LIZZANO: Presepi Viventi (Puglia)

 


Da tempo immemorabile la rappresentazione del Presepe e delle vicende legate alla vita di Cristo fanno parte intimamente delle tradizioni di innumerevoli località italiane. Sono tante quindi, le ricostruzioni viventi di quei momenti, alcune semplici e intime, altre molto più spettacolari e imponenti. Fra queste spiccano quelle che, durante il periodo natalizio, vengono allestite in alcuni comuni della provincia di Taranto, come Lizzano Crispiano e Faggiano. Qui l’antica tradizione è stata elevata a momento di grande importanza nella vita stessa della comunità. Approfittando, quindi, della particolare conformazione geografica dei luoghi, ricchi di gravine e cavità naturali, che rappresentano una scenografia naturale assolutamente perfetta, vengono allestiti decine di quadri antichi, interpretati da centinaia di figurazioni, che permettono, al di là del coinvolgente momento religioso, di partecipare con emozione alla vita semplice e toccante di migliaia di anni fa.

Quello che colpisce di più in queste rappresentazioni è la meticolosa ricostruzione dei costumi e l’attenta gestualità che i personaggi dei vari quadri manifestano, coinvolgendo tutti gli abitanti e le loro energie intellettuali, artistiche e artigianali.

Un grande sforzo, premiato oramai da anni col riconoscimento di miglior Presepe Vivente d’Italia, un prestigioso premio che il Presepe di Lizzano vince da ben tre anni.

Ecco quindi la classica immagine della grotta della Natività, rappresentata nelle maniere più disparate, ma sempre con la toccante umanità dei pastori e dei Magi che vengono a rendere omaggio al Bambino che viene dal cielo.

Ma ecco anche decine di quadri di vita vissuta, che rievocano attività semplici e quotidiane, spesso intrecciate e “personalizzate” con atti legati profondamente alla terra del sud, in questo caso la Puglia. Donne che tessono e lavorano, pazienti animali che fanno girare le macine del grano e dell’olio, donne che cucinano cibi antichi e tradizionali, come le famose orecchiette, simbolo culinario di questa terra. E ancora soldati e animali, pastori e artigiani in percorsi che travalicano la pura visita, per trasformarsi in una passeggiata nella storia e nella fede.

Anche perché, in queste occasioni, il visitatore, oltre che ”entrare” materialmente nel luogo che sta visitando, viene spesso coinvolto, con l’offerta dei prodotti che realmente le figurazioni stanno preparando.

Espressioni di vita semplice, che si intrecciano nelle immagini, dove tutto sembra indicare armonia e indirizzare alla fratellanza, che vede qui umili pastori e Re delle terre lontane convergere unitamente verso il Segno del Divino, che pone l’uomo al centro del mondo e lo circonda di animali e di alberi, a significare il senso più autentico della presenza divina.

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