iCorti: MEDICI PER CASO (a stacchi)

                                                                                                                                                            

Titolo: MEDICI PER CASO                                                                 Versione in piano sequenza                     Versione a stacco                                  

Regia:  Valerio Tamburrino
Fotografia: Giovanni Peyrone
ConPierfrancesco Bartolucci, Agnese Giovanardi, Elisa Matteucci, Benedetto Orestini, Mirko Tiraboschi, Sara Ziccardi.
Durata: 1’45” – Anno: 2017

CONTENUTO: Si tratta di una breve esercitazione di scuola, cioè una breve scena montata sia con un unico piano sequenza a mano (quindi con una sola inquadratura) sia con i normali stacchi di montaggio, sia in forma di divertente backstage.


Prodotto da: LIBERA UNIVERSITA’ DEL CINEMA DI ROMA (L.U.C.) – Via di Villa Belardi, 44 – 00154 Roma – Tel. 06.45434932 – 349.7123993

La Scuola nasce nel 1983 dalla volontà di alcuni cineasti che hanno fatto la storia del Cinema come Cesare Zavattini, Alessandro Blasetti, Leonviola e Sofia  Scandurra, per formare nuovi registi del cinema professionale.

Da anni la LUC, oggi diretta da Fiorenza Scandurra, si occupa di formare ragazzi giovani nel campo cinematografico permettendo loro di provarsi, sbagliare, correggersi e riuscire, collaborando con i docenti al nostro unico obiettivo:”formare un regista!”. Una scuola pratica dove “IL CINEMA S’IMPARA FACENDOLO”, sotto la guida di docenti, tutti professionisti, che operano da oltre trent’anni nel settore cinematografico e televisivo. Tra i nostri docenti annoveriamo alcuni vincitori di importanti premi, come il David di Donatello, il Leone d’Oro di Venezia e alcune Nomination all’Oscar.

               Sofia Scandurra                                                       ​www.universitadelcinema.it –  info@universitadelcinema.it   –  Vai al promo della Scuola 

                        


   

 


Foto

Il giudizio di GIGI OLIVIERO


Il corto è in realtà una breve esercitazione della  scuola per far capire agli studenti le infinite possibilità di ripresa che esistono per girare una stessa scena. In questo caso, creata una classica situazione da corto (col conseguente equivoco finale), i ragazzi ne hanno montata due versioni (che presentiamo entrambe in questa scheda): una montata con una sola inquadratura, cioè in piano sequenza, e una normale montata con i classici stacchi .
Un’operazione sinceramente molto originale che mi sembra perfettamente riuscita per far capire come ogni film può essere realizzato con infinite soluzioni tecniche e artistiche diverse e sarà solo il gusto del regista a stabilire quale soluzione adottare. ​
Una notazione a proposito dello steadicam, cioè quella miracolosa attrezzatura inventata da Garrett Brown per il film di Stanley Kubrik “Shining” e che oramai accompagna praticamente molte sequenze di tutti i film in commercio. E’ un apparato comodissimo, in quanto elimina praticamente le vibrazioni della camera tenuta a spalla dall’operatore e permette di girare spesso diversi minuti di film con una sola inquadratura.
Oggi lo paragonerei al drone, cioè l’elicotterino telecomandato che permette riprese aeree incredibili. Entrambi i sistemi, cioè, hanno rivoluzionato il modo di girare, semplificando (e spesso nel contempo esasperando) la spettacolarità delle riprese, ma, come tutti i mezzi rivoluzionari, va usato sempre col “sale in zucca”, cioè non esagerando per non rendere ripetitive e stucchevoli molte riprese. Una cosa simile a quella che avvenne, negli anni ’60, con l’invenzione del “Pancinor”, cioè il classico “zoom” che, nato per avere già montati sulla camera praticamente tutte le focali, è degenerato, nell’uso, muovendolo in ripresa per creare avvicinamenti o allontanamenti che, usati senza motivo, sono davvero insopportabili.
Voto: ***


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