LAZIO

ROMA

Il nostro viaggio alla scoperta del Lazio inizia a Roma, la città che più di ogni altra è testimone di un passato ricco di storia, oltre che immenso scrigno di capolavori artistici,

La prima immagine è la maestosa piazza Venezia, dominata dal “Vittoriano“, il colossale monumento dedicato, nel 1911, a re Vittorio Emanuele II per celebrare la raggiunta unità nazionale.

Alle spalle del Vittoriano saliamo sul Campidoglio, per mezzo di una monumentale rampa, opera di Michelangelo. Al centro della piazza il famosa monumento equestre di Marc’Aurelio, copia dell’originale, ora conservato all’ingresso del Museo Capitolino, uno dei due edifici laterali della piazza,

Di fronte, il Palazzo dei Conservatori, che contiene la più antica collezione al mondo di sculture classiche: tra queste la lupa, opera etrusca del VI sec. a:C., leggendario simbolo di Roma e delle sue origini

Dall’alto della terrazza situata alle spalle del Palazzo Senatorio, si può ammirare la panoramica più completa del Foro Romano, l’immensa piazza di Roma antica che, per dieci secoli, rappresentò il centro propulsore di tutte le attività sociali

La Curia, sede del Consiglio degli Anziani, cioè del Senato, fu fondata da Tullo Ostilio, terzo re di Roma, e più volte ricostruita. Numa Pompilio, invece, il secondo re di Roma, costruì il Tempio di Vesta, e fondò l’Ordine delle Vergini Vestali, che avevano il compito di mantenere vivo il Fuoco Sacro, simbolo della perennità dello Stato Romano. Le sacerdotesse godevano di grande rispetto e autorità. Erano mantenute dallo Stato, e potevano lasciare l’ordine solo dopo 30 anni di esercizio. Se durante il loro ministero venivano meno al voto di castità, o lasciavano spegnere il Fuoco Sacro, erano condannate a morte e murate vive.

Fu durante la Repubblica che si innalzarono le prime Basiliche. Non erano edifici religiosi, ma luoghi di riunioni e di assemblee, di scambi commerciali e persino tribunali.

Ben conservato è il grandioso Arco di Trionfo di Settimio Severo, mentre proprio sulla sommità della via Sacra, sorge l’Arco di Tito, eretto dopo la conquista e la distruzione di Gerusalemme nel 70 d.C.

Il Foro di Traiano, del 110 d.C., è l’ultimo e il più grandioso dei Fori Imperiali. Al suo centro spicca la Colonna Traiana, eretta per celebrare le vittoriose campagne di Traiano in Dacia, l’attuale Romania.

Il maestoso Anfiteatro Flavio, o Colosseo, è il più grande monumento della romanità. Fu iniziato da Vespasiano nel 72 d.C. e completato dal figlio Tito, 8 anni dopo. Secondo la tradizione, per la costruzione furono impiegati 40.000 schiavi e le sue gradinate potevano ospitare circa 50.000 spettatori, opportunamente protetti dal sole dal velarium, un tetto di tela aperto al centro. Il Colosseo era principalmente destinato ai combattimenti di gladiatori e alle cacce di animali feroci, per le quali si allestivano ricchissime scenografie. Sotto Traiano vi combatterono 10.000 gladiatori e furono uccise 11.000 belve.

Su un lato dell’anfiteatro si erge l’imponente arco di trionfo di Costantino. Fu dedicato dal Senato all’Imperatore nel 315, per celebrare la vittoria finale su Massenzio a Ponte Milvio.

La valle tra il Palatino e l’Aventino conserva la primitiva pianta del Circo Massimo, il più grande stadio per la corsa delle bighe e delle quadrighe. Le sue gradinate potevano ospitare 250.000 spettatori.

Spesso il circo fu anche teatro del sacrificio dei martiri cristiani, i quali, poi, venivano sepolti nelle Catacombe, fuori della città, lungo la via Appia, che i romani chiamarono “Regina viarum”, la regina delle vie.

