iCorti: MEDICI PER CASO (a stacchi)


TitoloMEDICI PER CASO

Regia:  Valerio Tamburrino
Fotografia: Giovanni Peyrone
ConPierfrancesco Bartolucci, Agnese Giovanardi,
Elisa Matteucci, Benedetto Orestini,
Mirko Tiraboschi, Sara Ziccardi.

Durata: 1’45” – Anno: 2017

CONTENUTO: Si tratta di una breve esercitazione di scuola, cioè una breve scena montata sia con un unico piano sequenza a mano (quindi con una sola inquadratura) sia con i normali stacchi di montaggio, sia in forma di divertente backstage.


Foto

Il giudizio di GIGI OLIVIERO



I tre corti presentati in questa scheda sono in realtà una breve esercitazione della  scuola per far capire agli studenti le infinite possibilità di ripresa che esistono per girare una stessa scena. In questo caso, creata una classica situazione da corto (col conseguente equivoco finale), i ragazzi ne hanno montata una prima versione utilizzando un bel piano sequenza a mano, quindi con una sola inquadratura.
Poi hanno montato la stessa sequenza con i classici stacchi di ripresa e infine (la cosa più originale e divertente, hanno montato un back-stage surreale, mascherandolo come consigli didattici (e che, in realtà, è diventato un originale e divertente corto).
Un’operazione sinceramente molto originale che mi sembra perfettamente riuscita per far capire come ogni film può essere realizzato con infinite soluzioni tecniche e artistiche diverse e sarà solo il gusto del regista a stabilire quale soluzione adottare. ​
Una notazione a proposito dello steadicam, cioè quella miracolosa attrezzatura inventata da Garrett Brown per il film di Stanley Kubrik “Shining” e che oramai accompagna praticamente molte sequenze di tutti i film in commercio.
E’ un apparato comodissimo, in quanto elimina praticamente le vibrazioni della camera tenuta a spalla dall’operatore e permette di girare spesso diversi minuti di film con una sola inquadratura.
Oggi lo paragonerei al drone, cioè l’elicotterino telecomandato che permette riprese aeree incredibili. Entrambi i sistemi, cioè, hanno rivoluzionato il modo di girare, semplificando (e spesso nel contempo esasperando) la spettacolarità delle riprese, ma, come tutti i mezzi rivoluzionari, va usato sempre col “sale in zucca”, cioè non esagerando per non rendere ripetitive e stucchevoli molte riprese.
Una cosa simile a quella che avvenne, negli anni ’60, con l’invenzione del “Pancinor”, cioè il classico “zoom” che, nato per avere già montati sulla camera praticamente tutte le focali, è degenerato, nell’uso, muovendolo in ripresa per creare avvicinamenti o allontanamenti che, usati senza motivo, sono davvero insopportabili.
Voto: ***

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