LIGURIA

E’ una delle più piccole e affascinanti regioni italiane, aggrappata a montagne che digradano in un mare blu e profondo, cosa che ha creato uno strano sdoppiamento dell’indole degli abitanti, divisi fra un’antica tradizione montanara e una obbligata vocazione marinara. Stiamo parlando della Liguria, terra antica e luminosa, carica di suggestioni e leggende..

Il territorio, è noto, somiglia ad un vasto ed elegante anfiteatro, le cui gradinate sono le Alpi Marittime e l’Appennino ligure, e il cui palcoscenico è il mare. Un mare importante e meraviglioso, che fu dominio di una delle grandi repubbliche marinare del passato e oggi è terra di lavoro importante per l’economia della regione.

Genova è l’obbligato punto di partenza per visitare questa terra. Pochi capoluoghi di regione, infatti, sono così impregnati degli umori e delle tradizioni della loro regione come questa città solare e attiva, ancorata indissolubilmente al suo mare, che sembra penetrarla, quasi a proseguirne il tessuto urbano.

Un mare che diede i natali a Colombo, ne fece una straordinaria Repubblica marinara, le permette di possedere il più importante porto del Mediterraneo e persino l’acquario più grande d’Europa.

E’ una città elegante e davvero “superba”, come la definì lo stesso Petrarca, che esibisce il suo passato con un’architettura preziosa e “liberty”, oggi rotta sempre più spesso da ardite strutture di modernissimi grattacieli, eppure così lanciata verso il futuro in un rinnovarsi di iniziative e imprese che la rendono quanto mai viva e ospitale.

Cuore della città è Piazza De Ferrari, un grande e luminoso spazio su cui sfocia la strada più importante, Via XX Settembre. Una grande fontana in bronzo circondata da imponenti edifici, come il palazzo della Borsa e l’Accademia Linguistica di Belle Arti.

A due passi, una delle antiche porte della città medievale, Porta Soprana, detta anche di Sant’Andrea, risalente alla metà del XII sec., dalla quale si entra nei rioni dell’antica acropoli. Nei suoi pressi una visita turistica obbligata è quella alla cosiddetta casa di Colombo, una ricostruzione settecentesca di quella che, secondo la tradizione, abitò il celebre navigatore da ragazzo. Accanto, infine, un elegante chiostro, quello di S. Andrea, a colonnine binate, sempre del XII sec.

A due passi Piazza Matteotti, chiusa dall’immagine della chiesa di Sant’Ambrogio e dominata dal prospetto di Palazzo Ducale, un tempo residenza del doge e oggi importante centro culturale.

Poco più avanti scopriamo la splendida facciata del Duomo. Dedicato a San Lorenzo e consacrato nel 1118 da papa Gelasio II, presenta una facciata a fasce bianche e nere racchiuse fra due torri campanarie, in cui si aprono tre ricchi portali gotici, guardati, ai lati, da due leoni stilofori.

La strada più affascinante della città è Via Garibaldi, una delle arterie più monumentali d’Italia, tracciata nel 1500 e fiancheggiata da splendidi palazzi, oggi sede di buona parte della cultura della città, come Palazzo Tursi, Palazzo Bianco, il barocco Palazzo Rosso. Tutti, oggi, sono riuniti nell’offerta dei Musei di Strada Nuova, una recente istituzione museale che offre un percorso unitario in un angolo della città che è entrato a far parte della prestigiosa lista dell’Unesco dei luoghi considerati Patrimonio dell’Umanità.

In particolare Palazzo Rosso, che conserva il suo carattere di dimora principesca, racchiude al suo interno una ricchissima galleria d’arte, con opere di Tiziano, Pisanello, Veronese, Tintoretto, Caravaggio, oltre a varie collezioni: pesi genovesi, numismatiche, di ceramica ligure.

Ma altri luoghi ricordano la straordinaria ricchezza culturale di questa città.