La strada usciva da Roma dalla Porta Appia, o di San Sebastiano, la più grande e la meglio conservata delle Mura Aureliane, erette intorno al 270 d.C. Lungo la via Appia si possono visitare le catacombe, come quelle di San Sebastiano, l’unico cimitero cristiano rimasto sempre accessibile.

Il trionfo del Cristianesimo sul culto pagano è grandiosamente rappresentato da San Giovanni in Laterano, la Cattedrale di Roma, che Costantino fece edificare sulle proprietà dei Laterani. Si tratta di edifici che i papi abitarono per circa un millennio, fino al 1378, quando si stabilirono in Vaticano. Il maestoso interno fu sistemato da Borromini nel 1650, in linee barocche, un po’ appesantite dalle imponenti statue degli apostoli, realizzate da allievi del Bernini.

Un’altra delle quattro basiliche patriarcali romane è San Paolo fuori le Mura, la più grande chiesa di Roma dopo San Pietro.

All’ingresso, in uno splendido quadriportico, spicca la statua di San Paolo.

L’interno è grandioso, classico e solenne. Quattro file di colonne di granito dividono la basilica in 5 navate, Splendido il soffitto a cassettoni, decorato con rilievi dorati, al cui centro è visibile lo stemma del papa Pio IX.

Altra basilica patriarcale è S. Maria Maggiore. Sorta, secondo una leggenda, in seguito a una miracolosa nevicata del 356, fu consacrata da Sisto III nel 431. L’interno è simile al suo aspetto primitivo, conserva un pavimento del XII sec., ricchi mosaici e un soffitto ligneo del ‘500, dorato, secondo la tradizione, col primo oro giunto dalle Americhe.

Su un lato dell’Isola Tiberina, unica isola del Tevere, ammiriamo il Ponte Fabricio, del 62 a.C., quasi perfettamente conservato.

Nei pressi sorge un’altra bella chiesa, S. Maria in Cosmedin. Sotto il portico della chiesa si trova la celebre e caratteristica Bocca della Verità, un’effige marmorea di una divinità fluviale che, secondo la leggenda, morderebbe la mano degli spergiuri.

Nella piazza antistante la chiesa si ammirano, ben conservati, il Tempio ionico della Fortuna Virile, e il circolare Tempio di Vesta, dell’epoca di Augusto.

La zona del Campo Marzio comprende una vasta area, che in epoca romana era stata occupata prima da campi coltivati e dedicati al dio Marte, e poi utilizzata come accampamento per le legioni. Qui sorge una delle più belle piazze di Roma, piazza Navona. Al centro della piazza spicca la monumentale fontana dei 4 Fiumi, opera del Bernini: una magistrale raffigurazione allegorica dei 4 Continenti della Terra allora conosciuti, nelle figure dei fiumi Nilo, Gange, Danubio e Rio della Plata.

Nei pressi d Piazza Navona si apre piazza della  Rotonda, che ci riserva la visione spettacolare dell’edificio meglio conservato della Roma Imperiale: il Pantheon. L’edificio, il cui nome significa “tutti gli dei”, fu costruito da Agrippa, genero di Augusto, che lo dedicò, appunto, a tutte le divinità conosciute del tempo. L’aspetto attuale risale però all’imperatore Adriano, una delle più grandi personalità del mondo romano. Fu papa Bonifacio IV, che lo aveva ricevuto in dono dall’Imperatore bizantino Foca, nel 609, a trasformarlo in chiesa cristiana, dedicata al culto della Vergine.

L’interno, che conserva le spoglie di uno dei più grandi pittori italiani, Raffaello, e quelle degli ultimi re d’Italia, è solenne e grandioso. L’ambiente circolare è dominato da un’immensa cupola, che, col suo diametro di 43 metri, è ancor oggi la più grande del mondo costruita senza armatura, addirittura superiore a quella di San Pietro.

