GOLFO DI NAPOLI

Celebrato e cantato da artisti di ogni epoca, il golfo di Napoli è sicuramente una delle zone più splendide e conosciute della Terra.

Iniziamo a visitarlo partendo da Napoli, città dai mille volti, conosciuta e cantata da sempre in ogni parte del mondo. E’ una città del tutto particolare, con immagini urbane variate e colorate, monumenti splendidi, scorci paesaggistici straordinari.

L’immagine più celebre si può godere da Via Orazio. Sotto di noi il porticciolo di Mergellina, animato da centinaia di imbarcazioni e dal traffico ininterrotto degli aliscafi che portano i visitatori in ogni angolo del golfo.

E qui che lo sguardo abbraccia il primo dei tanti panorami che riempiranno i nostri ricordi: il mitico lungomare di Via Caracciolo, che ci conduce verso un altro porticciolo, Santa Lucia, dominato dal Castel dell’Ovo, una suggestiva rocca medievale, risalente al XII secolo e ancor oggi perfettamente conservata.

A due passi entriamo in Piazza Trieste e Trento, il cuore della città. Da qui partono le strade più celebri del centro storico, come Via Chiaia, al cui imbocco potremo gustare il celebre caffè napoletano al Gambrinus, da sempre ritrovo preferito di artisti e intellettuali.

La Galleria Umberto I è un’altra sosta obbligata per i napoletani, che qui amano passeggiare e incontrare amici. A pochi passi eco Piazza del Plebiscito, una delle più grandi e maestose d’Italia, chiusa dalla mole del Palazzo Reale e dalla basilica di S. Francesca di Paola, dalle forme sinili al Pantheon di Roma. Costruito all’inizio del ‘600 da Domenico Fontana, e ingrandito dal più grande architetto napoletano del passato, Luigi Vanvitelli, il maestoso palazzo reale visse il suo massimo splendore fra il ‘700 e ‘800, quando divenne sede della dinastia borbonica.

Molti dei suoi tesori artistici sono oggi conservati nel Museo Archeologico Nazionale, uno dei più importanti d’Europa.

Un altro grande castello domina il centro della città, affacciandosi proprio sul porto. E’ il Castel Nuovo, detto comunemente “Maschio Angioino”, eretto nel tardo 1200 da Carlo I D’Angiò, e ancor oggi imponente e perfetto nella sua possente struttura medievale.

Giustamente celebrato è l’ingresso principale, dominato da un arco di trionfo fatto costruire nel 1443 per l’arrivo a Napoli di Alfonso I di Aragona.

Entriamo nel cuore della città a Piazza del Gesù Nuovo, dominata dalla guglia barocca dell’Immacolata, risalente al ‘700. Al suo fianco la chiesa del Gesù Nuovo, voluta dai Gesuiti nel 1584. Di fronte sorge una delle chiese più amate dai napoletani, la basilica di Santa Chiara. La chiesa fu voluta, nel 1300, dai D’Angiò, che intendevano farne il loro Pantheon. Da non perdere la visita al chiostro delle Clarisse, tappezzato di mosaici maiolicati settecenteschi che mostrano, con luminosi colori pastello, paesaggi campestri e mitologici. Il solenne e semplice interno francescano, pur danneggiato dai pesanti bombardamenti della guerra, conserva molte tombe dei re che governarono Napoli nei secoli.

Da Santa Chiara parte la strada più caratteristica della città, Spaccanapoli, un lungo vicolo che sembra proprio dividerla in due. Siamo nella Napoli più antica, dove potremo riscoprire le antichissime attività artigianali, assurte nel tempo a vere e proprie attività artistiche, come la celebre fabbricazione di statuine destinate prevalentemente alla composizione di presepi.

Altre, meravigliose statuine di porcellana le troviamo nel museo di Capodimonte, un’altra reggia voluta, nel 1734, da Carlo di Borbone.

Nostra prossima meta è il Vesuvio. Simbolo da secoli della città, il grande vulcano è sempre stato visto come un amico. Eppure il grande monte non è del tutto tranquillo, come ricordano alcune eruzioni del passato. La più celebre di tutte avvenne nel 79 dopo Cristo, e fu una delle più terribili catastrofi della storia. Una tragedia che servì, però, a tramandare nei secoli l’immagine più reale di un popolo e di una civiltà. L’eruzione fermò per sempre nel tempo Ercolano e Pompei, che all’epoca erano fra le più attive e fiorenti città del meridione. Pompei, al momento della catastrofe, contava oltre 15.000 abitanti. L’eruzione la ricoprì con un’alta coltre di cenere a lapilli, che, grazie alla relativa facilità di asportazione, ha permesso di riportarla alla luce con un’eccezionale opera di restauro.