Eccoci allora a Palazzo Reale, un grandioso edificio del XVII sec., splendido esempio di dimora patrizia settecentesca, che ospita, al piano nobile, la Galleria di Palazzo Reale, con opere del Guercino, Luca Giordano, Guido Reni, oltre ad una collezione di arazzi e ceramiche orientali.

E ancora il meraviglioso Palazzo del Principe, uno dei più singolari e fastosi palazzi genovesi del ‘500. Fu fatto sistemare da Andrea Doria (che lo abitò) tra il 1529 e il 1547. L’esterno, affacciato sul porto, è dominato da uno splendido giardino all’italiana, mentre le sale interne custodiscono preziosi arredi, arazzi e splendide opere d’arte, fra cui la meravigliosa Fuga in Egitto di Caravaggio.

Ma dirigiamoci ora verso il mare, che sembra letteralmente abbracciare l’intera struttura urbana. Tutta la città è uno splendido lungomare, costituito di spiaggette e angoli di straordinaria suggestione visiva, come il delizioso borgo di Boccadasse,particolarmente amato dai genovesi.

E infine il porto, il più importante d’Italia e ai vertici del Mediterraneo. Un porto attivo e operoso, che da qualche anno, grazie ad una stupefacente opera di ristrutturazione, è di nuovo diventato centro attivo di vita sociale e di svago.

L’antico Porto Vecchio, infatti, dominato dalla conosciuta immagine della lanterna, l’antico faro divenuto uno dei simboli della città, è stato in pochi anni trasformato in un’area di aggregazione sociale e di straordinari impianti museali. L’oramai celebre bigo di Renzo Piano, che permette una bella visione dall’alto della zona, è il punto di incontro di cittadini e imprenditori, oltre che occasione di svago e cultura per grandi e piccini.

Di fronte l’antico Palazzo San Giorgio, composto di una parte gotica, risalente al 1260 e una rinascimentale, affrescata nel prospetto.

Tutta la zona oggi si chiama Acquario Village, e offre modernissime e inconsuete visite a grandi e piccini. A cominciare dall’acquario, il più grande d’Europa, come dicevamo, che, nelle immense vasche, presenta una collezione di fauna e flora acquatica stupefacente, permettendo realmente di vivere il mondo sottomarino in ambienti modernissimi e di straordinaria suggestione. Il grande parco pedonale comprende poi la biosfera, un’enorme costruzione sferica contenente un’immensa serra, mentre ai più piccoli è poi dedicata la Città dei Bambini, il più grande centro in Italia dedicato a gioco, scienza e tecnologia.

Ma le sorprese non finiscono qui. Passiamo accanto alla possente mole di un vero galeone, che è stato il set reale di un famoso film di Roman  Polanski, “Pirati”, e ci dirigiamo verso il Galata Museo del Mare, uno splendido viaggio nel mondo della marineria del passato. Modelli di navi, la ricostruzione di antichi velieri, con la rappresentazione quanto mai viva e reale delle condizioni di viaggio che affrontavano gli antichi emigranti, persino un ambiente dedicato ai sommergibili, che ci permetterà una prima conoscenza della vita operativa di mezzi affascinanti, ma sconosciuti ai più.

Ed è proprio con la visita a un vero sommergibile che si conclude la passeggiata a questo straordinario spazio urbano. E’ una visita unica e nuovissima, che ci accompagna all’interno del Nazario Sauro, uno dei più grandi sommergibili italiani degli anni ’80, oggi attraccato in darsena e divenuto il primo museo galleggiante al mondo.

L’esperienza è davvero di quelle che non si dimenticano. Accompagnati da un sottofondo sonoro che ricrea perfettamente l’ambiente di lavoro del mezzo, si potrà scoprire ogni angolo della nave: i grandi motori, le anguste cuccette, i piccoli spazi di vita comune, fino alla sala comando, cuore della nave, e alla sala siluri, che ricorda la destinazione militare del mezzo.

Ma è ora di partire alla scoperta degli altri tesori della regione. Genova divide geograficamente la Liguria in due zone, la Riviera di Ponente e quella di Levante, entrambe ricchissime di natura, mare e borghi grandi e piccoli che spesso hanno raggiunto una fama mondiale.