Fu sulle sponde del Tevere, però, che lo stesso Adriano volle costruire il più imponente degli edifici da lui lasciatici: la Mole Adriana, il suo mausoleo. La costruzione fu trasformato in fortezza già all’epoca di Aureliano, e nel Medioevo prese il nome di Castel Sant’Angelo, per l’apparizione dell’Arcangelo Michele a papa Gregorio I, che gli annunciava la fine di una pestilenza. Nel medioevo il castello fu spesso utilizzato dai papi nei momenti di pericolo, tanto che fu collegato al Vaticano con un lungo corridoio coperto, il Passetto.

Dall’alto di Castel Sant’Angelo si ammira uno dei più spettacolari panorami della città. Su tutto domina l’immenso prospetto di San Pietro e della sua celebre cupola, affettuosamente chiamata dai romani, il “Cupolone”.

All’immensa piazza che precede la basilica si arriva per Via della Conciliazione. La piazza, realizzata nella metà del ‘600 da Gianlorenzo Bernini in soli 11 anni, ed è circondata da 284 colonne, disposte su quattro file.

Ideale compimento della Basilica, rappresenta, nei due emicicli che la racchiudono, le braccia della Chiesa, spalancate ad accogliere le moltitudini di ogni parte del mondo.

La primitiva basilica fu fatta costruire da Costantino sul sepolcro di San Pietro, e inaugurata nel 349 d.C. La costruzione della basilica attuale iniziò però nel 1506, sotto papa Giulio II, e occorse più di un secolo per completarla.

L’interno è di una grandiosità difficilmente valutabile a prima vista. È lunga 186 metri e può contenere 60.00 persone. L’immagine più celebre è quella dell’immensa cupola che sovrasta l’altare centrale, progettata da Michelangelo, che morì prima che fosse iniziata la costruzione della volta.

Molto venerata la severa statua bronzea di San Pietro, attribuita allo scultore fiorentino del ‘200 Arnolfo di Cambio.

Nella prima cappella a destra si ammira la più preziosa scultura della chiesa, la Pietà di Michelangelo, un capolavoro sublime, scolpito a soli 24 anni.

Dalla sommità della cupola si può ammirare il panorama della città e dei giardini del Vaticano, il più piccolo stato del mondo, i cui edifici rinascimentali racchiudono immensi tesori d’arte. I Musei Vaticani, infatti, contengono alcune delle raccolte artistiche più importanti del mondo.

Ma l’ambiente più celebre e spettacolare  è sicuramente la cappella Sistina, che prende nome da papa Sisto IV ed è il luogo dove si riuniscono i cardinali per eleggere il nuovo papa. Le pareti laterali furono decorate dai più noti artisti del ‘400, tra i quali  Sandro Botticelli. Ma è la decorazione della volta, affrescata da Michelangelo tra il 1508 e il 1512, che suscita l’impressione più forte. Tra le scene più celebri: “la Creazione dell’Uomo”, dove l’afflato divino sveglia dal suo torpore fisico Adamo. Intorno, con le scene della Creazione, si alternano profeti e sibille, in atteggiamenti fervidi e pensosi.

Sulla parete dietro l’altare, il Giudizio Universale, che Michelangelo realizzò 22 anni dopo la volta, in 7 anni di duro lavoro. L’artista pone al centro della colossale composizione l’inesorabile Cristo Giudice, che domina il tumulto di quasi 300 figure nude, tutte animate da un esasperato dinamismo.

Un’altra, bellissima veduta di Roma la si può godere dal Gianicolo. Al centro della piazza spicca la statua di Giuseppe Garibaldi, l’artefice dell’Unità d’Italia. Una terrazza del colle è dominata dalla Fontana dell’Acqua Paola, dedicata a papa Paolo V Borghese, che la fece costruire nel 1612 per celebrare il completamento del restauro dell’acquedotto di Traiano.

E’ la sontuosa Fontana di Trevi, però, a rappresentare la massima espressione architettonica delle fontane romane. Realizzata da Nicola Salvi nella prima metà del ‘700, tutta la composizione accosta elementi architettonici a quelli naturali, in un insieme ricco e spettacolare. Celebre l’usanza di gettare una monetina nella fontana per garantirsi un ritorno nella città eterna.

