L’ULTIMA VOGLIA


Titolo: L’ULTIMA VOGLIA
di Irene Franchi – 1993

Con Fernando Cerulli, Myrice Tansini,
Luciano Tansini
Fotografia: Petur S. Jonsson
Curatore: Maurizio Boccia
Scenografia: Orn Marino Arnarson
Edizione e aiuto regia: Rosa Viscardi
Fotografo di scena: Marco Palasciano

TRAMA: Uno struggente attimo d’amore per gli ultimi istanti di un malato terminale.


Prodotto da: LIBERA UNIVERSITA’ DEL CINEMA DI ROMA (L.U.C.) – Via di Villa Belardi, 44 – 00154 Roma – Tel. 06.45434932 – 349.7123993

La Scuola nasce nel 1983 dalla volontà di alcuni cineasti che hanno fatto la storia del Cinema come Cesare Zavattini, Alessandro Blasetti, Leonviola e Sofia  Scandurra, per formare nuovi registi del cinema professionale.

Da anni la LUC si occupa di formare ragazzi giovani nel campo cinematografico permettendo loro di provarsi, sbagliare, correggersi e riuscire, collaborando con i docenti al nostro unico obiettivo:”formare un regista!”. Una scuola pratica dove “IL CINEMA S’IMPARA FACENDOLO”, sotto la guida di docenti, tutti professionisti, che operano da oltre trent’anni nel settore cinematografico e televisivo.

Tra i nostri docenti annoveriamo alcuni vincitori di importanti premi, come il David di Donatello, il Leone d’Oro di Venezia e alcune Nomination all’Oscar.

                                        ​www.universitadelcinema.it –  info@universitadelcinema.it   –   Vai al promo della Scuola 

               Sofia Scandurra         


   


Foto

Il giufizio di GIGI OLIVIERO


E’ questo il terzo corto di una straordinaria trilogia (insieme a “Voglia di esserci” e “Tizio e Caia”) proposta da una bravissima allieva della LUC, che ci dimostra come anche il “corto”, inteso come filmato brevissimo e d’effetto, sia la dimostrazione di che lavoro meraviglioso sia il cinema, visto come rappresentazione di un’idea, di  una storia, una morale. Questo durissimo filmato, di pochissimi minuti, girato con tre personaggi, di cui due volutamente sgradevolissimi (anzi, complimenti per lo splendido trucco del protagonista), senza alcuna leccata di regia, con poche e asciutte inquadrature, e persino una musica audace e per fortuna non melensa, dimostra ampiamente che la giovane regista è davvero piena di talento, riuscendo a manifestare una commozione profonda da una situazione quanto mai cruda e sgradevole.
Anche qui l’autrice ha girato senza fronzoli o ruffianate, fregandosene altamente della ricercatezza tecnica e visiva che spesso altri (forse perché di minor talento) esaltano maniacalmente per colpire il pubblico. Irene (che, per inciso, ricordo che è l’unica allieva della scuola a cui ho dato due volte le mie rare 5 stelle…), oramai l’abbiamo capito, mira al sodo, cioè ai contenuti, all’idea, alla forza (spesso brutale) del messaggio che ha un solo fine: coinvolgere ed emozionare lo spettatore. E nei suoi lavori mi sembra che ci sia riuscita molto bene. Davvero un piccolo capolavoro! Brava.
VOTO: *****


 

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