IRAN: Isfahan (Palazzo 40 Colonne)

Regia: Gigi Oliviero – Stefano Carbone


Siamo in Iran, dove un bellissimo parco ci accoglie alla periferia di Isfahan, il Chelel Sotun, un edificio fatto costruire dallo scià Abbas I nel XVII secolo e destinato a fastosi ricevimenti. Il nome del padiglione significa “Le 40 colonne”, anche se le colonne che possiamo ammirare sono solo 19. 


La tradizione vuole che il numero 40 derivi dal riflesso delle colonne stesse nella piscina che fronteggia il palazzo, e che ne duplica, visivamente, il numero. Un’altra teoria, viceversa, si rifà alla tradizione persiana, che considera il numero 40 come sinonimo di “molti”.


L’interno del palazzo, destinato, come si diceva, a feste spesso molto “trasgressive” per l’epoca, è stupendamente decorato da sei grandi affreschi, rappresentanti scene pastorali, amori leggendari, scene di guerra, ma anche vari aspetti della vita sontuosa dei sovrani del XVII secolo: convivi, balli e situazioni molto licenziose per la cultura islamica. Fu questo il motivo per cui, soprattutto dopo il ritorno in patria dell’aiatollah Komheini, essi furono interamente coperte alla vista, proprio in virtù dell’aspetto peccaminoso delle situazioni che proponevano. Per fortuna i quadri non furono distrutti e oggi, riportati finalmente alla luce, mostrano uno dei più splendidi esempi di arte pittorica del ‘600 iraniano, testimonianza preziosissima per conoscere, oltretutto, usi e costumi di una civiltà nobile e raffinata.


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