IRAN: Shiraz

Definita dagli iraniani la città dolce, Shiraz è sicuramente una delle più accoglienti e gradevoli città del paese. Si trova a quasi 1500 metri di quota, il che rende gradevole anche il notevole caldo estivo. Shiraz è’ celebre, anche all’estero, per i suoi vigneti; i suoi abitanti sono celebri per arguzia, ingegno e vivacità. Qui nacquero e vissero i più grandi poeti iraniani del passato, i suoi meravigliosi giardini sono celebri in tutto l’Iran e la sua università è vibrante di attività e innovazione, tanto che la facoltà di medicina (la più prestigiosa dell’Iran), è l’unica in cui le lezioni sono tenute in inglese e non in persiano.

Nel mondo medievale islamico, Shiraz era una delle città più importanti della Persia e, nella seconda metà del 1700, fu addirittura la capitale del paese. E’ quindi una città estremamente vivibile, sia per il clima sia per l’ambiente che circonda il visitatore, accolto sempre (come d’altronde è tipico della cultura locale), come un ospite gradito e prezioso.

Il castello, nel cuore della città è oggi destinato a comando di polizia, ma per secoli rappresentò una delle immagini più forti del paese. Fu voluta da Karim Khan per elevare l’immagine della città e mostrare tutto il suo potere alla rivale mitica del tempo, Isfahan. Di fronte al castello, Karim Khan volle edificare una deliziosa struttura ottagonale, il Muzè-yè Pars, destinato prevalentemente ad accogliere gli ospiti illustri nei ricevimenti ufficiali, e in seguito divenuto la sua tomba. Oggi l’edificio è sede di un piccolo e suggestivo museo, dedicato al grande reggente e alla sua mitica epoca.

A Shiraz nacquero ed operarono i due più grandi poeti persiani di tutti i tempi, e a loro la città ha dedicato due splendide tombe, immerse in giardini colorarti e profumati. Quella più suggestiva è la tomba del poeta Hafez, considerato in Iran al pari di un nostro Leopardi. La tomba, che fu per prima costruita dallo stesso Karim Khan nella seconda metà del ‘700, è stata completata all’inizio del ‘900, ed è circondata da un bellissimo giardino, meravigliosamente conservato. All’interno di un elegante padiglione ottagonale è situata la tomba vera e propria, sulla cui lapide di marmo è inciso un lungo verso tratto dall’opera del poeta, vero innovatore della lingua persiana.

La tomba dell’altro grande poeta iraniano, Sa’di, è forse meno suggestiva di quella di Hafez, ma merita comunque una visita. In realtà il poeta chiamato Sa’di (il cui vero nome era Mohamed Shams-ed Din) era uno sceicco vissuto nel pieno del XIII secolo, i cui bellissimi versi sono ispirati dalla sua filosofia di umiltà e pietà, in una lingua colta e affascinante, di cui numerose espressioni sono ancora parte integrante della lingua persiana. La tomba sorge sul luogo della sua morte, accanto ad una sorgente naturale che è continua meta di pellegrinaggio da parte degli abitanti della città.

Ma tutta Shiraz è celebre da sempre per i suoi meravigliosi giardini, come questo, definito Bagh-e Eram, cioè Giardino del Paradiso, uno splendido parco situato nei pressi dell’Università, che avvolge un palazzo cagiaro del XIX secolo, ricco di splendide architetture e suggestivi dipinti murali.

Un altro luogo è molto frequentato dagli abitanti della città, il grande bazar. Quello di Shiraz è uno dei più celebri dell’Iran e già dall’epoca della sua creazione (quasi 3 secoli fa) dimostrò la volontà dei suoi governanti di fare della città uno dei più importanti centri commerciali della nazione. Il suo soffitto a mattoni garantisce un clima ideale in qualsiasi stagione dell’anno e, come al solito, mostra un caleidoscopio completo degli aspetti più suggestivi e inconsueti del paese, dai tappeti alle stoffe, dalle spezie a bellissimi oggetti preziosi.

La città è viva e gradevole, e sarà piacevole vagare per le sue piazze e i suoi giardini. A differenza di quel che comunemente si pensa in Occidente, lo straniero è accolto sempre con rispetto e dignità, e persino il tanto sbandierato integralismo spesso si rivela solo il desiderio di conservare intatte tradizioni millenarie, che allo straniero si richiede di rispettare quasi sottovoce.

Chi continua a pensare ad un viaggio in Iran come un’esperienza ad alto rischio, è sicuramente molto lontano dalla realtà. In pochi luoghi, infatti, gli abitanti sono così tolleranti verso lo straniero, controllando sempre l’istintiva ed umana curiosità, con una fierezza di comportamento ed un’educazione nel rapporto che non possono non lasciare il segno.

Esempio di ciò lo troviamo visitando uno dei luoghi più sacri della città, che ci permetterà di visitare uno degli spettacoli più strabilianti del nostro viaggio: la Moschea degli Specchi. Il grande tempio fu costruito sopra la tomba di Sayyed Mir Ahmad, fratello dell’imam Reza, morto (o forse ucciso) a Shiraz nell’835. Verso la metà del XIV secolo fu eretto sopra la sua tomba un mausoleo, e da allora la cripta è diventata un vero e proprio santuario per gli sciiti, meta di un pellegrinaggio pressoché infinito. I fedeli recano omaggio alla tomba (il cui interno è tappezzato del denaro delle offerte) con religiosa devozione, addirittura allontanandosi dalla stessa all’indietro, per non volgerle mai le spalle.

Quello che però abbaglia il visitatore sono le migliaia di vetri a specchio che ricoprono ogni angolo delle pareti e dei soffitti, e che illuminano l’ambiente di una luce spettacolare e sempre diversa, dando la netta impressione di viaggiare all’interno di uno straordinario e immenso diamante, in un’esperienza magica e irripetibile.

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