La visita a Pompei è un’esperienza indimenticabile ed emozionante, e ci permette di rivivere lo splendore, l’arte e la bellezza di un mondo che sembrava perso per sempre.

Divenuta da decenni uno dei centri principali del turismo italiano e internazionale, Sorrento ci accoglie dall’alto delle sue celebri scogliere. Qui l’aria è dolce e profumata, come i limoni che produce la sua terra. L’ambiente è ricco e accogliente, la ricettività conosciuta in tutto il mondo, le occasioni di svago infinite. Anche qui non mancano le occasioni per visitare affascinanti botteghe artigiane, come quelle degli straordinari artisti che sanno trarre dal corallo gioielli famosi in tutto il mondo. Proseguendo il nostro viaggio raggiungiamo un altro luogo celebere: Positano. Una manciata di case colorate aggrappate ad un’alta rupe che precipita verso il mare. Le stradine tappezzate di negozi che hanno inventato una moda esportata in tutto il mondo, locali per ogni gusto, una spiaggia dove riposarsi a contatto con un mare azzurro e profondo. E prima di proseguire non sarà male concedersi una sosta per gustare alcuni dei più celebri piatti della cucina napoletana.

Poco oltre Positano inizia un’altra delle zone mitiche del turismo internazionale: la Costiera Amalfitana. La costa prende il nome dalla cittadina più importante, Amalfi, la più antica Repubblica Marinara d’Italia , patria di Flavio Gioia, ritenuto l’inventore della bussola. Fondata, sembra, dai Romani nel IV sec. a.C., essa andò assumendo un’importanza fondamentale nel commercio marittimo, fino a diventare grande potenza marinara intorno all’anno 1000. Non per niente la città poté emanare una serie di leggi (le tavole amalfitane), che per secoli codificarono i commerci marittimi in tutto il Mediterraneo. La costruzione più importante della città è il Duomo, risalente all’XI secolo e costruito in un ibrido ma bellissimo incrocio di stile arabo e normanno.

Non si può completare la visita della Costiera senza salire a Ravello, un minuscolo e spettacolare paese, fondato probabilmente nel VI secolo, ma che raggiunse il suo massimo splendore nel 1200. Il luogo merita davvero la sua fama. La stupenda posizione, a 350 metri di altezza, gli garantisce un clima fresco e salubre, unita ad un’atmosfera particolarissima, fatta di pace e tranquillità. Celebri le sue grandi ville. Qui siamo a Villa Rufolo, risalente al tardo ‘200 e ornata di torri e chiostri di stile arabo-siculo. Villa che ci offrirà l’immagine più esaltante: un giardino pensile meraviglioso, affacciato sul mare con un panorama mozzafiato, che ammaliò perfino il grande Richard Wagner (a cui è dedicato uno splendido festival musicale), che proprio qui trovò l’ispirazione per completare alcune delle sue grandi musiche.

Proseguiamo il nostro viaggio verso sud per raggiungere un altro dei grandi luoghi archeologici italiani: Paestum. Chiamato un tempo Poseidonia (da Poseidon, dio del mare), il luogo vanta antichissime origini, anche se la cittadina vera e propria fu fondata nel VI sec. a.C., da un gruppo di coloni greci provenienti da Sibari.

Caduta nei secoli in oblio, la sua riscoperta fu dovuta ancora una volta all’illuminismo di Carlo di Borbone, che iniziò il recupero archeologico di alcuni fra i più importanti monumenti dell’antichità. Ecco allora oggi la Basilica, il Tempio di Nettuno, il tempio di Cerere, il Foro, la Via Sacra e migliaia di testimonianze preziosissime del passato, molte delle quali sono conservate in uno splendido museo.

Abbiamo più volte ricordato il mecenatismo dei re borbonici. In effetti i re che governarono Napoli dagli inizi del ‘700 all’Unità d’Italia si distinsero per il loro amore per l’arte e le cose belle. Non può quindi meravigliare che, quando Carlo III decise di costruirsi una dimora, non esitò a lanciarsi in un’impresa titanica e ambiziosissima. Scelto il luogo (Caserta, vicino Napoli, luogo ameno e adattissimo alla diletta caccia) il re affidò al grande architetto Luigi Vanvitelli, l’incarico di costruire una reggia che non sfigurasse con la mitica Versailles. L’arte dell’architetto, unita alle immense possibilità economiche, permisero la costruzione di una delle più grandiose e spettacolari costruzioni di tutti i tempi. Il palazzo (che conta 1200 stanze e 1800 finestre!) è alto 5 piani ed è immerso in un parco spettacoloso, lungo oltre 3 chilometri. Il parco è abbellito da una colossale fontana adornata da splendidi gruppi marmorei, che nasce da una cascata artificiale, alimentata da un un acquedotto costruito per l’occasione e lungo ben 40 Km.!