Proprio dirigendoci verso est scopriamo angoli dorati di mare divenuti da anni luogo prediletto dal jet set internazionale,

Questo è il bellissimo porto di Rapallo, splendida cittadina dalle ricchissime offerte turistiche. E qui siamo forse nel luogo più famoso, Portofino. Situato in una posizione straordinaria, in un piccolo fiordo naturale sulla punta del monte omonimo (oggi splendido parco naturale), il piccolo borgo, erede di un’antica spiaggia di pescatori, è formato da un grappolo di piccole case colorate, ma anche da poche, esclusive dimore lussuosissime, ed è da anni frequentato da barche miliardarie e da un pubblico di turisti che vagano a bocca aperta per le sue stradine.

Altri borghi, però, illuminano la meravigliosa costa. Qui siamo a Portovenere, un altro luogo di natura incantata, nato anch’esso, all’epoca della conquista genovese del 1100, come piazzaforte strategica. Il declino dell’antico ruolo militare ha oggi salvato i colori, le atmosfere, le architetture del borgo, arroccato nelle sue case colorate che precipitano a mare.

Com’è noto il paesaggio incantò anche artisti come George Byron, che nel 1822 qui trascorse un periodo di vacanza. Oggi la grande baia è dominata dal suggestivo e animato porticciolo, e guardata sempre dalla chiesa di San Pietro, rifatta in forme gotico-genovesi nella seconda metà del XIII sec., dalla quale si gode di una spettacolare vista sulle 5 Terre.

La meraviglia del luogo è oggi confermata dalla sua iscrizione nella prestigiosa lista dell’Unesco dedicata ai siti protetti come Patrimonio dell’Umanità, lista cui appartengono anche le piccole isole che fronteggiano il borgo, e che costituiscono una bella passeggiata in barca: Palmaria, caratterizzata da una ricca vegetazione e ripide scogliere, in sui si aprono suggestive grotte… e l’isola del Tino, che conserva i ruderi dell’abbazia di San Venerio, dell’XI secolo e un piccolo Museo Archeologico che offre reperti dell’età romana e altomedievale.

Una passeggiata imperdibile partendo da Portovenere è quella ad un altro luogo incantato della costa di Levante, le 5 Terre, cinque piccoli borghi aggrappati a una costa dura e impervia, oggi diventati oggetto di culto da parte dei turisti, ma che, visti sotto un’altra prospettiva, rappresentano il volto più duro di una terra costretta dalla natura a rubare spazio al cielo e al mare.

Infiniti terrazzamenti, spesso audacissimi e collegati da rotaie su cui scorrono vagoncini elettrici, hanno scavato la montagna, alla ricerca di terra e di vita.

Molte delle antiche vigne sono oramai abbandonate, dimenticate dal nuovo affare del turismo, ma la zona riesce ancora a produrre vini di grande qualità, come il raro Sciacchetrà.

I 5 paesi, inseriti anch’essi nel Patrimonio mondiale Unesco sono Corniglia, Monterosso al Mare, Vernazza, Manarola e Riomaggiore. E per secoli furono praticamente isolati dal mondo, uniti solo da un sentiero, oggi chiamato “azzurro”, lungo 12 Km, che costituisce una delle passeggiate più belle d’Italia. La ferrovia li raggiunse solo nel 1874, mentre oggi solo Monterosso e Riomaggiore possono essere raggiunti da una strada asfaltata.

La loro visione dal mare dà pienamente l’idea della difficoltà che spesso ha avuto l’uomo nell’inserirsi in una natura apparentemente ostile, ma anche la meravigliosa armonia visiva che può creare lo stesso insediamento quando rispetti l’ambiente che lo accoglie.

Ultimo borgo che vogliamo visitare nella costa di Levante è Camogli, uno degli angoli più puri e antichi di tutta la regione. E’ un angolo di mare vero, tanto che si ricorda che la sua flotta mercantile, nella metà del secolo scorso, era doppia di quella di Amburgo. Gli uomini, quindi, partivano per mare a lungo e le case diventavano appunti le “Case delle mogli”.

