IRAN: Bishapur

Regia: Gigi Oliviero – Stefano Carbone


Nei pressi di Shiraz incontriamo un’antica città, che ci porta inevitabilmente a parlare dello scontro fra il mondo persiano e quello romano. Anche se in questo caso non assistiamo al trionfo del mitico popolo degli imperatori, bensì ad una loro disfatta. Siamo infatti a Bishapur, una città imperiale sasanide, che (come rileva un’iscrizione del 266 d.C.), fu costruita dal re Shapur dopo la sua vittoria sull’imperatore Valeriano. Shapur costruì un grande centro urbano, circondato da mura costellate ovunque da grandi torri circolari, e capace di ospitare, sembra, 80.000 persone. I recenti scavi hanno messo in luce una serie di edifici sontuosi, che comprendono una struttura palaziale, dotata di una massiccia Sala delle Udienze a pianta cruciforme, e di grandi sale accessorie abbellite da splendidi mosaici policromi e pitture murali. Troviamo poi la residenza privata dell’imperatore, un tempio a pianta quadrata e addirittura una lussuosa residenza per il prigioniero più importante, lo stesso Valeriano. Il tutto era arredato da preziosi mosaici (oggi conservati al museo di Teheran)che rappresentano scene di corte, con donne e uomini seduti su morbidi cuscini, musicanti, scene di ballo e rappresentazioni della famiglia reale. Una città modernissima, per il tempo, quindi, in cui, ad es., sono tornati alla luce addirittura impianti fognari e canali per l’acqua, di un’efficienza straordinaria per il tempo.


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