iCorti: 2 APRILE ORE 17


Titolo2 APRILE ORE 17

Regia: Francesca Dantone – 1996

Con: Nino D’Agata, Sergio Russo, Mara Marrone, Erika Pascucci, Samantha Signoretti, Alessio Gabiani
Aiuto regista: Erika Pascucci
Operatore: Sergio Russo
Assistente operatore: Alonso Bayona
Dir. di produzione: Paula Munarski Jobim
Fonico: Rem Nayar
Scene, trucco e costumi: Jessica Giaconi
Foto di scena e backstage: Alonso Bajona
Edizione: Arzu Volkan
Durata: 12’50”


TRAMA: Un vecchio solo e misantropo sembra sperare in un attimo di gioia che la vita, amaramente, continua a negargli.


Prodotto da: LIBERA UNIVERSITA’ DEL CINEMA DI ROMA (L.U.C.) – Via di Villa Belardi, 44 – 00154 Roma – Tel. 06.45434932 – 349.7123993

La Scuola nasce nel 1983 dalla volontà di alcuni cineasti che hanno fatto la storia del Cinema come Cesare Zavattini, Alessandro Blasetti, Leonviola e Sofia  Scandurra, per formare nuovi registi del cinema professionale.

Da anni la LUC, oggi diretta da Fiorenza Scandurra, si occupa di formare ragazzi giovani nel campo cinematografico permettendo loro di provarsi, sbagliare, correggersi e riuscire, collaborando con i docenti al nostro unico obiettivo:”formare un regista!”. Una scuola pratica dove “IL CINEMA S’IMPARA FACENDOLO”, sotto la guida di docenti, tutti professionisti, che operano da oltre trent’anni nel settore cinematografico e televisivo. Tra i nostri docenti annoveriamo alcuni vincitori di importanti premi, come il David di Donatello, il Leone d’Oro di Venezia e alcune Nomination all’Oscar.

               Sofia Scandurra                                                       ​www.universitadelcinema.it –  info@universitadelcinema.it   –  Vai al promo della Scuola 

                        


   


Foto

Il giudizio di GIGI OLIVIERO

Fa tenerezza vedere corti di decine d’anni fa, pure realizzati con mezzi amatoriali, che sembrano piccoli, deliziosi film. Qui c’è il 4:3, il colore sfumato, le riprese poco stabili, il montaggio semplice, ma c’è il contenuto, la tristezza, ​il messaggio, il personaggio (un attore perfetto che impersona un vecchio misantropo che forse vorrebbe solo un po’ d’amore). Il tutto senza un facile strappalacrime, come suggerirebbe il soggetto, ma una mesta, infinita rassegnazione sul finire della vita.  Brava alla giovane regista.
​VOTO: ****

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