Il più celebre parco romano è Villa Borghese, un tempo di proprietà della nobile famiglia Borghese.

Nella villa si può visitare un altro importante museo cittadino, la Galleria Borghese, una delle più importanti raccolte private del mondo.

Uscendo dal  museo si può raggiungere il Pincio, un’altra bellissima terrazza, affacciata su una delle più importanti piazze cittadine, piazza del Popolo. Per raggiungere, infine, il cuore della Roma Settecentesca: la scalinata di Trinità dei Monti, dalla quale si scende a Piazza di Spagna.

Un’altra celebre fontana adorna la piazza, quella della “Barcaccia”, realizzata da Pietro Bernini, padre del più celebre Gianlorenzo.

TIVOLI: VILLA ADRIANA.

Ci spostiamo a pochi Km dalla capitale, A TIVOLI….. per visitare uno dei più complessi monumentali della romanità giunti fino a noi, Villa Adriana. Fu costruita, nel II sec. d.C., dall’imperatore Adriano, che vi trasfuse tutta la sua fine cultura tardoellenistica, includendovi teatri e biblioteche e rievocando i luoghi che aveva visitato nei suoi innumerevoli viaggi nelle provincie orientali dell’Impero.

Ci vollero vent’anni per completarla, ma alla fine essa risultò la più grande e splendida villa romana che ci sia mai stata tramandata.

Ammiriamo allora il Pecìle, un’area di oltre due ettari, costruita intorno ad una grande vasca e spettacolare porta d’ingresso alla villa imperiale.

L’angolo più noto della villa è il Canopo, un’altra splendida vasca circondata da un meraviglioso portico colonnato, adorno d’infinite statue.

Il Teatro Marittimo è poi un suggestivo e inconsueto luogo, costituito da una piccola isola, circondata da un canale, su cui era costruita una piccola domus, completamente isolata, che è considerato uno studio molto “privato” e riservato dell’imperatore Un luogo magico e di straordinaria importanza storico-culturale, che rende onore ad una città piccola e importante, una straordinaria tappa per conoscere il grande passato del nostro paese.

TIVOLI: VILLA D’ESTE

Restiamo a Tivoli, per entrare in un altro dei gioielli della città, Villa d’Este. Fu Ippolito d’Este, cardinale di Ferrara, appena eletto governatore di Tivoli, che volle trasformare il vecchio convento benedettino da sede del governatorato in una stupenda villa, che imitasse le antiche residenze romane, e soprattutto la mitica villa dell’imperatore Adriano.

Per ottenere ciò, il cardinale incaricò dell’impresa uno dei più celebri architetti del tempo, Pirro Logorio. L’ambizione del progetto, unita alle grandi disponibilità finanziarie, permisero la creazione di quella che doveva diventare un vero simbolo di bellezza e grandiosità tecnica applicate allo sfruttamento dell’acqua.

Il parco della villa, digradante a terrazze sul panorama della campagna romana, è tappezzato di alberi secolari e abbellito dovunque da un numero enorme di statue, fontane, decorazioni, che rendono la sua visita uno spettacolo abbagliante.

L’angolo più celebre è quello delle 100 fontane, dove bocche che sembrano non finire mai, riempiono un lungo viale con una scenografia di straordinaria suggestione.

TARQUINIA.

Secondo la leggenda la grande città etrusca “Tarxuna”, o “Tarxa”, sarebbe stata fondata da Tarconte, fratello o figlio di Tirreno.

Nei secoli la località diventò uno dei principali centri di un popolo mitico, gli Etruschi, il cui misterioso mondo ci è stato svelato dai celebri affreschi rinvenuti nelle tombe delle loro necropoli.

Fu lo straordinario culto che questo popolo aveva per i morti a spingerli a costruire migliaia di tombe, tutte affrescate con un caleidoscopio abbagliante di immagini e colori. A oggi ne sono state riportate alla luce oltre 5700, la cui età va dal VII sec. a.C. fino all’età romana.

