IRAN: Isfahan (Moschea delle donne)

Regia: Gigi Oliviero – Stefano Carbone


Torniamo sulla nostra piazza dell’Imam, a Isfahan, per scoprirvi un’altra delle sue meraviglie, la moschea Lotfollàh, più conosciuta come Moschea delle Donne. Presenta un frontale molto bello, anche se stranamente privo di minareti. La cosa deriva dal fatto che lo sceicco Loftollah la fece costruire per la sua famiglia, quindi, non essendo aperta al pubblico, non necessitava di alcun elemento di richiamo. Anche se abbastanza piccola, rappresenta un altro piccolo gioiello architettonico, esempio mirabile di perfetto equilibrio tra le proporzioni e e la raffinatezza delle decorazioni.


   C’è un altro luogo, poco fuori la città, dove, viceversa esistono solo minareti, senza alcuna moschea. Sono minareti piccoli, e abbastanza banali rispetto a quelli cui siamo abituati, ma che da tempo costituiscono un’attrattiva irresistibile per gli iraniani e i turisti. Sono i cosiddetti minareti oscillanti, risalenti ad oltre cinquecento anni fa, e progettati per poter vibrare senza mai cedere, tanto che chiunque, anche da solo, può scuoterli con violenza per farli oscillare vistosamente. In un paese a grave rischio sismico come l’Iran, costruzioni come queste, sopravvissute intatte a secoli di cataclismi, dovrebbero rappresentare davvero una guida per tanti saccenti architetti del nostro tempo.


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