iCorti: VOGLIA DI ESSERCI


Titolo VOGLIA DI ESSERCI
di Irene Franchi – 1993
​Con: Franceschino e Leonviola
​Durata: 14′

TRAMA: Un bambino costruisce il suo piccolo mondo
​in una scatola di cartone.


Prodotto da: LIBERA UNIVERSITA’ DEL CINEMA DI ROMA (L.U.C.) – Via di Villa Belardi, 44 – 00154 Roma – Tel. 06.45434932 – 349.7123993

La Scuola nasce nel 1983 dalla volontà di alcuni cineasti che hanno fatto la storia del Cinema come Cesare Zavattini, Alessandro Blasetti, Leonviola e Sofia  Scandurra, per formare nuovi registi del cinema professionale.

Da anni la LUC, oggi diretta da Fiorenza Scandurra, si occupa di formare ragazzi giovani nel campo cinematografico permettendo loro di provarsi, sbagliare, correggersi e riuscire, collaborando con i docenti al nostro unico obiettivo:”formare un regista!”. Una scuola pratica dove “IL CINEMA S’IMPARA FACENDOLO”, sotto la guida di docenti, tutti professionisti, che operano da oltre trent’anni nel settore cinematografico e televisivo.

Tra i nostri docenti annoveriamo alcuni vincitori di importanti premi, come il David di Donatello, il Leone d’Oro di Venezia e alcune Nomination all’Oscar.

                                        ​www.universitadelcinema.it –  info@universitadelcinema.it   –  Vai al promo della Scuola 

               Sofia Scandurra         


   


Foto

Il giudizio di GIGI OLIVIERO


Questo straordinario corto mi permette di fare una precisazione. Chi ha avuto la pazienza di seguire questi miei “pensierini critici” avrà notato che mi sono spesso soffermato su alcune notazioni tecniche, per esaltarne il buon uso e correggerne gli errori.
Questo è un caso in cui il contenuto è così originale, suggestivo e coinvolgente che può far davvero a meno della tecnica. Ma andiamo per ordine.
Il corto è il primo di una trilogia (gli altri sono “Tizio e Caia” e “L’ultima voglia”), realizzata da una bravissima allieva della scuola, Irene Franchi.
E’ basato su un’idea straordinaria: un bambino piccolissimo (un bambino di una bellezza e spontaneità davvero sconvolgenti, diretto per di più in maniera incredibile), senza fretta, senza paura, con tanta pazienza e con bene in testa il fine che si prefigge, si costruisce, con uno scatolone di cartone e un ombrello, la sua casa, o meglio (visto che il paragone che mi viene subito in mente è quello dell’uccellino), il suo nido.
Tutto questo girato a mano senza preoccuparsi di inquadrature “sporche” (ma spesso bellissime), tempi lunghi, immagini sfocate. Seguendo maniacalmente tutte le fasi di lavorazione, fatte dal meraviglioso piccolino (avrà sì e no cinque anni) senza curarsi minimamente del mondo caotico anche, ripreso sempre con un rallenty esasperato, gli passa accanto senza a sua volta curarsi minimamente di lui. Geniale! E’ tutto così originale e coinvolgente che chi se ne frega della qualità (teoricamente) mediocre del tutto che, in questo caso, proprio perché fin troppo chiaramente voluta dall’autrice, assume le fattezze di un cinema-verità da brivido. Sicuramente un piccolo capolavoro nel suo genere, che fa onore all’autrice e alla splendida Scuola che ha contribuito a formarla. Un’ultima curiosità per chi non l’avesse conosciuto. Il postino del film è interpretato dal grande Leonviola, il regista marito di Sofia Scandurra e fondatore della LUC.

VOTO: ***** (Strameritato)


 

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