La visita è di quelle che non si dimenticano e, malgrado i millenni trascorsi, rende ancora stupefatti visitatori comuni e studiosi, appassionati per la perfezione tecnica di realizzazione che ha sfidato il tempo, il freddo, l’umidità e, almeno in molti casi, persino l’ingordigia dei “tombaroli”, che da decenni hanno depredato questa meravigliosa area di arte, cultura e storia del nostro paese.

Oggi molta parte degli infiniti reperti trovati nel territorio sono custoditi nello straordinario museo allestito all’interno di Palazzo Vitelleschi. Un’immensa e abbagliante raccolta di vasi, lastre funerarie, sarcofagi, suppellettili, gioielli, che offrono un’immagine abbagliante su quella che doveva essere la vita dell’antico popolo italico.

VITERBO

Proseguiamo verso nord per visitare una delle città più affascinanti della regione, Viterbo. La sua storia è addirittura impressa nel suo nome, che deriva appunto da “vetus urbis”, città vecchia. Ancor oggi una possente cinta di mura, lunga oltre 5 chilometri, avvolge il cuore della città, le cui avventure storiche ne fecero per secoli il teatro di lotta fra poteri contrastanti e potenti. Le grandi mura sono aperte da sette porte, fra cui Porta Fiorentina, che ci introduce subito nel cuore della città, dove si scoprono ad ogni angolo scorci medievali di suggestiva bellezza, vicoli e palazzetti d’epoca, spesso abbelliti dalle classiche scale in pietra che vi si appoggiano. La fontana più originale e antica fra le tante di Viterbo è Fontana Grande, risalente al 1200.

Il cuore della città è Piazza del Plebiscito. E’ cinta su 3 lati da edifici sorti per ospitare le magistrature comunali: Il Palazzo del Podestà, risalente al 1264… il Palazzo della Prefettura… e il Palazzo dei Priori, oggi sede comunale, che fu eretto alla fine del ‘400, durante il pontificato di Sisto IV.

Il quartiere di San Pellegrino è il più antico della città. Meravigliosamente conservato è oggi uno dei più intatti e splendidi esempi di borgo medievale, arricchito e riportato continuamente a nuova vita da innumerevoli rappresentazioni artistiche.

E infine l’angolo più celebre, piazza San Lorenzo. Uno spazio urbano ampio ed elegante, dominato dalla solenne struttura del Duomo, eretto, secondo la tradizione, nel secolo XII, sul luogo di un antico tempio di Ercole (mitico fondatore di Viterbo). L’interno è a tre navate e conserva numerose opere di grande pregio artistico

Sull’altro lato della piazza si erge il famoso palazzo papale, testimone di innumerevoli, e spesso drammatici avvenimenti legati alla storia del papato. Il palazzo fu voluto, nel 1255, dal capitano del Popolo Rainero Gatti, proprio come dimora dei pontefici, che non esitarono a rifugiarsi spesso nelle sue stanze per sfuggire ai drammatici avvenimenti che sconvolsero spesso la curia romana.

Una bella scalinata conduce ad un colonnato goticheggiante, alle cui spalle si apre una sala priva di tetto, fatto dovuto ad un celebre avvenimento storico. Fu infatti nel 1271, che lo stesso Rainero Gatti, su consiglio dello stesso San Bonaventura, vista l’impossibilità di giungere all’elezione, per la rissosità dei cardinali, dapprima li rinchiuse a chiave (cosa che determinò la nascita stessa della parola conclave, cioè “cum clave”), poi fece demolire il tetto della sala, ma riuscì ad ottenere il sospirato nome dell’eletto solo dopo 33 mesi e aver loro tolto loro i viveri. Non meraviglia che da allora fu proprio il papa eletto, Gregorio X, a stabilire le norme che da allora regolano i conclavi.