Lo spettacolo prosegue con la visita agli appartamenti reali. Qui, sembra di rivivere i fasti e la ricchezza di un’epoca mitica. La sala delle udienze, i grandi affreschi, gli immensi lampadari, i preziosissimi mobili, le suppellettili, le camere da letto, addirittura bagni dotati di acqua calda e fredda!

Una ricchezza e un fasto magicamente costruiti in un equilibrio artistico e di buon gusto che lasciano di stucco.

A poca distanza dalla Reggia, un altro luogo invita ad un’incantevole passeggiata. Siamo a Caserta Vecchia, un minuscolo borgo medievale. Il paesino (sede, ogni settembre, di un celebre festival) è uno dei più splendidi complessi monumentali del romanico campano. Cattedrale, campanile, episcopio affacciati su una piazza deliziosa, che testimoniano l’antica grandezza del luogo.

Terminiamo la nostra visita al golfo di Napoli in un altro dei suoi luoghi celeberrimi, Capri. Piccola e dalla eterna vocazione mondana, l’isola attira da sempre schiere di turisti che riescono sempre a riportare a casa un ricordo indimenticabile. Già l’arrivo in porto colpisce per l’animatissima e multicolore folla che si agita perennemente, e che non sembra invitare alla pace…

Dal porto partono in continuazione le barche che conducono alla visita di uno dei simboli dell’isola, la grotta Azzurra. All’esterno ci troviamo di fronte a una parete rocciosa che non lascia intravedere assolutamente nulla. Si deve traghettare su barche molto più piccole per superare il microscopico ingresso, ma dentro lo spettacolo è degno della sua fama: una grande cavità naturale profonda oltre 50 metri e alta addirittura 30, pervasa da una colorazione azzurra che ha dell’incredibile, e che fu ricercata fin dall’epoca romana, quando era stata trasformata in ninfeo..

Torniamo al porto e saliamo, con una comoda funicolare, al centro naturale dell’isola, il paese di Capri. All’arrivo ci accoglie Piazza Umberto I, la celeberrima “Piazzetta”, un luogo mitico per la sua storia e la sua mondanità, che è stata definita, e non a caso, “teatrino del mondo”. La piazzetta è il luogo di partenza per tutte le escursioni che si vorranno fare, tutte rigorosamente a piedi. La più classica classica scende per via Camerelle e raggiunge i giardini di Augusto, un angolo di verde affacciato sul più celebre paesaggio dell’isola, i Faraglioni, tre grandi scogli che il tempo, il mare e il vento hanno modellato fino a dar loro l’inconfondibile sagoma attuale.

Un’altra escursione da non perdere è la salita ad Anacapri, l’altro comune dell’isola, situato alle falde del Monte Solaro, la vetta più alta dell’isola.

Qui potremo visitare Villa San Michele, una elegante dimora voluta da un medico svedese, Axel Munthe, e che nel tempo è divenuta un piccolo ma interessantissimo museo, dal quale si può ammirare uno dei più spettacolari panorami del golfo.

ISCHIA

Una montagna verde adagiata su un immenso mare blu. Questo è la prima immagine che accoglie il visitatore che giunge ad Ischia, la più grande delle tre isole che chiudono a cerchio il golfo di Napoli.

L’isola è oramai una località di fama internazionale, e non a caso. Pochi luoghi, infatti possono vantare un insieme di attrattive così ricco e variato: angoli di mare solari, cittadine moderne e mondane accostate a paesi rustici e suggestivi; campagne e colline, e persino una vera montagna di 800 metri, l’Epomeo.

Le coste, spesso selvagge e inaccessibili, sono intercalate da spiagge ampie e da calette solitarie, mentre comode strade permettono di scoprire panorami sempre nuovi, di una bellezza abbagliante.

L’isola è divisa in sei comuni, il più grande e vivace dei quali si chiama proprio Ischia Porto. Proprio lì sorgeva, più di 2000 anni fa, uno dei primi insediamenti greci dell’isola. Finché un’altra eruzione, nel 302 a.C., inghiottì a tradimento l’agglomerato urbano, originando un lago naturale che rimase tale fino al 1854, quando un grande re, Ferdinando II di Borbone, lo collegò, con un piccolo istmo, al mare, regalandoci un porto straordinario. Tutta la cittadina è ricchissima di servizi e attrattive adatte a qualsiasi gusto e tasca: bar rinomati, negozi alla moda, ristoranti e alberghi di ogni categoria.

