iCorti: BALLATA DELL’INSENSATA ORA

TitoloBALLATA DELL’INSENSATA ORA

Regia: Filomena Montesano – 2010

Con: Fabrizio Desideri, Jenny Palmisano
Aiuto regia: Elisa Ferracin
Fotografia: Riccardo Cannella
Operatore: Tobia Greco
Assistente operatore: Massimiliano Campana
Edizione: Carlo Maria Griguoli
Scenografia: Alberto Girotto
Suono: Giorgio Carraro
Foto di scena: Maya Ochoa
Produzione: Jacopo Mariotti

Durata: 4’15”


Prodotto da: LIBERA UNIVERSITA’ DEL CINEMA DI ROMA (L.U.C.) – Via di Villa Belardi, 44 – 00154 Roma – Tel. 06.45434932 – 349.7123993

La Scuola nasce nel 1983 dalla volontà di alcuni cineasti che hanno fatto la storia del Cinema come Cesare Zavattini, Alessandro Blasetti, Leonviola e Sofia  Scandurra, per formare nuovi registi del cinema professionale.

Da anni la LUC si occupa di formare ragazzi giovani nel campo cinematografico permettendo loro di provarsi, sbagliare, correggersi e riuscire, collaborando con i docenti al nostro unico obiettivo:”formare un regista!”. Una scuola pratica dove “IL CINEMA S’IMPARA FACENDOLO”, sotto la guida di docenti, tutti professionisti, che operano da oltre trent’anni nel settore cinematografico e televisivo. Tra i nostri docenti annoveriamo alcuni vincitori di importanti premi, come il David di Donatello, il Leone d’Oro di Venezia e alcune Nomination all’Oscar.

                                        ​www.universitadelcinema.it –  info@universitadelcinema.it   –   Vai al promo della Scuola 

               Sofia Scandurra         


   


Foto  Il giudizio di GIGI OLIVIERO


​Un filmato che definirei adorabile, che ci rincuora, come scelta di racconto, rispetto a tanti altri soggetti terribilmente duri e amari. La parodia charlottiana è delicata, come il bel personaggio del protagonista, interpretato benissimo da Fabrizio Desideri, cui si accosta perfettamente la deliziosa compagna. Curata e pulita la regia, così come trovo curata e non affettata la fotografia. Naturalmente perfetta la bella ballata musicale che ha ispirato il tutto. Bravi!
Un solo  suggerimento al regista, che riguarda l’uso dello zoom. Questo incredibile obiettivo fu inventato negli anni ’50 per disporre, con una sola ottica, di tutte le focali necessarie alle riprese, senza appunto dover volta per volta cambiare obiettivo.. Nessuno, all’epoca, pensò di utilizzarlo in “movimento”, cioè avvicinando o allontanando il soggetto. Quello che non finirò mai di raccomandare quindi, è di evitare assolutamente di usarlo quando non è necessario, perché il movimento che crea è decisamente brutto.
Inoltre dico sempre ai ragazzi di stare attenti a non confondere lo zoom col carrello. Anche se, in apparenza, si tratta di  movimenti in avvicinamento o allontanamento simili, lo zoom, a differenza del carrello, ha il difetto gravissimo di mantenere la prospettiva dell’insieme (proprio perché si fa con una camera ferma). In altre parole, se io uso uno zoom a stringere, poniamo, su una persona che sta in fondo a un viale alberato, vedrò avvicinarsi la persona allo schermo insieme agli alberi, che però manterranno sempre la loro altezza. Col carrello, invece, la persona si avvicina lo stesso ma, variando la prospettiva (perché la macchina si muove in avanti) il rapporto di altezza fra il personaggio e gli alberi cambierà continuamente in base alla prospettiva reale.
Un’ultima piccola notazione: forse è voluto (ma non ne capisco il motivo) ma ho trovato strano che l’orologio che gira (con la bella trovata di far ruotare il quadrante e non le lancette) fa andare indietro le lancette stesse, e quindi il tempo, non avanti. Comunque, un lavoro molto originale e gradevole.
​Voto: ****


 

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