KILLER, COPS & THIERES


Titolo KILLER, COPS & THIERES
Regia: Giorgio Carraro

Con: Ciro Scalera, Cecilia Carponi, Anthony Canzian, Eric Tonelli, Alessio Iozzio, Fabio Filigi, David Cancellario D’Alena, Claudia Garavini, Paolo Bacchiocchi, Vittorio Bonanni
Fotografia: Filomena Montesano
Operatore: Fabrizio Desideri
Aiuto regista: Tobia Grieco
Segretario di edizione: Iacopo Mariotti
Montaggio. aiuto scenografo:
Massimiliano Campana
Fonico: Alberto Girotto
Stunt driver: Tobia Gieco
Produzione: Elisa Ferracin
Musiche: Carlo Maria Griguoli
Coordinato da Federico Del Zoppo
Durata: 7’45”

TRAMA: Una rapina dai risvolti più imprevedibili.


Prodotto da: LIBERA UNIVERSITA’ DEL CINEMA DI ROMA (L.U.C.) – Via di Villa Belardi, 44 – 00154 Roma – Tel. 06.45434932 – 349.7123993

La Scuola nasce nel 1983 dalla volontà di alcuni cineasti che hanno fatto la storia del Cinema come Cesare Zavattini, Alessandro Blasetti, Leonviola e Sofia  Scandurra, per formare nuovi registi del cinema professionale.

Da anni la LUC si occupa di formare ragazzi giovani nel campo cinematografico permettendo loro di provarsi, sbagliare, correggersi e riuscire, collaborando con i docenti al nostro unico obiettivo:”formare un regista!”. Una scuola pratica dove “IL CINEMA S’IMPARA FACENDOLO”, sotto la guida di docenti, tutti professionisti, che operano da oltre trent’anni nel settore cinematografico e televisivo.

Tra i nostri docenti annoveriamo alcuni vincitori di importanti premi, come il David di Donatello, il Leone d’Oro di Venezia e alcune Nomination all’Oscar.

                                        ​www.universitadelcinema.it –  info@universitadelcinema.it   –   Vai al promo della Scuola 

               Sofia Scandurra         


   


Foto

Il giudizio di GIGI OLIVIERO


Non me ne voglia il giovane regista di questo insulso filmatino, ma non gli farei un buon servizio a non chiedergli chi l’ha spinto a creare una trama così banale, una rapina da macchietta, con attori che più cani non si può, un’azione da videogiochi anni ’80 e un finale (perlomeno liberatorio…) più insulso del raccontino. Un lavoro davvero disastroso che spero stimoli l’autore a pensare che questo lavoro, se lo si vuol fare bene, non è un videogioco da ragazzini.

VOTO: *


 

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