LISBONA: Festa di Sant’Antonio

Regia: Gigi Oliviero


       


Se ci si vuol far nemico un abitante di Lisbona, bisogna dirgli che S. Antonio è italiano. In effetti il grande santo nacque qui e qui è venerato come santo nazionale. Forse l’occasione migliore per visitare Lisbona è proprio a metà giugno, in occasione della settimana che la città dedica ai festeggiamenti del suo Santo Protettore. E’ una manifestazione collettiva di fede, di gioia e di allegria che stupisce persino chi, come noi italiani, non dobbiamo prendere certo lezioni per quel che riguarda feste e celebrazioni.

  

Infinite processioni con la statua del santo sfilano per la città, seguite da folle oceaniche di cittadini. Contemporaneamente la già nota carica musicale dei lusitani esplode in mille feste, pubbliche e private, ognuna occasione di far musica, bella e brutta, di celebrare gradevoli feste culinarie, di ballare, incontrarsi, fare amicizie. Nelle pause dei festeggiamenti si potrà trovare riposo passeggiando negli splendidi giardini della città, vere oasi naturalistiche di pace e benessere, anch’esse sempre adornate di tocchi artistici che danno una grazia e un tocco di classe anche al più banale degli angoli. Oppure si potrà visitare lo zoo, celebre anche all’estero. Ma quando cala la sera, la voglia di divertimento e le offerte che ogni angolo di strada propone, ridiventano irresistibili.


    

Fino alla parata principale, una grandiosa sfilata in costume che dura tutta la notte, e nella quale si riversano tutti i quartieri della città, che fanno a gara per stupire gli avversari con costumi, coreografie, danze e musica di un coinvolgimento totale. In questi giorni la pur austera e sobria aria della città sembra dissolversi e ogni notte è occasione infinita per tirare fino al mattino.


  

Per chi voglia ritrovare atmosfere più colte e lusitane, sarà poi indispensabile ascoltare il vero “fado”, un meraviglioso e nostalgico canto d’amore e di malinconia che richiama gesta e momenti antichi.

 


      

 

L’alba ritrova la città finalmente deserta, tornata a dimensione d’uomo. Le stradine, pure incredibilmente pulite dopo l’assalto notturno di tanta gente, riacquistano la loro antica semplicità, restituiscono l’antico profumo delle cose di un tempo.

 


 

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