FENESTA VASCIA (Ciccio Capasso)

La meravigliosa canzone è uno dei più celebri motivi del repertorio napoletano antico. È la storia di un amore senza speranza di un giovane per una ragazza che abita dietro la finestra vascia (cioè misera, perché resta chiusa), un classico “ammore ‘e vico” d’altri tempi.
La canzone originale non ci è pervenuta, abbiamo la trascrizione di Guglielmo Cottrau, autore ed editore, che si può considerare il padre della Canzone Napoletana moderna, avendo per primo, dal 1820, curato la trascrizione musicale delle canzoni dei secoli precedenti, affidandone i testi a poeti locali, tra cui Paolella e Biscardi, confinati nell’oblio per le note vicende storiche del 1860.


Picture


​L’interprete: CICCIO CAPASSO

Ciccio Capasso è stato uno dei pochi interpreti che abbia saputo affrontare il repertorio tradizionale napoletano con una chiave interpretativa unica e originale, priva di orpelli e retorica e senza ricalcare schemi già collaudati. 
La sua attività artistica inizia nel 1973 con Leo de Berardinis e Perla Peragallo, nomi tra i più importanti nel panorama del teatro sperimentale italiano.
Picture


​Con Leo e Perla, Ciccio Capasso lavora al Teatro Regio di Parma, al Carignano di Torino, al San Ferdinando di Napoli, al Verdi di Salerno, al Morlacchi di Perugia, al Giacosa di Ivrea, al Comunale di Città di Castello ed ancora in moltissimi teatri d’Italia ed in Europa. 

Picture


​Dopo qualche anno, sempre con Leo e Perla, a Parigi riscuote un enorme successo di critica e di pubblico, ed infatti a Parigi la Compagnia è invitata per la seconda volta a rappresentare l’Italia al Teatro Mondiale delle Nazioni 1976-1977. Nel 1980 si dedica esclusivamente alla Canzone Classica Napoletana d’autore, di cui è un attento cultore e studioso oltre che un raffinato interprete.
Ciccio Capasso è stato anche compositore di canzoni, con versi quasi sempre in dialetto, forma a lui più congeniale ed espressiva.
Nel 1988 è stato uno dei maggiori protagonisti nelle “Serate allo storico Caffè Gambrinus di Napoli”, ideate e condotte da Giuliana Cesarini.
Nei suoi concerti-recital ha interpretato i brani di autori ignoti che hanno segnato nell’Ottocento l’epoca d’oro della canzone napoletana. Il suo repertorio è stato vastissimo. Gli autori che ha presentato sono, tra gli altri, Mercadante, Di Lasso, Vinci, F. P. Tosti, Di Giacomo, Viviani, Bovio, Nicolardi, Russo E.A. Mario, Murolo, Gambardella, Staffelli, Cannio, Denza, G.B. De Curtis, Galdieri, Falvo, Totò. 

​E’ scomparso, dopo una lunga malattia, nel 2014.
Picture

Affidò questo testo aulico a Giulio Genoino, valente poeta-letterato di Frattamaggiore, dimenticato dalla storiografia letteraria italiana e spesso confuso con un omonimo salernitano del seicento, il consigliere di Masaniello. Il Genoino riporta fedelmente il testo del 1500, adattandolo alla lingua parlata nel 1800, anche nei termini in allora disuso o perfino dimenticati, con un ottimo risultato.
Ma Cottrau fu anche un prolifico e ottimo autore di canzoni e il suo posto nel campo della storia musicale di Napoli è senz’altro ampiamente merita-to.

Picture

GUGLIELMO COTTRAU
Il padre, Giuseppe, nobile francese, letterato e musicista, ricoprì alte cariche politiche a Parigi e, quando si trasferì a Napoli, durante i regni di Giuseppe Bonaparte e di Gioacchino Murat, fu, di volta in volta, Ministro degli Interni, dei Lavori Pubblici, Maresciallo di Campo, Vice Presidente della Giunta dei teatri, Presidente dell’Accademia di Belle Arti e della “Filarmonica”,. Guglielmo, che aveva soltanto qualche anno quando fu condotto a Napoli, compì gli studi letterari nell’Accademia di Marina e quelli musicali nel R. Collegio dove gli fu maestro il Crescentini. 

Al ritorno dei Borboni, padre e figlio ebbero la cittadinanza napoletana. Poco più che ventenne, Guglielmo si dedicò alla politica, ma, dopo un soggiorno a Parigi dove aveva accompagnato l’inviato napoletano Principe di Cariati (1821), abbandonò questo proponimento per dedicarsi alla musica, alla letteratura e alla poesia. Pubblicò due riviste in francese, una delle quali diffusa largamente tra i forestieri residenti a Napoli, non meno diffusa tra gli abitanti del Regno come pure all’estero, “Le Omnibus et Omnia”, apprezzata per l’originalità delle rubriche letterarie in cui si recensivano tutte le novità librarie stampate in Europa. Originali anche le rubriche artistiche, scientifiche ed aneddotiche. 

La seconda rivista invece, trattava di viaggi. Pubblicò un’Antologia di novelle francesi “Le Decameron moderne” ed una lunga serie di articoli. Dedicatosi, poi, alle canzoni napoletane, molte ne raccolse sulla bocca del popolo e molte ne scrisse, versi e musica, pubblicandole in raccolte, rimaste celebri, dal 1825 al 1845, periodo in cui diresse la Casa editrice musicale Girard Bernard e C.i, della quale, in seguito, divenne comproprietario. Nel 1825 sposò la nipote di Domenico Cirillo, Giovanna, eccellente pianista e cantante per diletto, con la quale dava dei concerti insieme al violinista Festa e al violoncellista Cialdelli. 

Fu amico di Rossini, Spontini, Donizetti, Bellini, Mercadante dei quali stampò molta musica, e intrattenne rapporti amichevoli, anche da lontano, con Maria Malibran, Luigi Lablache, Erminia Frezzolini, che sovente cantavano a Napoli e all’estero – in Francia specialmente – le sue canzoni. I successi che gli si possono accreditare sono innumerevoli, e in quantità maggiore quelli ottenuti dalle canzoni da lui raccolte ed arrangiate.


FENESTA VASCIA

Fenesta vascia ‘e padrona crudele,
quanta suspire mm’haje fatto jettare!…
Mm’arde stu core, comm’a na cannela,
bella, quanno te sento annommenare!
Oje piglia la ‘sperienza de la neve!
La neve è fredda e se fa maniare…
e tu comme si’ tanta aspra e crudele?!
Muorto mme vide
e nun mme vuó’ ajutare!?…

Vorría addeventare no picciuotto,
co na langella a ghire vennenn’acqua,
Pe’ mme ne jí da chisti palazzuotte:
Belli ffemmene meje, ah!
​Chi vó’ acqua…
Se vota na nennella da llá ‘ncoppa:
Chi è ‘sto ninno ca va vennenn’acqua?
E io responno, co parole accorte:
Só’ lacreme d’ammore e non è acqua!…

You might be interested in