CIVITA DI BAGNOREGIO

Restiamo in provincia di Viterbo per visitare uno dei più suggestivi  paesini della regione, Civita di Bagnoregio. Arroccato sulla cima di uno sperone tufaceo il paese appare come una visione fuori dal tempo e vanta un figlio davvero illustre. Qui infatti, nel 1221, nacque Giovanni di Fidanza, divenuto universalmente noto come San Bonaventura, uno dei maggiori filosofi e teologi cristiani.

Oggi l’ingresso nel borgo si effettua tramite un lungo a ardito ponte, la prima testimonianza del triste destino del luogo, che da tempo si sta letteralmente sgretolando sotto il suo peso, che sprofonda lentamente nel fragile pavimento di tufo che la sorregge. E’ quindi, come oramai è definita, la “città che muore” e questo aspetto rende struggente la visita al suo interno, disposto come un presepe cristallizzato nel tempo, dove si possono ammirare portali in basalto, cippi funerari romani, colonne di granito di un antico tempio pagano, case medievali e del ‘400.

CALCATA VECCHIA

Un altro borgo apparentemente solitario. anch’esso arroccato su uno sperone di roccia che si eleva maestoso sulla valle del Treja. Calcata Vecchia sorge in una zona che molti stenteranno a riconoscere, eppure hanno certo ben conosciuto attraverso innumerevoli film di successo. La valle del Treja, ora splendido parco naturale, infatti, è stata teatro dei set di innumerevoli western, qui girati per l’ambiente selvaggio e assolutamente naturale. Oggi il borgo sembra deserto, ma a visitarlo si scoprirà un microcosmo di artisti e artigiani che ne hanno fatto la loro dimora prediletta, arricchendo di deliziose opere d’arte le antiche case, le viuzze impervie, la piazzetta suggestiva.

PALESTRINA Presentare rapidamente città e Pierluigi

Scendiamo verso sud e andiamo alla scoperta di Palestrina, altro splendido luogo, reso celebre da uno dei più importanti santuari dell’antichità, quello della Fortuna Primigenia, uno dei più importanti Santuari di tutta l’antichità. Il tempio è databile intorno al II sec. a. C., ed è un’opera d’eccezionale livello tecnico e artistico, la cui struttura può essere considerata uno dei più grandiosi esempi d’architettura ellenistica in Italia.

Al suo interno è allestito lo splendido Museo Nazionale Archeologico di Palestrina, che conserva pezzi di eccezionale valore, ricavati dai resti del santuario e da ritrovamenti nel territorio prenestino, nonché opere di varia provenienza, fra cui spicca il grandioso mosaico nilotico, uno splendido quadro visivo risalente all’80 a.C. e rappresentante l’inondazione del Nilo. Un’opera di eccezionale valore artistico che rappresenta una vera e propria fotografia dell’Egitto del passato.

Altro pezzo celebre del museo è la Triade Capitolina, una splendida scultura marmorea che rappresenta l’unico esemplare al mondo di scultura antica che mostri riunite le tre divinità tutelari di Roma: Giove, Giunone e Minerva.

ALATRI

Restiamo in Ciociaria, uno dei più splendidi angoli del Lazio, per visitare Alatri, antica e splendida cittadina, arroccata intorno alla sua acropoli e difesa da alcune delle più possenti mura megalitiche che ci siano rimaste, formate di immensi massi messi in opera già dal II sec. a.C.

Cuore della città è piazza S. Maria Maggiore, dominata dalla chiesa omonima, di stile romanico gotico e ricchissima di opere d’arte.

Al centro della piazza spicca la “Fontana Pia”, eretta nel 1870 in segno di gratitudine per la generosità del Pontefice Pio IX nei confronti della città.

CIRCEO

Scendiamo ora verso il mare, costeggiando una delle località costiere più celebri della regione, il promontorio del Circeo. Reso celebre dalla mitologia, il promontorio, con i suoi 541 metri di altezza, è tra i luoghi più interessanti della nostra penisola per bellezza del paesaggio, vegetazione e ricchezza del suo patrimonio paleoetnologico. Il promontorio fa parte, con l’isola di Zannone, del più piccolo dei Parchi Nazionali, quello, appunto, del Circeo, unico, fra tutti i parchi d’Europa, ad estendersi in ambiente marino ed insulare.

