iCorti: GAIA

 


TitoloGAIA
RegiaFabio Giacomini
ConDuné Medros, Fabrizio Rizzi
Durata9’19” – Anno: 2008
TramaE se la Terra ci parlasse?


Prodotto da: LIBERA UNIVERSITA’ DEL CINEMA DI ROMA (L.U.C.) – Via di Villa Belardi, 44 – 00154 Roma – Tel. 06.45434932 – 349.7123993

La Scuola nasce nel 1983 dalla volontà di alcuni cineasti che hanno fatto la storia del Cinema come Cesare Zavattini, Alessandro Blasetti, Leonviola e Sofia  Scandurra, per formare nuovi registi del cinema professionale.

Da anni la LUC si occupa di formare ragazzi giovani nel campo cinematografico permettendo loro di provarsi, sbagliare, correggersi e riuscire, collaborando con i docenti al nostro unico obiettivo:”formare un regista!”. Una scuola pratica dove “IL CINEMA S’IMPARA FACENDOLO”, sotto la guida di docenti, tutti professionisti, che operano da oltre trent’anni nel settore cinematografico e televisivo. Tra i nostri docenti annoveriamo alcuni vincitori di importanti premi, come il David di Donatello, il Leone d’Oro di Venezia e alcune Nomination all’Oscar.

                                        ​www.universitadelcinema.it –  info@universitadelcinema.it   –   Vai al promo della Scuola 

               Sofia Scandurra         


   


Foto

Il giudizio di GIGI OLIVIERO


Un corto “ecologista” di cui non è difficile analizzare pregi e difetti. Cominciamo dai primi. Il tema è molto sfruttato, ma sempre importante, la fotografia ricercata, regia e montaggio correttiLa ragazza assolutamente deliziosa e giusta. Peccato solo le solite, inutili inquadrature a mano ballate (bruttissima quella, all’inizio, sul titolo del corto, del PP dell’acqua che scorre).
Di contro mancano completamente le motivazioni. Lui, per lo spettatore, è uno qualunque, visto che non lo conosciamo mai, va a letto e fa un sogno importante e carico di messaggi (che ovviamente sottintendono a dei rimproveri). Perché? Perché proprio lui?
Le immagini “idilliache” che dovrebbero giustificare le parole severe della ragazza sono ovvie e banali, come la natura raccontata con due foglie cariche di rugiada.
E infine il finale (che in un corto, lo dirò sempre, è un elemento che non andrebbe mai sottovalutato): assolutamente banale e incomprensibile. Lui si spoglia, e poi?….
Insomma il mestiere del regista c’è, le ambizioni pure, i risultati veri verranno un’altra volta.
VOTO: ***


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