iCorti: SUSPANCE


TitoloSUSPANCE
di Bogy Dumitrescu – 1986

Con: Nicola Raffone
Fotografia: Sergio Rera
Assistente: Francesco Pizzo
Costumista: Stefania Svizzeretto
Durata: 4’40”

TRAMA: Un uomo misterioso entra in un movimentato locale francese. ​Quale sarà il suo scopo?


Prodotto da: LIBERA UNIVERSITA’ DEL CINEMA DI ROMA (L.U.C.) – Via di Villa Belardi, 44 – 00154 Roma – Tel. 06.45434932 – 349.7123993

La Scuola nasce nel 1983 dalla volontà di alcuni cineasti che hanno fatto la storia del Cinema come Cesare Zavattini, Alessandro Blasetti, Leonviola e Sofia  Scandurra, per formare nuovi registi del cinema professionale.

Da anni la LUC, oggi diretta da Fiorenza Scandurra, si occupa di formare ragazzi giovani nel campo cinematografico permettendo loro di provarsi, sbagliare, correggersi e riuscire, collaborando con i docenti al nostro unico obiettivo:”formare un regista!”. Una scuola pratica dove “IL CINEMA S’IMPARA FACENDOLO”, sotto la guida di docenti, tutti professionisti, che operano da oltre trent’anni nel settore cinematografico e televisivo.

Tra i nostri docenti annoveriamo alcuni vincitori di importanti premi, come il David di Donatello, il Leone d’Oro di Venezia e alcune Nomination all’Oscar.

                                        ​www.universitadelcinema.it –  info@universitadelcinema.it   –  Vai al promo della Scuola 

               Sofia Scandurra         


   


Foto

Il giudizio di GIGI OLIVIERO


Questo corto merita un’attenzione particolare perché il suo autore, che oggi si firma Bogdan Dreyer Dumitrescu, è stato uno degli allievi che hanno “sfondato” nel cinema professionale. Bogdan, infatti, ha già realizzato cinque film ricevendo molti premi.
Qui già si vede l’ambizione registica. Chiarita anche dal piccolo intervento che lo stesso regista fa all’inizio per far capire la difficoltà di esecuzione. Un piano sequenza di quasi 5’ con moltissimi attori in costume, girato a mano con movimenti di personaggi frequenti e complessi.
Certo, la fotografia è quella che è (siamo nel 1986), l’operatore con la camera a mano uno degli allievi (con tutti gli errori e i ballamenti che possiamo immaginare), qualche attimo un po’ lungo, ma perlomeno c’è un’idea, una sorpresa finale e la voglia di far arrivare (anche tecnicamente) un lavoro certamente pensato e provato a lungo. Bravo Bogy
​VOTO: ****

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