Il cuore di San Felice è tutto nel suo piccolo ma suggestivo paese vecchio che, grazie alla sua piazzetta, è diventato ormai un accogliente salotto per gli incontri serali. Passeggiando tra i vicoli del centro storico, è possibile scorgere dal suo spettacolare belvedere l’arcipelago ponziano e la pianura pontina.

SPERLONGA

Proseguendo la passeggiata lungo la Via Flacca, che scende verso sud, incontriamo uno dei più celebri paesini di mare del Lazio, Sperlonga.

Si tratta di un antico borgo marinaro che, pur essendo oggi uno dei più rinomati centri balneari della costa laziale, ma non ha perso il suo antico fascino. Un angolo antico da percorrere a piedi e da ammirare come un quadro d’autore dai colori e paesaggi di una varietà e una suggestione particolari.

Anche questo luogo è stato testimonianza di una lunga storia, a cominciare dalle sue celebri grotte. In una di esse, in particolare, furono rinvenuti straordinari reperti romani, che portarono alla ricostruzione di una vera e propria villa inserita nella montagna e, dal nome dell’imperatore che vi abitò, fu chiamata la grotta di Tiberio. Oggi gli straordinari reperti ritrovati nell’antico ninfeo, sono esposti in un moderno e splendido museo,  situato nelle sue vicinanze, che permette un affascinante viaggio nel mondo dell’arte e della bellezza romana.

PONZA.

Vogliamo concludere il nostro viaggio in questa straordinaria regione sulle meravigliose isole che compongono un piccolo arcipelago al largo di Capo Circeo. Qui sbarchiamo a Ponza, una delle isole più affascinanti dei nostri mari. Celebre un tempo per le sue cernie e il mare limpidissimo, l’isola vive ancor oggi intorno al suo antico porto, costruito addirittura dai Borbone alla fine del ‘700. Ponza è un’isola che va vissuta dal mare, percorrendo i suoi 20 Km di costa con barche anche piccole, noleggiate un po’ da tutti sull’isola. E allora ognuno potrà scegliersi la sua spiaggetta privata, o scoprire infinite grotte e calette che hanno reso questo luogo una delle isole più belle di tutto il Mediterraneo.

ZANNONE.

A due passi da Ponza, poi, si potrà visitare la piccola Zannone, un trempo privata e oggi facente parte del piccolo e importante Parco nazionale del Circeo. Il luogo, poi, ricoperto da macchia mediterranea e un grande bosco di lecci, è meta di passaggio stagionale per circa 160 varietà di uccelli, che ne fanno una splendida oasi di osservazione per lo studio di queste specie. In cima, che si può raggiungere con un sentiero che offre panorami mozzafiato, rimangono i resti del convento benedettino del Santo Spirito, abbandonato dai monaci nel XIII secolo, che si trasferirono a Gaeta.

VENTOTENE

E infine Ventotene, ultimo gioiello di questa magica regione. L’isola ha un’estensione di poco più di un chilometro quadrato, eppure possiede una storia che ben poche isole italiane possono vantare.

Qui, infatti, sorgeva, all’inizio dell’epoca imperiale romana, una villa sontuosissima, costruita per accogliere Giulia, la figlia dell’imperatore Augusto che il padre era stato costretto ad esiliare per la sua immoralità.

L’occasione permise a questo piccolo angolo di mare di acquisire splendide testimonianze romane, a cominciare dal suo meraviglioso porto, l’unico rimastoci dall’antichità che sia ancor oggi perfettamente funzionante.

I migliori reperti sono conservati in un piccolo e suggestivo museo, che ricordano per l’ennesima volta l’imponente storia di questa meravigliosa regione d’Italia, una terra dove, si può dire senza tema di essere smentiti, è nata buona parte della civiltà dell’Occidente.

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