iCorti: GIONA DELLE FARFALLE

     

Titolo: GIONA DELLE FARFALLE

​Regia: Giorgio Sergi
Con: Edoardo Visconti, Francesca Martino,
Antoinetta Kapinega, Angelo Iacono, Matteo Cotroneo, Matteo Panzironi,
Federico Lo Surdo, Jessica Giaconi
Durata: 14′ – Anno: 2012
Trama: La commovente amicizia di un bambino ​con una bimba di colore affetta da ​un male incurabile

Prodotto da: LIBERA UNIVERSITA’ DEL CINEMA DI ROMA (L.U.C.) – Via di Villa Belardi, 44 – 00154 Roma – Tel. 06.45434932 – 349.7123993

La Scuola nasce nel 1983 dalla volontà di alcuni cineasti che hanno fatto la storia del Cinema come Cesare Zavattini, Alessandro Blasetti, Leonviola e Sofia  Scandurra, per formare nuovi registi del cinema professionale.

Da anni la LUC si occupa di formare ragazzi giovani nel campo cinematografico permettendo loro di provarsi, sbagliare, correggersi e riuscire, collaborando con i docenti al nostro unico obiettivo:”formare un regista!”. Una scuola pratica dove “IL CINEMA S’IMPARA FACENDOLO”, sotto la guida di docenti, tutti professionisti, che operano da oltre trent’anni nel settore cinematografico e televisivo.

Tra i nostri docenti annoveriamo alcuni vincitori di importanti premi, come il David di Donatello, il Leone d’Oro di Venezia e alcune Nomination all’Oscar.

                                        ​www.universitadelcinema.it –  info@universitadelcinema.it   –   Vai al promo della Scuola 

               Sofia Scandurra         


   


Foto
Il giudizio di GIGI OLIVIERO


​Diciamola subito. Quando un filmato ha come protagonisti dei bambini e un argomento strappalacrime, riesce a farsi perdonare qualsiasi difetto, come quei sughi insipidi imbottiti di panna e mascarpone. Qui l’argomento e tristissimo, i due piccoli protagonisti sono meravigliosi, e la figura del nonno che fa da companatico perfetto. E quindi il risultato non poteva che essere coinvolgente. Carina l’ambientazione, giuste le discolerie dei bimbi, certo azzeccata la pur scontata musica da carillon (se non fosse che io l’avrei usata meno dei 14’ della durata del corto, proprio per darle risalto.). Insomma decisamente un buon lavoro, pur con le sue inevitabili ruffianerie.

VOTO: ****


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