Il porticciolo, abitato solo da barche da pesca e turistiche, è colorato e suggestivo, dominato, come a volerlo ancora proteggere, dalla Basilica di S. Maria Assunta, a picco sul mare, e dai cannoni posti ai piedi del piccolo Castel Dragone, che ospita l’Acquario Tirrenico.

Voliamo ora sull’altro versante della regione, la Riviera di Ponente.

Noli ci accoglie con la sua stupenda spiaggia, che avvolge uno dei più genuini e preservati borghi della Liguria. Un antico castello cerca ancora di far paura dall’alto della collina che domina il golfo, e in effetti esso dovette ben funzionare se si consideri che la cittadina, di origine bizantina e dal nome che si rifà a Neapolis, Città Nuova, fu, accanto a quelle più blasonate di PIsa, Amalfi, Venezia e Genova, una delle più prospere e celebri repubbliche marinare italiane. Oggi divenuto apprezzato luogo di soggiorno, il borgo permette una visita suggestiva, in uno schema urbano integro e perfetto nel suo bellissimo ricordo medievale.

Continuiamo a percorrere la stupenda strada panoramica che segue la costa, scoprendo sempre angoli nuovi e località di grande richiamo e interesse.

Qui scopriamo Finalborgo, un abitato che, nel suo regolare impianto urbanistico, riflette bene la sua origine di “borgo nuovo” medievale. Gli danno personalità le mura quattrocentesche, pressoché integre, e le architetture gentilizie sorte dalla metà del ‘400 all’inizio del ‘700.

Poco più avanti entriamo invece ad Albenga, il cui centro storico, sempre di perfetto impianto medievale, è sicuramente uno dei più interessanti della Riviera di Ponente. Cosa forse dovuta all’allontanamento, nei secoli, dal mare, che oggi dista oltre un chilometro dalla città antica.

L’impianto urbanistico originario è comunque romano, quando il luogo si chiamava “Albingaunum”, cioè città dei Liguri Ingauni.

Al centro dell’abitato spicca la cattedrale, un edificio di origini paleocristiane che conserva belle sculture di età romanica. Adiacente appare il Battistero, il principale monumento paleocristiano di tutta la Liguria.

La cittadina ebbe risonanza internazionale nel 1950, per la scoperta, nella sue acque, di una delle più grandi navi romane mai ritrovate, lunga 40 metri, e risalente al I sec. a.C. Del carico furono recuperate circa 1000 anfore vinarie, oggi conservate nel piccolo Museo Navale Romano.

Può sembrar strano che un luogo diventi famoso, anche all’estero… per un muro, eppure questo è quello che si è verificato ad Alassio, un’altra bella cittadina marina, la cui fama è dovuta a un lungo muretto, sul quale, secondo una tradizione oramai consolidata, sono incollate infinite piastrelle colorate, firmate da celebri personaggi dell’arte, della cultura e dello spettacolo. Un luogo oggi elegante e mondano, che naturalmente diviene mito in pieno agosto, quando viene eletta addirittura una “Miss Muretto”, ma che meriterebbe forse di essere apprezzato anche per le sue tante attrattive naturali.

Ci avviciniamo al confine con la Francia, e le nostre scoperte continuano.

Qui siamo a Sanremo, un luogo che ha raggiunto una sua fama internazionale più grazie al suo casinò e al celebre festival di canzoni che ospita annualmente che alle sue straordinarie risorse paesaggistiche e ambientali.

La città, in effetti, è viva e solare, elegante nella sua struttura urbanistica liberty, abbellita da splendide spiagge e colorata da uno dei più importanti mercati floreali del mondo.

Il suo clima particolare (e in effetti anche il fascinò del Casino, nato nel 1906) ha attratto innumerevoli personaggi della Belle Epoque: uno per tutti Alfredo Nobel, il creatore del celebre premio, che abitò e morì (nel 1896) in una splendida villa nei pressi dei giardini Ormond, che oggi è un piccolo museo dedicato allo scienziato.

