MAGGIO SI TU (dal musical “Ritorna Piedigrotta)

Una bella canzone napoletana di un grande autore, E. A. Mario e interpretata da una bravuissima cantante, Mena Cacciapuoti
Questa è una canzone addirittura “pagana”, che vede nel continuo scorrere delle stagioni il ritorno di un fatto eterno ed immutabile come l’amore.

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La canzone è tratta da uno splendido spettacolo
​musicale, “RITORNA PIEDIGROTTA”, interpretato da un gruppo di giovani artisti napoletani, “I Girovaghi dell’Arte
“.

Il lavoro, scritto e diretto da un geniale autore napoletano,  Egidio del Giudice, ripropone, in chiave musicale, una delle più antiche e sentite feste di Napoli, quella, appunto, di “Piedigrotta”, che risale addirittura al 1200, anche se, da secoli, ha perso lentamente Il valore “popolare” da cui nasceva, per spegnersi inevitabilmente con l’avvento del progresso.

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Un progresso che, nella rappresentazione, diventa il nemico di Pulcinella, la classica maschera napoletana, che si rifiuta di uscire dal suo sogno, nel nomo di un avanzare dei costumi e delle mode che non appartengono più all’anima vera della vecchia Napoli.

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​Il musicista: E. A. MARIO

(Napoli, 1884 – 1961)

Pseudonimo di Giovanni Ermete Gaeta (Napoli, 1884-1961), E. A. Mario è una delle figure fondamentali della moderna musica napoletana.
Nacque in un classico “vico” di Napoli, nella zona più poplare della città, in una modesta famiglia. I padre era barbiere e la madre casalinga. Tutti vivevano nel retrobottega del barberia del padre.
In giovinezza frequentò un personaggio mitico della cultura di Napoli, il commediografo e poeta Eduardo Scarpetta, genitore di Eduardo de Filippo e dei suoi fratelli.
Si legò in seguito al celebre editore milanese Bideri, al quale dovette cedere per necessità (una grave malattia della moglie) i diritti delle sue opere, dalle quali ricavò ben poco rispetto alla loro fama e diffusione.
Malgrado fosse musicalmente autodidatta e strimpellasse solo il mandolino, è’ autore di innumerevoli successi, dalla celebre “Tammurriata nera” alla mitica “Canzone del Piave”.
Agli esordi, troviamo che il poeta si firmava,  in chiare lettere, con nome e cagnome vero: Giovanni Ermete Gaeta. Egli si sentiva, ed aspirava, ad essere poeta in lingua e dedicava i suoi versi a Carducci, a Mazzini. Poi ci fu, come dire, un piccolo incidente. La sua “Canzone a Mazzini” non piacque a Mario Rapisardi, acceso mazziniano, che gli dedicò una “dolce rampogna”. Il poeta, allora, prese a rivolgere la sua musa principalmente verso la poesia dialettale e adottò, nel 1905, lo pseudonimo che doveva diventare famoso in tutto il mondo: E. A. Mario.
A proposito di questa decisione, scriveva al suo fraterno amico, Alessandro Sacheri, giornalista a Genova: Ho cambiato nome, non mi chiamo più Ermete, mio buon Alessandro: mi chiamerò Mario, perché anche diventando un canzoniere, mi propongo di essere un cavaliere della canzone come il grande mazziniano fu cavaliere della democrazia: e di quello che fui serberò le iniziali dei nostri due nomi: mi chiamerò dunque E. A. Mario. In lui si nascondevano non uno, ma dieci artisti, alimentati dallo stesso cervello e dallo stesso cuore, e tutti presenti in una più che unica esuberante individualità fisica. Artisti che poi cedevano, ciascuno a sua volta, parte di sè all’animatore numero Uno: E. A. Mario.
L’attività di questo poeta-musicista è stata vulcanica. L’arte del poeta fu davvero fiamma e fuoco: fuoco che bruciava sempre più dentro, fiamma ch’era sempre più viva, a dispetto degli anni che si accavalla-vano l’uno sull’altro. Fin dai primi passi fu segnato dal tocco inconfondibile del Genio che gli fu compagno assiduo per tutta la vita, e più gli diventava fedele quanto più gli anni passavano, quasi come se il Poeta non se ne avvedesse nemmeno, preso nella euforia di una intramontabile giovinezza. E fu solo negli ultimi mesi della sua vita che, – per le troppe sofferenze sfociate in una pietosa immobilità – la sua attività si fermò.
Ma i suoi occhi vivi e intelligenti esprimevano tutto, la sua mente lucida e serena intuiva tutto! Fino a pochi mesi prima, però, la versatilità del Nostro erompeva ed aveva propaggini estese e profonde in tutti i campi ove l’arte detta il Suo verbo. Un articolo di analisi storica o di esegèsi letteraria? E v’era la sua firma. Una novella di colore o di pura fantasia? Ed era firmata E. A. Mano. Una polemica ove occorreva spezza-re una lancia in difesa del nostro dialetto? Ed a piè di pagina la firma era sempre la stessa. Una lirica di squisita fattura od una canzone toccante o piena di brio? E la sigla si ripeteva ancora, brillante: E. A. Mario…
Per E. A. Mario la Poesia è stata un Vangelo, un atto di fede senza fine, una dedizione continua ed assoluta. L’artista è come un sacerdote a cui il sacrificio dà più passione e più fervore, a seconda della gravità ch’esso comporta. Per questo, nella storia della letteratura napoletana, il nome di E. A. Mario rimarrà un fenomeno di produttività feconda, una delle più grandi testimonianze artistiche mai prodotte dall’arte di Napoli.


MAGGIO SI’ TU (1913)
di E. A. Mario

Maggio si’ tu!
ca st’aria doce vaje prufumanno…
Quanta canzone faje cantá a doje voce!
Quanta suspire io manno!

Mme faje murmuliá
tutt”e ccanzone amate
pecché tu viene e dice:
“‘E ‘nnammurate
hann”a cantá!”

Hann”a cantá…
ca pure Ammore
passa e nun more!
E chi ha vuluto bene,
se sente, dint”e vvéne,
cchiù ardente ‘a giuventù:
Maggio, si’ tu!

Maggio si’ tu!
ca mme truvaste cu ‘o core ‘e gelo;
ma quanta rose attuorno mme purtaste,
e quanta stelle ‘ncielo!

Turnaje a suspirá
pe’ chi fuje tanta ‘ngrata…
“Ah – lle dicette – t’aggio
sempe amata
e pure mo…”

E pure mo,
tutt’è turnato
comm’è passato…
Sento ch”a voglio bene:
tu ffuoco, dint”e vvéne,
è fuoco ‘e giuventù:
Maggio, si’ tu!

Maggio, e pe’ te
mme stó’ facenno cchiù mateniero:
rose e viole a ll’alba stó’ cuglienno
comm’a nu ciardeniere…

Tu mme faje suspirá
‘mmiez’ê ciardine ‘nfiore:
“Si tuttecosa torna,
pure Ammore
ha da turná!…”

Ha da turná!
Ll’aggiu chiammato,
ll’aggio aspettato…
E mo, ch”a voglio bene,
mme sento, dint”e vvéne,
cchiù ardente ‘a giuventù:
Maggio si’ tu!

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