iCorti: L’AZIONE E’ NEMICA DEL PENSIERO

  Titolo: L’AZIONE E’ NEMICA DEL PENSIERO
Regia: Francesco Greco

Con: Alberto Caneva, Bruno Alessandro,
​Gianluca Salcuni, Giuseppe Buggea
Luci: Gianluca Salcuni
Aiuto regia: Giustino Pennino
Operatori: Francesco Greco, Tiziano Bomprezzi
Fonico: Consuelo Pascali
Produzione: Fiorenza Scandurra
Coordinatrice: Jessica Giaconi
​Durata: 9’20”


Prodotto da: LIBERA UNIVERSITA’ DEL CINEMA DI ROMA (L.U.C.) – Via di Villa Belardi, 44 – 00154 Roma – Tel. 06.45434932 – 349.7123993

La Scuola nasce nel 1983 dalla volontà di alcuni cineasti che hanno fatto la storia del Cinema come Cesare Zavattini, Alessandro Blasetti, Leonviola e Sofia  Scandurra, per formare nuovi registi del cinema professionale.

Da anni la LUC si occupa di formare ragazzi giovani nel campo cinematografico permettendo loro di provarsi, sbagliare, correggersi e riuscire, collaborando con i docenti al nostro unico obiettivo:”formare un regista!”. Una scuola pratica dove “IL CINEMA S’IMPARA FACENDOLO”, sotto la guida di docenti, tutti professionisti, che operano da oltre trent’anni nel settore cinematografico e televisivo.

Tra i nostri docenti annoveriamo alcuni vincitori di importanti premi, come il David di Donatello, il Leone d’Oro di Venezia e alcune Nomination all’Oscar.

                                        ​www.universitadelcinema.it –  info@universitadelcinema.it   –   Vai al promo della Scuola 

               Sofia Scandurra         


   


Foto

Il giudizio di GIGI OLIVIERO


Un corto strano (e capita spesso in questo campo, dove gli autori farebbero a coltellate per distinguersi…). L’azione reale è angosciosa e sostanzialmente banale (ovviamente non sappiamo perché lui è disperato e mira alla fine), quella onirica più coinvolgente, certo perché girata meglio, in grovigli di colori e bianco e nero, sfocature, movimenti ossessivi e così via. A questo proposito è obbligatorio un suggerimento di montaggio: attenzione all’attacco fra un’inq. molto mossa seguita da una ferma; a meno che non abbia un preciso significato, è sempre un pugno nell’occhio dello spettatore.
Poi l’attesa del finale, dove tutti vorremmo il classico colpo di scena. L’intervento di due personaggi sopra le righe, uno che sbraita e inveisce, l’altro muto e immobile… E basta. Verrebbe da dire: “E allora?…” Ho cercato una spiegazione nel titolo che forse ci vuol suggerire che non sempre quello che desidera il corpo coincide con quello che sogna la mente.
Insomma, un po’ poverello per l’ambizione del tema troppo poco sviluppato.
VOTO: **


 

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