ISCHIA: Il Castello Aragonese


Una delle prime immagini che colpiscono il visitatore che giunga a Ischia, è quello di una grande scoglio legato alla terraferma da un piccolo ponte e sovrastato da un imponente castello. Un’immagine bellissima e potente, divenuta oramai uno dei simboli dell’Isola verde.

Il castello che ammiriamo oggi fu costruito nel 1438, sui resti di una fortezza ben più antica, voluta addirittura da Gerone, il mitico tiranno di Siracusa, che fu uno degli antichi dominatori dell’isola. Già da allora, infatti, (e parliamo del V secolo a.C.!), lo scoglio divenne un’oasi di sicurezza per gli abitanti dell’isola, salvandoli più volte dalle infinite invasioni che subì l’isola nella sua storia.

Dopo secoli d’oblio, nel 1428, l’isolotto fu unito con un ponte alla terraferma da Alfonso I d’Aragona che ricostruì il castello, fortificandolo con possenti mura e spalti.

La vera rinascita del luogo, però, avverrà un secolo dopo. Nel 1509, nella Cattedrale (una delle ben 13 chiese che vi erano state edificate!) si poté assistere ad uno dei più fastosi matrimoni della storia dell’isola. La bellissima principessa Vittoria Colonna, appena diciannovenne, sposò, con un matrimonio che fece epoca, il Marchese di Pescara, l’eroe Ferrante D’avalos, governatore dell’isola. Fu un matrimonio di grande amore, che unì due giovani e nobili artisti con un vincolo che doveva dimostrarsi più forte delle inevitabili sventure del destino.

Per anni il castello divenne luogo d’incontro d’altissimo livello per poeti, artisti, letterati. Vi passarono l’Ariosto, il Bembo, Annibal Caro e la splendida corte che vi si formò divenne un punto di riferimento per tutta la cultura napoletana del tempo.

Addirittura nella cripta sotto l’antica cattedrale possiamo ancora ammirare affreschi attribuiti alla scuola di Giotto.

Come tante, grandi storie d’amore, anche quella di Vittoria e Ferrante era destinata a finire tragicamente. Sedici anni dopo, infatti, il marchese morì in battaglia, lasciando la sua sposa nella disperazione e nella solitudine. Un’epoca mitica si era consumata e spenta in un attimo. L’ancora giovane Vittoria avrà pregato certo a lungo nella stupenda cattedrale dell’isola, ricordando i suoi meravigliosi anni passati con il suo sposo, ma non seppe mai sostituire, né tanto meno dimenticare, il suo eroe.

Gli anni e i secoli passarono, e lentamente l’oblio s’impadronì di nuovo delle grandi mura, facendo dimenticare gesta, tragedie e splendori.

Il castello si spopolò lentamente e uniche testimoni dei ricordi antichi rimasero le monache del convento delle clarisse, di cui oggi possiamo visitare il macabro cimitero: un angolo buio circondato da sedili di pietra, dove i corpi delle monache defunte erano poste a sedere, destinate a consumarsi lentamente, sotto gli sguardi e le preghiere delle consorelle, che erano giornalmente obbligate a meditare, sul posto, sulla caducità della vita umana!

L’ultimo sprazzo di gloria il castello l’ebbe nel 1809, quando le sue possenti mura riuscirono a resistere (con le oltre 10.000 persone che vi trovarono rifugio) perfino all’assedio del generale Nelson, che non riuscì a conquistare la fortezza, ma solo a distruggerne a cannonate vari edifici, fra cui la splendida Cattedrale. Cattedrale i cui resti sono utilizzati splendidamente dagli attuali proprietari per organizzare suggestivi spettacoli e concerti, che rendono certamente onore alla grande suggestione del luogo.

Testimonianza delle ultime vicende dell’800 sono ancora le terribili carceri, che vi ospitarono grandi patrioti del nostro Risorgimento, come Carlo Poerio, Luigi Settembrini e Silvio Spaventa, i quali dovettero attendere l’arrivo di Garibaldi per veder trionfare le loro idee di libertà.

Oggi, grazie a illuminate opere di restauro, questo bellissimo luogo è tornato a vivere. Una delle ultime chiese rimaste integre, quella dell’Immacolata, è spesso sede di mostre di altissimo livello internazionale e tutto il complesso può essere visitato tranquillamente, salendovi con un comodo ascensore, o tramite l’antica stradina scavata nella roccia che offrirà una splendida passeggiata nella storia. E una volta in cima uno straordinario panorama ci offrirà una delle più splendide viste che offra l’isola sul golfo di Napoli.

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