iCorti: C’ERA UNA VOLTA UN ANELLO


Titolo: C’ERA UNA VOLTA UN ANELLO

Regia:  Filippo Orrù
Le mani: Raffaele Carro, ​Giorgio Sergi, Stefania Fideli, Cortes, Federico Sisti, Siniscalco, Stefania Fideli, 
Musiche: Igor Di Martino
Durata: 10’48” – Anno: 2012

Trama: Le straordinarie avventure di un anello, raccontate da un cast di sole … mani.


Prodotto da: LIBERA UNIVERSITA’ DEL CINEMA DI ROMA (L.U.C.) – Via di Villa Belardi, 44 – 00154 Roma – Tel. 06.45434932 – 349.7123993

La Scuola nasce nel 1983 dalla volontà di alcuni cineasti che hanno fatto la storia del Cinema come Cesare Zavattini, Alessandro Blasetti, Leonviola e Sofia  Scandurra, per formare nuovi registi del cinema professionale.

Da anni la LUC si occupa di formare ragazzi giovani nel campo cinematografico permettendo loro di provarsi, sbagliare, correggersi e riuscire, collaborando con i docenti al nostro unico obiettivo:”formare un regista!”. Una scuola pratica dove “IL CINEMA S’IMPARA FACENDOLO”, sotto la guida di docenti, tutti professionisti, che operano da oltre trent’anni nel settore cinematografico e televisivo. Tra i nostri docenti annoveriamo alcuni vincitori di importanti premi, come il David di Donatello, il Leone d’Oro di Venezia e alcune Nomination all’Oscar.

                                        ​www.universitadelcinema.it –  info@universitadelcinema.it   –   Vai al promo della Scuola 

               Sofia Scandurra         


   


Foto  Il giudizio di  GIGI OLIVIERO


Quello che trovo di meraviglioso nel cinema è l’infinita possibilità di manifestare le proprio idee in mille modi diversi, a seconda di quel DNA creativo che distingue tutte le persone dalle altre. A parte la storia un po’ “enigmatica” (e che si presta a molteplici interpretazioni, compreso il finale) questo straordinario “minifilm” ha tutte le caratteristiche per far davvero esaltare chi voglia recensirlo. Innanzitutto la trovata di sostituire gli attori con delle… “dita”, un mezzo apparentemente impossibile per caratterizzare (come vuole la storia) cow-boys, ragazze in giarrettiera, esploratori, naufraghi, indigeni e altro ancora è geniale proprio per la sua audacia e originalità. Ma era una scommessa sicuramente difficilissima per l’“interpretazione” dei tanti personaggi proposti. Eppure il bravissimo regista c’è riuscito in pieno, costruendo una serie di personaggi assolutamente perfetti, anche se costruiti con elementi semplicissimi: la stella da sceriffo, i tatuaggi, la straordinaria giarrettiera della ragazza del saloon ecc. Il tutto inserito in microscopiche, straordinarie scenografie: la neve, la zattera, la giungla, le caverne, le fiaccole, persino gli splendidi piccoli teschi della tribù.

Molto simpatici anche i riferimenti “cinefili” (dai duelli di Leone a Cast away e Indiana Jones) e incredibili le emozioni che è riuscito a trarre muovendo semplicemente delle dita. Il tutto completato da un’ottima fotografia, musiche azzeccate e un montaggio impeccabile. Insomma, un vero, piccolo capolavoro di fantasia e di tecnica, che fa davvero dire BRAVO! all’autore, meritandosi tutte le nostre (rare…) 5 stelle.

VOTO:*****

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