Prima visita obbligata sarà quella al Castello Aragonese, uno dei simboli dell’isola Ischia. Fu costruito nel 1438 sui resti di un castello ben più antico, voluto addirittura da Gerone di Siracusa, uno dei grandi dominatori dell’isola di un tempo.

Il castello ha una storia dura e importante e, nel Medioevo, riuscì a salvare più volte gli abitanti dell’isola dalle innumerevoli incursioni dei pirati che si accanivano contro questo luogo splendido, riuscendo a resistere (con le oltre 10.000 persone che vi trovarono rifugio) perfino all’assedio del generale Nelson, che riuscì solo distruggerne la cattedrale, una delle 13 chiese che vantava la cittadella. Gli antichi ricordi artistici del luogo riemergono in una delle cripte, in cui sono conservati splendidi affreschi attribuiti alla scuola di Giotto. Il castello si può visitare tranquillamente, salendovi perfino con un comodo ascensore, per godersi una delle più splendide viste sul golfo di Napoli che offra l’isola.

Proseguiamo la visita dell’isola raggiungendo Casamicciola, la più antica stazione termale dell’isola, che oggi è un luogo tranquillo e salutare, adatta a soggiorni senza fretta né stress.

Eppure questo luogo subì, alla fine dell’800, un terribile terremoto, tanto ricordato dai napoletani che un detto popolare attribuisce al suo stesso nome un significato di ineluttabile catastrofe.

Oggi il terremoto di Casamicciola è solo un ricordo e il centro è molto rinomato per i suoi alberghi, un bellissimo porto e famosissime acque termali.

Proseguendo per una splendida strada litoranea giungiamo a Lacco Ameno, un antico e suggestivo villaggio di pescatori, che l’arrivo di Angelo Rizzoli, (grande editore e innamorato dell’isola), rese, negli anni 60-70, uno dei centri della mondanità italiana. Oggi la mitica epoca di un tempo non c’è più, e Lacco vive una serena e attiva vita turistica, con offerte alberghiere di altissimo livello, una marina semplice a dinamica e il celebre scoglio del “Fungo” che continua a far da sfondo alle più celebri foto ricordo dell’isola.

A due passi da Lacco la natura ci riprende la mano. Siamo a San Montano, una piccola, splendida insenatura, chiusa da una spiaggia ricca di piscine, tanto verde e tanta voglia di mare.

Proseguendo, giungiamo a Forìo, la cittadina dove, più che altrove, sono conservate le antiche tradizioni e consuetudini dell’isola. Non per niente Forio è forse il luogo dell’isola che gli stranieri conoscono ed amano di più “al naturale”. Qui gli ospiti, pur disponendo di splendidi hotel, chiedono una vita più semplice, che rispetti l’armonia e la bellezza dei luoghi.

Così Forio è sempre uguale a com’era un tempo. Un grande porto, una popolazione semplice e cordiale, una vita che scorre uguale e tranquilla, una vita soprattutto fatta di mare, vissuta su spiagge ampie e solari, come San Francesco e Citàra.

E proprio sulla spiaggia di Citàra, incontriamo uno dei luoghi più celebri dell’isola, i Giardini Poseidon, testimonianza del grande termalismo che ha reso celebre Ischia nel mondo. È un termalismo basato sulla natura, sulla inestinguibile fonte data dalle acque calde che sgorgano perenni dal sottosuolo, apportando benefici curativi per infinite affezioni, riconosciuti anche a livello internazionale fra i più efficaci del mondo.

Visita obbligata, a Forìo, è infine la Chiesa del Soccorso, un’antica, candida chiesetta, il cui stesso nome fa immaginare le tragedie del mare che ogni marinaio del posto dovette subire nella vita. Un’immagine unica e affascinante, sicuramente non dimenticabile.

Nel nostro rapido viaggio alla scoperta di Ischia abbiamo lasciato per ultimo S. Angelo, uno straordinario borgo marinaro che ha pochi eguali in Italia e all’estero.

Un minuscolo e accogliente porticciolo circondato da un grappolo di case colorate, un microcosmo di pace e tranquillità, di una bellezza struggente, dove il tempo sembra essersi fermato, e dove si circola senza fretta, a piedi o con i vecchi muli di un tempo.

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