Non ci si può meravigliare, quindi, che lo spettacolo che appare al visitatore sia di un’eleganza e uno stile assolutamente principesco.

Ecco allora la cinquecentesca Porta Imperiale, che ci introduce in Via Mezzaterra, l’antico cuore della città, la vivace e scenografica Piazza Maggiore, adornata dalle statue di due feltrini illustri, il tipografo del ‘400 Panfilo Castaldi e il pedagogista Vittorino da Feltre… la chiesa di S. Rocco… i palazzi Gazzi e Guarnieri, di stile gotico veneziano.

E infine il Palazzo del Comune, di origine palladiana, al cui interno meritano una visita la Sala degli Stemmi e un delizioso teatrino ottocentesco. Imponente è poi la Cattedrale, ristrutturata nel XVI secolo, che conserva l’abside poligonale gotica e il campanile del 1392. Nel suo interno si può ammirare una cripta del IX secolo e un sepolcro di Tullio Lombardo.

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