La città è però anche dotata di monumenti e ricordi storici di prim’ordine. Il piccolo forte di S. Tecla (costruito dai Genovesi e che stranamente ha le feritoie rivolte verso la città…)… la cattedrale romanico-gotica di San Siro, edificata nel sec. XIII sui resti di una chiesa paleocristiana… il suggestivo quartiere medievale de La Pigna, con le sue viuzze ad archi che si arrampicano sulla montagna…persino una cattedrale ortodossa, San Basilio, costruita alla fine dell’800 in stile moscivita. E infine il Santuario della Madonna della Costa, del 6-‘700, da cui si ammira uno splendido panorama della città e del golfo.

Vogliamo concludere il nostro breve viaggio alla scoperta della Liguria in alcuni luoghi lontani da quel mare che, almeno geograficamente, sembra dominare l’immagine del territorio. Siamo nell’entroterra di Sanremo, dove ci appaiono, sgranati e orgogliosi della loro solitudine, straordinari borghi montani, che ci rammentano le origini alpine di questa terra.

Questa è Dolceacqua, che appare come un miraggio incastonato fra i monti. Una piccola collina dominata da un superbo castello, appartenuto ai Doria, e avvolto da case aggrappate miracolosamente alle rocce. Il tutto circondato da un ampio e sereno torrente, il Nervia, scavalcato a sua volta da un elegantissimo ponte medievale a schiena d’asino, perfettamente conservato.

Un altro ponte molto più lungo, costruite dal’epoca romana fino al 1831, ci accoglie invece a Taggia, un altro abitato dalla forte personalità medievale.

Il ponte è una grandiosa costruzione a ben 16 arcate, di cui due romaniche e le altre risalenti al 1450, che attraversa il torrente Argentina con una lunghezza di ben 260 metri.

E ancora il delizioso borgo di Pigna, aggrappato alla montagna e avvolto da suggestivi vicoli collegati da archi e volte.

Ma forse il borgo più affascinante di quest’entroterra è quello di Triora, arroccato a quasi 800 metri di quota a dominare la valle Argentina, in un susseguirsi di spettacolari panorami. Un tempo luogo prospero di foreste e pascoli, possedeva cinque fra castelli e fortezze, sette porte nelle mura e quattro fontane. Oggi è un paesino di straordinario fascino, avviluppato a stradine medievali che si intersecano con archi e ponticelli, in uno scenario davvero fiabesco.

Anche se la fama del luogo non deriva propriamente dalle favole, bensì dalle… streghe. Proprio qui, infatti nel 1587, si svolse uno dei processi di stregoneria più celebri del tempo, i cui resoconti sono giunti intatti fino a noi, permettendoci di rivivere momenti tragici e spaventosi.

Alcune fanciulle del luogo, infatti, per lo più giovanissime, furono incolpate di atti terribili: diffusione di pestilenze, morte del bestiame e perfino l’uccisione di bambini in fasce. Com’era uso per l’Inquisizione del tempo, gli interrogatori e le torture portarono a confessioni estorte col dolore e alla morte di molte delle sventurate.

Oggi il paesino vive sulla fama della sua macabra storia e ogni angolo ricorda una strega o un’azione demoniaca. Persino il piccolo e molto suggestivo museo etnografico (che pure ha splendide sale dedicate alla civiltà contadina del territorio) presenta una sezione in cui sono raffigurati momenti del terribile processo di un tempo.

Ricordi duri e oscuri che non offuscano certo l’immagine di una regione che pure fa della solarità e dell’ospitalità uno dei suoi vanti. Con una fama oramai internazionale che è conservata con pudore e vanto dai suoi abitanti. Gente di mare e di montagna che, malgrado l’invasione turistica, sa ancora conservare maniacalmente e con orgoglio i ricordi e le meraviglie di una terra antica e saggia, che guarda con sempre maggiore interesse al suo importante futuro.

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