ISOLA D’ELBA


Prima per grandezza tra le piccole isole italiane, l’isola d’Elba continua ad essere un modello straordinario di come potrebbe essere l’isola ideale.

Comodissima da raggiungere, data la sua vicinanza alla costa, possiede ogni tipo di attrattiva geografica: Comuni marini e montani, splendidi porti, pianure fertili e fresche montagne, spiagge incantate affacciate su un mare azzurrissimo e pulito. Un vero paradiso per le vacanze, per di più inorgoglita da testimonianze storiche di prim’ordine.

Le sue grandi ricchezze minerarie, infine, dimostrate dai resti di grandi cave di ferro che la resero celebre nel passato, ne fanno un vero museo geologico a cielo aperto, in cui sono state individuate ben 150 specie mineralogiche.

Per questo su queste spiagge, che distano circa dieci chilometri dalla costa toscana, sbarcarono in tanti per strappare all’isola il suo tesoro, costituito dai minerali, soprattutto di ferro. E ancor oggi i turisti ormeggiano le barche dove un tempo navi etrusche e romane caricavano il ferro appena fuso nei tanti forni presenti sull’isola. Furono proprio i bagliori di questi forni, attivi giorno e notte, che dettero all’isola il suo primitivo nome, Aethalìa, dal termine àitalos, cioè “fuliggine”, attribuito all’Elba dai navigatori greci.

Oggi le miniere sono chiuse e la natura si è riappropriata di nuovo del suo ambiente, che non cessa, comunque, di stupire chi la visiti all’interno o meglio nei suoi stupendi fondali sottomarini.

Inevitabile poi il richiamo a Napoleone. Il ricordo dell’imperatore e del suo esilio sull’isola emana da ogni angolo. Fu un esilio brevissimo, neanche 10 mesi, dal 3 maggio 1814 al 26 febbraio 1815, ma servì per dare un’ennesima dimostrazione del carattere e dell’ingegno del grande condottiero, che costruì strade, edificò palazzi, dette ordine al territorio, creandovi persino una bandiera, che sventola ancora sul palazzo che lo ospitò insieme alla sua piccola corte.

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